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Il mistero del giglio scarlatto di Alferio Spagnuolo

C’è una strana atmosfera ottocentesca che non è usuale nei gialli da Napoli odierni, che pervade “Il mistero del giglio scarlatto (pagg. 184, euro 10; Robin edizioni)”, il nuovo noir scritto dal 50enne Alferio Spagnuolo, che avevamo già letto nel 2006 in “L’ultima verità (Kairòs edizioni)”, giallo scritto però – a quattro mani – con

Absolute, la peggio gioventù | di Massimiliano Maccaus

  Abbiamo letto Absolute, di Marco Aragno. Uno spaccato sull’universo valoriale dei giovani dell’hinterland napoletano. La televisione e i suoi modelli sociali. Internet, e i social network. I miti del nostro tempo: la bellezza, la gioventù. Una spenseriatezza più imposta che concreta. La discoteca, l’alcool, lo sballo, il sesso. Facile, a buon mercato. Ad ogni costo. Il pallone.

A proposito di Absolute

martedì, 16 Giugno 2015 by
A proposito di Absolute
Sergio Saggese e Absolute

Sergio Saggese e Absolute

Non sono un tipo da scrivania. Leggo sul tavolo da cucina e mi circondo di quanto occorre per la lettura come se apparecchiassi: occhiali, matita, post-it, penna e segnalibro al posto delle posate, il romanzo “Absolute” di Marco Aragno al centro come un piatto.

Faccio un primo assaggio. S’un totale di centocinquant’uno pagine ne butto giù cinquanta d’un fiato. Mi sono già fatto il palato con la recensione di Antonio Menna presente sulla bandella, ho annusato il libro prima di scorrere il risvolto di copertina. Alla fine l’ho scostata, la bandella, come una tenda, per entrare nel frontespizio.

Leggo come andassi a pesca. Manco a farlo apposta sto a tema con Menna che parla di “pesci fuor d’acqua”. Sottolineo come i pescatori sondano le parti di mare guaste o fertili. Più il libro è fertile più pesco. Uso l’amo della sottolineatura. La prima parola catturata è “cambiamenti”. La trovo nella citazione di Darwin di pagina 8. Una citazione sulla forza, sull’intelligenza, sui cambiamenti e sulla sopravvivenza. Quanto ai cambiamenti necessari per sopravvivere, un lettore come me cambia cambiando pagine e sopravvive soltanto se trova di che nutrirsi nelle parole. Questo romanzo ne è ricco. Non cerca fronzoli. Le più nutrienti sono quelle intrise di follia. Pesco la parola “normale”, la più folle di tutte. Sta a pagina 9. Mi chiedo cosa sia la normalità. L’illusione ch’esistano cose “normali” è forse il primo segno che siamo tutti fuori di testa. Un buon libro – e questo lo è – ti fa prudere la mente di domande.

Gli amici Smith & Wesson

mercoledì, 10 Dicembre 2014 by
Gli amici Smith & Wesson di Alessandro Baricco

Smith and Wesson di Alessandro BariccoQualche settimana fa mi capita di intercettare la notizia dell’uscita di un nuovo libro di Alessandro Baricco, decido di appuntarmi il titolo perché ha qualcosa che mi attira.

Prendo la mia agenda e scrivo ‘Smith & Wesson‘ con la vera intenzione di mettere alla prova per l’ennesima volta questo scrittore che ho amato tanto nella mia adolescenza.

L’appunto rimane chiuso e un po’ dimenticato tra le pagine che mi porto sempre in borsa, ogni tanto lo sbircio, rimuginando tra me il proposito di acquistare il libro.

Un pomeriggio, dopo l’uscita di scuola, vado insieme ai bimbi a fare la spesa e, entrando nel negozio, il mio sguardo viene attratto da una copertina in particolare. E’ bella e chiara: riproduce una texture, alghe o forse acqua, c’è un cappello che sembra volare o affondare e la scritta in grande Alessandro Baricco in nero e sotto in rosso SMITH & WESSON.

Lo metto nel cestino della spesa, è fatta!

I libri della vita

mercoledì, 26 Novembre 2014 by
I libri della vita

NadiaParigiMi capita a volte di ripercorrere con la mente alcuni momenti della mia infanzia e adolescenza e, dettaglio che mi fa sempre sorridere un po’, le esperienze che ricordo, quelle che mi hanno lasciato una sensazione di dolcezza, sono sempre legate ai libri.

Due in particolare sono più nitide e scandiscono la mia crescita.

La prima risale al periodo delle elementari, il grembiulino rosa, una classe diversa da quella di mio fratello (gemello), nuovi amici, una maestra/mamma che ricordo sempre con piacere, ma anche i primi scontri, il desiderio di crescere in fretta e allo stesso tempo quella sensazione di disagio che l’accompagnava.

Leggere è come mangiare?

martedì, 18 Novembre 2014 by
Leggere è come mangiare?

Leggere è come mangiare?Sarà perché sono a dieta e penso sempre al cibo, sarà perché quando leggo mi sento felice come quando mangio, sarà che la lettura sazia diversi appetiti, ma per me leggere è come mangiare.

In realtà ho preso spunto da quello che mi avete scritto nei vostri commenti al mio precedente post che sono pieni di amore per i libri, e mi sono chiesta cosa fa scattare quella molla che accende il desiderio della lettura accorgendomi che per me è una specie di fame, di conoscenza certo, ma non solo.

E’ una fame di vita, i libri mi aiutano a vivere meglio.

Libri... una passione da condividere.

NadiaGiallaC’è una nuvola che aleggia ormai da qualche mese sopra la mia testa e non sono ancora riuscita a capire se è una nuvola ‘porta tempesta’ o una di quelle nuvole bianche che al tramonto si colorano dei toni pastello che a volte mi fanno sognare, a volte mi fanno intristire, altre volte ancora mi fanno venire voglia di scattare foto che eliminerò dopo 2 giorni dal mio cellulare perché ‘non sarà più la stessa cosa’.

Sia come sia, questa nuvola l’ho agganciata e non voglio mollarla facilmente: che diventi grigia (che fa un po’ zia), nera (un colore sempre attuale) o rosa salmone (difficile da abbinare) mi farà compagnia per un bel po’.

Di una cosa sono certa: questa nuvola è fatta di parole e non di vapore.

Parole stampate su carta per lo più bianca, rilegata in brossura, liscia o un po’ ruvida, protetta da una copertina rigida, semirigida o morbida, o fogli di carta ancora in attesa di una sistemata.

La mia nuvola è mossa dal desiderio di condividere con voi la mia passione per i libri (ti pareva che non fosse così), con sommo rammarico di mia mamma che invece avrebbe voluto che mi occupassi di vestiti, ma… c’est la vie!

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Di un giardiniere errante di Ermanno Casasco | Ermanno Casasco. Un nobile artigiano del verde.

Di un giardiniere errante di Ermanno Casasco

Più che il racconto di una vita da ‘giardiniere errante’ c’è una filosofia del paesaggio, un modo vero di relazionarsi con la natura, un impulso irrefrenabile verso la verità della relazione con l’ambiente, nelle parole di Ermanno Casasco.
L’incontro, alla Fondazione Arnaldo Pomodoro, oltre all’occasione per presentare un volume, è stato soprattutto un momento di riflessione e persino di ‘scontro’ nei confronti di un mondo che sempre di più costringe il paesaggio ad asservirsi alla bieca logica della cementificazione, dimenticando la terra, l’orizzonte, la vita.

L'espressionismo composto di Lorenzo Mari. Recensione a 'Nel debito di affiliazione'

Lorenzo MariLa possibilità di un passaggio di testimone tra generazioni, di un’eredità morale e culturale da ricevere, elaborare e attuare nel futuro è, nel Novecento italiano, un tema fortiniano. «Proteggete le nostre verità» è la “lapide” conclusiva di Composita Solvantur.
Ma la verità, per il rigoroso autore di Dieci inverni, non può essere offuscata dai bagliori di un fine astratto ed esterno, da un volontarismo ideologico che non faccia i conti davvero con le esigenze pratiche ed umane del presente. Si tratta poi, nello stesso tempo, di una verità non rimandabile ad un futuro che sembra continuamente sfuggire oltre.
Questa lezione, dal punto di vista di chi resta, sembra ben chiara al giovane Lorenzo Mari (classe 1984). Il “debito” del titolo è un debito di figli, ma, come si lascia sfuggire lo stesso autore in una nota, può essere anche un debito di “orfani”. L’assenza dei padri è tuttavia un’assenza da cui si emanano parole, gesti, esempi morali; e d’altra parte, è davvero orfano soltanto chi ha avuto (o trovato) un padre. Con questi padri lontani non è infatti possibile avere un vero corpo a corpo, un cabotaggio continuato e costante dei loro limiti o virtù. Ma se i padri sono presenze lontane, punti sottratti al corso non lineare della Storia (linee e punti tornano come metafore geometriche in alcuni testi), altri interlocutori restano, resistono.

Librazione di novembre: Paolo Maccari

lunedì, 16 Dicembre 2013 by
Contromosse di Paolo Maccari

Samgha RivistaMi sono trovato recentemente in macchina con Marco Simonelli per una ragione ben precisa: partire insieme da Firenze per andare a vedere Lydia Lunch, un pezzo di storia della No Wave newyorkese degli anni Ottanta. Ilconcerto è a Bologna, ma non facciamo in tempo a lasciare piazza Pucciniche già si parla di poesia.  Stavolta tocca a Paolo Maccari, perché lo voglio recensire. Appena faccio il nome di Maccari, Simonelli dice una cosa sacrosanta: «Quello che più mi colpisce di Paolo è il modo in cui riesce a essere spietato con se stesso». Marco sta parlando in questo caso di Fuoco Amico, la raccolta pubblicata da Maccari per Passigli nel 2009, in cui la figura del prigioniero apre a un serrato racconto della sopravvivenza: aspirando all’arresa della detenzione, egli accarezza l’oblio nella speranza di poter ridurre lo spazio della cella alla bidimensionalità di una pagina bianca.

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