Libri... una passione da condividere.

NadiaGiallaC’è una nuvola che aleggia ormai da qualche mese sopra la mia testa e non sono ancora riuscita a capire se è una nuvola ‘porta tempesta’ o una di quelle nuvole bianche che al tramonto si colorano dei toni pastello che a volte mi fanno sognare, a volte mi fanno intristire, altre volte ancora mi fanno venire voglia di scattare foto che eliminerò dopo 2 giorni dal mio cellulare perché ‘non sarà più la stessa cosa’.

Sia come sia, questa nuvola l’ho agganciata e non voglio mollarla facilmente: che diventi grigia (che fa un po’ zia), nera (un colore sempre attuale) o rosa salmone (difficile da abbinare) mi farà compagnia per un bel po’.

Di una cosa sono certa: questa nuvola è fatta di parole e non di vapore.

Parole stampate su carta per lo più bianca, rilegata in brossura, liscia o un po’ ruvida, protetta da una copertina rigida, semirigida o morbida, o fogli di carta ancora in attesa di una sistemata.

La mia nuvola è mossa dal desiderio di condividere con voi la mia passione per i libri (ti pareva che non fosse così), con sommo rammarico di mia mamma che invece avrebbe voluto che mi occupassi di vestiti, ma… c’est la vie!

I libri li leggo fin dalle scuole elementari, cioè fin da quando le lettere dell’alfabeto non hanno più avuto segreti; li leggo con amore perché mi sembra che siano un dono prezioso, anzi uno dei doni più preziosi, perché ti danno la possibilità di vivere in altri mondi, in altri tempi, in altre vite. Ogni volta che ho letto un bel libro mi ci sono talmente immedesimata che per i giorni seguenti ho continuato a vivere all’interno della storia, insomma, non me ne sono mai voluta andare via subito: la parola fine, l’ultimo punto, non sono mai stati un problema per me, io resto dentro al libro e basta!

Per uscirne mi basta trovarne un altro, e quando mi capita di passare giorni senza averne uno che mi aspetta sul comodino, allora mi sembra di essere senza patria e senza casa: la sensazione è davvero desolante; ma fortunatamente avviene di rado.

2dea46efbf3aaed4eb11f4ae1b6d64a5Ed eccoci arrivati al dunque… mi piacerebbe tantissimo vivere con voi questa passione che ci accomuna: chi legge non può non parlare di quello che ha letto, è una necessità, quasi una funzione corporale. Leggo un libro e poi, al primo mal capitato amico/lettore (ma ho provato anche a parlarne a chi di libri non ne vuole neanche sentir l’odore) racconto la trama, i personaggi, quello che mi ha emozionato, cosa mi ha ispirato…. Chi di voi lo fa?

E allora mi sono detta: ci sarà la fuori qualcuno che ha voglia di stare ad ascoltare (o in questo caso a leggere) i miei vaneggiamenti? Ci sarà qualcuno la fuori che ha voglia di raccontarmi i suoi di vaneggiamenti sui libri appena letti? E sarebbe proprio molto divertente unire i vaneggiamenti miei e vostri e blaterare come comari non dell’ultimo scandalo, ma dell’ultimo libro…

Ho anche tanti consigli e suggerimenti da chiedervi perché oltre ai libri editi, quelli che si trovano già sugli scaffali delle librerie, vorrei parlarvi anche di quelli che sono ancora inediti, quelli che arrivano ogni giorno in casa editrice e che leggo con avidità, come una cercatrice d’oro col setaccio a mollo in un fiume pieno di sassi.

Allora io inizio, ma voi seguitemi, perché parlare (e leggere) da sola non mi è mai piaciuto.

 

14 Responses

  1. Per quanto come tutti ben sapete parlo in continuazione di tutto quello che mi ‘tocca’, in realtà, in questo momento mi sono reso conto di essere poco propenso a parlare dei ‘miei’ libri (intendo quelli che leggo, perché ancora non ne ho scritto neanche uno…). Però, quasi quasi, approfittando di questa rubrica comincerò a sbottonarmi un po’.
    Quale sarà, quindi, la prima proposta?

    • Dai dai Gino, siamo proprio curiosi di sapere cosa stai leggendo ora perché tu hai gusti particolari che possono stimolare discussioni… prendi il libro che mi hai passato ultimamente “Di un giardiniere errante” di Ermanno Casasco di cui hai scritto anche una bella recensione https://www.con-fine.com/home/ermanno-casasco-un-nobile-artigiano-del-verde/, o i libri di Arpino arrivando alle biografie dei grandi uomini… So che la stanchezza a volte ti fa rinunciare alla lettura, ma non smetterai mai di stimolare la mia mente mettendomi sotto il naso libri che, nella mia infinita pigrizia, non avrei mai preso in considerazione.

  2. Momentaneamente sto leggendo ‘Questa storia’di Baricco e rileggendo l’ULISSE di Joyce che adoro.Questa storia è un libro dove oltre alla sensualità,presente in tutti i libri di Baricco,c’è uno spaccato storico sulla ddisfatta di Caporetto ,davvero interessante….Joyce è il mio grande amore e per dirla con le parole di CARMELO BENE :-JOYCE è il pensiero pensato! aggiungoL’avanguardia della scrittura,la vita,ilcorpo,il sesso,il pensiero,la storia…il tutto descritto da una mente enciclopedica,che da mille spunti e mille riferimenti,insomma una specie di COGITO ERGO SUM

    • Ciao Laura e grazie per la tua presenza e per il tuo desiderio di condividere le tue letture! Baricco, lo ammetto, mi è piaciuto da adolescente: con ‘Seta’ o ‘Oceano mare’ mi aveva proprio stregata… qualche anno fa lo ripresi in mano, ma la magia era purtroppo sparita. Ma mai dire mai infondo da Novecento è passato un sacco (ben 20 anni) e forse è giunto il momento di dare a questo autore un po’ di spazio nella mia biblioteca personale. Dell’Ulisse di Joyce che dire… tutti dovremmo leggerlo almeno una volta, anche se non credo sia sufficiente per riuscire a coglierne ogni sfumatura.

  3. Storie, certo. Ma anche idee o immagini o suoni! Mi piace leggere di tutto: spaziare dalla narrativa alla poesia passando per la saggistica. Due titoli ora sul mio comodino: Evento di Zizek e Il Capitale di Piketty. Più che nuvole due piloni di cemento armato. Ma non temete:?sono reduce da letture assai più commestibili (Ammaniti, Caliceti e il “nostro” Saggese di Codamozza). Come funziona? Dipende dalla fasi della vita. Ma è pur vero che ciascuna lettura è spesso il frutto di un suggerimento o di un “link” pescato in un altro libro, in una pagina web o in un angolo di giornale. Come se la letteratura fosse una biblioteca immensa di rimandi. Ed è per effetto di questa rete di richiami baudelairiani che il libro vive davvero, cessa di stare impriogionato entro i confini di una pagina per farsi spazio condiviso e interattivo. Un universo dove un filosofo richiama un poeta, un poeta un narratore e un narratore uno scienziato. Senza limiti, lingue e generi di sorta. Il vero segreto di ogni letteratura.

    • Io leggo di tutto, così tanto, così forte, da così tanto tempo e soprattutto di notte che, prima o poi, il mio vicino, lo so, picchierà forte sulla parete in comune che ci divide e mi sbraiterà d’abbassare “il volume”. Ho necessità di leggere libri diversi contemporaneamente. Comprarli tutti nuovi sarebbe proibitivo e allora ripiego su libri usati, “da bancarella”, automaticamente attempati, manipolati, consunti, tuttavia arricchiti, come fertilizzati dai tanti che m’hanno preceduto di semina, con arature di penna. Al momento sto leggendo Oberman di Senancour, un libro straripante di saggezza; Come pietre nel fiume, di Ursula Hegi; I dieci, un appassionante feuilleton a fumetti di Ḗric Stalner, che ha come protagonista un medico dell’armata napoleonica e, per finire, A futura memoria, di Didier Daeninckx, cognome che a pronunciarlo sembra aver appena assaggiato un pompelmo mostruosamente aspro.
      Qualche libro nuovo ci capita pure, ci deve capitare. Tra i libri usati che ho elencato, si fa notare nel suo lucente bianco einaudiano, L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio, di Murakami Haruki. Li tengo tutti s’uno scaffale a parte della biblioteca, un cantuccio contrassegnato con la scritta “letture in corso”.

      • Quando ero una ragazzina mi dicevo che non sarei mai riuscita a leggere più libri contemporaneamente, anzi evitavo anche di comprarne nuovi finché non avessi finito quello che avevo sul comodino e quando succedeva che me ne ritrovavo due vederli insieme mi dava quasi un fastidio fisico… quasi che il libro che non avrei aperto, mi urlasse tutto il suo dispiacere nel rimanere chiuso, in attesa del mio sguardo, delle mie mani. Ora ho imparato a leggerne molti contemporaneamente perché ho la necessità di affrontare diversi argomenti e il mio tempo non è più quello di una volta. Devo dire però che mi trovavo meglio prima.

  4. Altro libro letto recentemente è “pezzi da 90 “storie mondiali di Stefano Marelli ,di lui non so molto ,ma il suo libro per un’appassionata di calcio è come una manna.Uno stile sportivo,immediato con il quale l’autore ci racconta i mondiali da quello del1930a quello del 2010,con protagonisti diversi dai calciatori e da calciatori (i suoi preferiti sono gli uruguayani.Storie di storia del mondiale le definirei…accattivante ,a volte grottesco come del resto è la vita,ma che ti rende spettatore :dal divano,gli spalti,la panchina.Spettatore del tempo .Buona lettura a chi volesse…

    • Sei anche un’appassionata di calcio Laura? Io credo di non sopportare nessuno sport come spettatrice… oddio anche come sportiva attiva ho molte pecche, ma mi sto impegnando per riuscire a ritagliarmi spazi di attività non solo mentale!

  5. Ultimi quattro libri letti: “Soffocare” di Chuck Palhaniuck, in realtà letto per la seconda volta: sarcastico, iperrealistico ritratto di un sessodipendente alla ricerca delle proprie radici in un mondo sempre più solitario, sempre più lontano dall'”altro”, dove il sesso puro sembra essere il solo contatto reale, l’unica soluzione possibile all’umana indifferenza. “Un uomo finito”, di Giovanni Papini: autobiografia-confessione scritta a poco più di trent’anni di un letterato che voleva diventare dio e che invece viene sconfitto inesorabilmente; una presa di coscienza dolorosa ma anche uno slancio unico, fantascientifico, un invito senza eguali alla sete di conoscenza come motore di ogni cosa. “Milioni di milioni”, di Marco Malvaldi, giallo disteso, a tratti simpatico, con un omicida insospettabile ma che non mi ha entusiasmato particolarmente. “Storie di New Orleans”, del premio Nobel William Faulner, ovvero i suoi primi esperimenti letterari, i suoi “bozzetti” di gente povera e abbietta affiancati dai racconti più lunghi, tra cui spiccano senza dubbio: “Il bugiardo”, “Episodio”, “Topi di campagna” e “Yo Ho e due bottiglie di rhum”. Mi ricorda un po’ Bukowski ma si vede che la sua vena è molto più poetica, sentimentale, mentre il suo “raggio d’azione” molto più ampio, trattando egli degli argomenti più disparati. Stamane ho iniziato “La grande foresta”, sempre di Fulkner. Buona lettura a tutti e buon week-end.

  6. Ho appena finito di leggere…l’introduzione al tuo blog, Nadia, e devo dire che è sempre un’emozione sapere che da qualche parte nel mondo c’è qualcuno che condivide le tue emozioni.Anche per me la lettura è stata da sempre un’esigenza primaria, come bere o respirare. Ogni momento è buono per leggere, alle 7 di mattina in piedi aspettando un treno o alle tre di notte allattando mio figlio. Mi viene in mente una frase (credo di M. Proust) riportata su un segnalibro “ogni lettore è, in realtà, il lettore di sè stesso”.
    Ho appena finito di leggere “Nel caffè della gioventù perduta” di Patrick Modiano, scrittore francese di origini italiane, premio Nobel per la letteratura 2014. Più che la trama in sè, sono rimasta colpita da questi personaggi border-line che si aggirano in una Parigi lontana dalla grandeur a tutti nota, che vivono la loro vita senza lasciare alcuna traccia. Comparse, insomma, raccontate da quattro voci diverse, in un intreccio che non può non far pensare alla sceneggiatura di un film.
    Al prossimo libro!

    • Rosanna che bello averti qui a parlare di libri! Quante volte mi sono ritrovata con un libro in mano in situazioni strane… ultimamente per esempio mentre preparo la cena mi metto davanti ai fornelli con un cucchiaio in una mano e un libro nell’altra mentre i bimbi guardano un cartone o giocano o leggono anche loro (!) Poi magari la cena non viene troppo bene ma pazienza 🙂

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