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Un regalo per Natale?

mercoledì, 17 Dicembre 2014 by
Ho appena finito di leggere... Natale

Ho appena finito di leggere... NataleIn casa con-fine arrivano ogni giorno non vi dico quanti manoscritti.

Qualcuno manda il suo lavoro con una lettera di presentazione, qualcuno lo manda tipo newsletter a tutta una lista di case editrici che ovviamente non mette in copia nascosta ma lascia ben visibile (della serie: questa cosa interessa a qualcuno, chiunque sia?), c’è chi manda un’e-mail completamente vuota con il solo allegato, c’è chi manda la storia della sua vita… Insomma ce n’è per tutti i gusti!

Io mi sono fatta una promessa: leggerli tutti e rispondere a ognuno, perché un riscontro non si nega a nessuno, no?

Leggendo, leggendo, mi sono imbattuta in un romanzo che definirei ‘cupo’ al limite delle mie reali necessità di cupezza, ma, sì c’è un ma, è un testo da cui non ho saputo staccarmi e, pagina dopo pagina, mi ha tenuto imprigionata, non lasciandomi altra possibilità che continuare a leggere.

Lo stregone Gioele di Carlos Pambianchi

mercoledì, 30 Luglio 2014 by
In Limbo - Gennaro Chierchia

Illustrazione-gigante- Carlos-PambianchiCi fu un tempo in cui Gioele fu come tutti gli altri. Poi quel tempo finì, perché così doveva essere, a quanto pare. Gioele crebbe, crebbe tanto che tutti dovettero abituarsi a guardarlo a naso all’insù; e lui a chinarsi all’ingiù, fino a far della schiena una grande gobba. Lungo lungo ed inarcato se ne stava, e pensando che quei minuscoli compatrioti faticassero sempre più a sentirlo da quell’altezza, gridava e tanto forte che a quelli parevan le trombe della fine del mondo; quelle specie di formiche di cui un tempo faceva parte ora lo guardavano con gran meraviglia e soggezione. “Sono io, sono io, son sempre io” badava a dire, lungo e ritorto come un glicine staccatosi dal muro su cui era cresciuto; e quelli tra loro, guardando quell’uomo che pareva un laccio da scarpa svolto “certo che è proprio un gran stringone!”. E parlavano parlavano parlavano ed ancora parlavano di quel ‘Gioele Gran Stringone’; e parlando parlando parlando, sui passi di chi fuori se n’andava in terre lontane, di bocca in bocca la sua storia passò, e tanto masticata fu da tutti come neanche l’erba in bocca ad un bove.

Lo stregone Gioele

martedì, 01 Luglio 2014 by
In Limbo - Gennaro Chierchia

RoulotteAndiamo verso una roulotte con gli pneumatici a terra inchiodata in una discarica a cielo aperto: bozzoli di ferro arrugginito e plastica bruciata, carcasse d’auto e cumuli di rifiuti.
Il mio amico sale la scaletta e batte il pugno sulla porta di alluminio. Io resto alle sue spalle.
Apre un uomo in vestaglia di flanella.
«Salve. Scusatemi se non ho aperto subito ma non potevo ignorare il richiamo della natura».
«Eri al bagno».
Il mio amico si volta e mi fa l’occhiolino.
«Sì ma non volevo dirlo esplicitamente davanti al tuo amico, che non ho il piacere di conoscere. A proposito: io sono Gioele».
Gli dico il mio nome e lui ci invita a entrare nella roulotte.

Quando a lottare restano i protagonisti delle storie: scusa Cairo

Per fortuna ci sono i nostri cari autori che ci regalano racconti, opere che sono alla portata di tutti, e che ci parlano da diverse angolature della nostra storia.

Questa volta tocca a Lorenzo Gioroffi, autore del libro Visioni meccaniche, che ha voluto documentare da dentro la situazione egiziana proprio in un momento storico come quello della Primavera Araba. Buona lettura!


 

Visioni mondaniche | Lorenzo Giroffi

Le narici appiccicate alla polvere del taxi da inalare; il finestrino aperto che non apre ad alcun movimento d’aria, se non ad afa, smog e cartelli stradali spiantati ed invertiti; automobili su automobili, automobili su marciapiedi, persone su cofani; autobus intasati; il tassista che sorseggia tè mentre il suo bicchiere traballa, prima di aspirare un’altra sigaretta ed intonare un verso del corano che dalla radio rutta in continuazione.

Di un giardiniere errante di Ermanno Casasco | Ermanno Casasco. Un nobile artigiano del verde.

Di un giardiniere errante di Ermanno Casasco

Più che il racconto di una vita da ‘giardiniere errante’ c’è una filosofia del paesaggio, un modo vero di relazionarsi con la natura, un impulso irrefrenabile verso la verità della relazione con l’ambiente, nelle parole di Ermanno Casasco.
L’incontro, alla Fondazione Arnaldo Pomodoro, oltre all’occasione per presentare un volume, è stato soprattutto un momento di riflessione e persino di ‘scontro’ nei confronti di un mondo che sempre di più costringe il paesaggio ad asservirsi alla bieca logica della cementificazione, dimenticando la terra, l’orizzonte, la vita.

Esercizi di geometria non euclidea

lunedì, 28 Aprile 2014 by
Esercizi di geometria non euclidea

Questa volta abbiamo deciso di fare un’operazione un po’ diversa, infatti, il racconto che segue non è di uno dei nostri autori ma di un ‘aspirante tale’ di cui abbiamo letto il manoscritto che, naturalmente, ci è piaciuto, e che si è reso disponibile a donarci qualche racconto per la nostra Rubrica… Ora diteci la vostra opinione!


Marco Aragno

L’infinito, quello divenne il mio cruccio. Lo cercavo nei posti più stipati della casa.  Sotto i letti, in mezzo alle lenzuola, ai piedi del pino. Più limitato era lo spazio più si faceva grande l’universo.

Credei di trovarlo un giorno, infilando la testa in un buco come uno struzzo. Al posto di una zolla di terra, però, mi ero scelto una di quelle vecchie lavatrici difettose che funziona a forza di calci, e che mio padre, steso come un meccanico sotto la carcassa di acciaio, teneva in vita ringhiando bestemmie con un cacciavite fra i denti.

L’amore zitto (seconda parte)

venerdì, 04 Aprile 2014 by
L'amore zitto di Sergio Saggese

Finalmente è venerdì e, come vi abbiamo promesso la scorsa settimana, questa che segue è la seconda parte del racconto di Sergio Saggese. La prima, pubblicata venerdì scorso, la potrete trovare e leggere qui.
Come nella vita reale anche nei racconti di Sergio ritroviamo amarezze e insoddisfazioni, talvolta disperazione, soprattutto destini per niente banali e coraggiosamente accettati.


L'amore zitto di Sergio Saggese

Fu per questo che una volta qui, una volta nel Bihar, mi venne voglia di informarmi se era ancora viva, se la bella Mahima ancora sculettava. E magari incontrarla, incontrarla senza dirle chi ero e godere a ferirla dicendole che d’ora in avanti le sarebbe toccato camminare s’una terra dov’erano state piantate, proprio così’, piantate le ceneri di un uomo che l’aveva amata alla perdizione e che adesso non avrebbe smesso un istante di fissarle il culo.
Avrei detto apposta culo, anziché sedere, perché vivesse per sempre nel pudore, fino a sentirsi lo sguardo di Mohanish risalirle avidamente su per le cosce a ogni passo.

L’amore zitto

venerdì, 28 Marzo 2014 by
L'amore zitto di Sergio Saggese

Questa che segue è la prima parte del racconto che l’autore di Codamozza ci ha regalato (è il suo settimo racconto, gli altri li troverete tutti all’interno della rubrica Visioni mondaniche), che abbiamo voluto dividere per facilitarne la lettura e raddoppiare il godimento.

Segnatevi l’appuntamento per non perdervi la seconda parte che pubblicheremo il prossimo venerdì e buona lettura!


 

L'amore zitto di Sergio Saggese

Fosse stato per mio padre sarei già morto da un pezzo.

Norme per l’accordatura delle nuvole

mercoledì, 13 Novembre 2013 by
Norme per l’accordatura delle nuvole di Sergio Saggese

Eccoci qua al nostro appuntamento settimanale con la rubrica Visioni mondaniche che oggi ospiterà il quinto racconto che Sergio Saggese ci ha voluto regalare.

Il titolo crediamo sia perfetto per questa breve storia che viaggia sopra i tasti di un pianoforte. Vi consigliamo di leggerla in un momento di silenzio e siamo sicuri che vi farà sognare…

L'accordatura delle nuvole di Sergio Saggese

… mi sono innamorata di un altro.

Poteva mai esistere adesso al mondo una frase più triste di quella?

Beh, perché era stato proprio con quelle parole che sua moglie, prima di andarsene, gli aveva scaricato addosso tutta la malinconia dell’universo, con quel suo mi sono innamorata di un altro; come fosse stata la conclusione efferata, ecco, proprio così, efferata di un monologo intimo di lei, del quale lui non aveva udito che la parte più ingombrante, quella sbordatale dalle labbra.

Tecniche di separazione

martedì, 29 Ottobre 2013 by
Tecniche di separazione - Visioni mondaniche | Gennaro Chierchia

Eccoci qua con un nuovo racconto di Gennaro Chierchia, il nostro infaticabile scrittore… buona lettura a tutti!

Visioni mondaniche | Gennaro Chierchia

È arrivata per me la stagione dell’isolamento e nel contempo della conoscenza di me stesso. Per questo ho messo via gli amici e i vecchi amori. Ho pensato che gli altri vivano meglio senza di me e che io viva meglio senza di loro. Ho rifiutato inviti di matrimonio. Ho ignorato telefonate e messaggi. Ho inviato e-mail in cui non sono stato sincero. Ho fatto terra bruciata intorno a me. Ho visto i fuochi del pastificio Garofalo esplodere nel cielo stellato, creare stelle nuove subito morte, appoggiato al muro sul balcone di casa dei miei.

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