FORGOT YOUR DETAILS?

Gianni Otr. La metamorfosi di un fotografo.

by / lunedì, 29 Ottobre 2012 / Published in arte

Otr. Autoritratto.

 

Ciò che è stato, il perché sia successo, quale percorso abbia seguito, e con quale criterio abbia continuato a fotografare non credo sia così importante.

Il fatto sorprendente è che, dopo tutti questi anni di lavoro e di dedizione per la fotografia, fotografare mi diverte ancora molto. E per divertimento intendo il gusto che trovo nel trasformare in immagini le immagini. Ma, non solo, anche mutare le immagini in oggetti diventa una bella ragione di ricerca per me.

Questi ribaltamenti mi riportano ai miei momenti giovanili quando: “da grande volevo diventare un artista”.

Ora sto riprendendo quel filo. La metamorfosi è in atto.

Ho usato lo pseudonimo Otr per distaccarmi completamente da un passato professionale fatto di ricerca creativa rivolta unicamente a fini consumistici. Otr non ha significato alcuno, è solo un suono che assomiglia ad un mantra impazzito che mi sostiene in questa nuova avventura.

La ricerca visiva ed estetica non sono le mie uniche guide al “lavoro artistico”. Il vero autore del mio errato percorso concettuale è la continua verifica – che diviene ossessiva – delle mie emozioni. Sicuramente si tratta di un’auto analisi rigorosa, tramite la quale percorro e riconosco alcune peculiarità del mio carattere non facile. Ben venga l’ arte come mezzo di auto analisi, o viceversa.

“Errato Percorso Concettuale”. Questa espressione corrisponde, per ciò che mi riguarda, al riconoscimento di appartenere alla esistenza umana samsarica che continuamente e vorticosamente produce e riproduce a catena le stesse azioni involutive. Per altro le contaminazioni che esercitiamo e subiamo in tutti i campi sono prolifiche in modo naturale. Le vite passate dei nostri predecessori, le nostre rinascite hanno sempre assorbito e ampliato ogni esperienza dello scibile umano. Dalla scienza alla musica, la letteratura, l’arte, ecc.

Tornando all’arte, credo che si stia continuando a giocare come bambini inconsapevoli su un terreno che ci appartiene solo in parte, in cui sovrapponiamo le emozioni delle vite passate alle nostre attuali producendo opere belle e/o brutte che contageranno le generazioni future.

E così via….

Otr

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