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A chi ha pensato Londra in maniera diversa.

mercoledì, 18 Settembre 2013 by
A chi ha pensato Londra in maniera diversa.

Questo nuovo racconto di Lorenzo Giroffi ci era arrivato quando lui era già lontano dall’Italia, si trovava infatti in uno di quei posti che mettono apprensione solo a sentirli nominare, si trovava sulla Striscia di Gaza.

Ora è tornato in Italia, ma ben presto partirà, forse proprio per la Siria, perché Lorenzo vuole vedere le cose da vicino per poterle raccontare, e vuole vedere proprio quelle cose che la maggior parte delle persone cerca in qualche maniera di evitare. Come in questo racconto, dove ci parla di persone che per colpa della crisi, dei tagli, dei problemi sociali, si ritrovano senza niente, proprio in una delle città simbolo del potere finanziario mondiale: Londra.

Visioni Meccaniche

Lorenzo Giroffi è uno di quegli autori figli della bistrattata provincia di Caserta.

E’ uno scrittore ‘puro’ e convincente e credo che Visioni Meccaniche (con-fine edizioni – Collana di narrativa Transfert) sia uno di quei libri ‘necessari’ dove la vita e la letteratura si intrecciano in maniera imprescindibile e le urgenze non sono solo quelle di un giovane autore emergente, ma di un’intera generazione che cerca un’identità che la salvi da una realtà lontana da sogni e valori.

Visioni Meccaniche è una passeggiata notturna per una vita che non ha più nulla di personale. Il lavoro in fabbrica è il pretesto per dimenticare l’abuso di vizi incontrati nel rapporto con Napoli, che concede continui mutamenti geo-sonori.

La metodicità di una nuova vita strangola il fastidio d’inquietanti ricordi, diventati i reclami di una coscienza.

Il Mattino

“Visioni Meccaniche” oggi pomeriggio alle 18, alla Libreria Mondadori di Caserta. Il romanzo di Lorenzo Giroffi, alla sua seconda prova letteraria, edito da con-fine, nella collana di narrativa Transfert, sarà presentato da Pia Di Donato. Definito un testo naif, il lavoro dello scrittore casagiovese racconta di un uomo in lotta contro le ipocrisie del mondo; la vicenda si snoda intorno a storie di vite, di ingiustizie, di emigrazioni, impregnate di emozioni e di ricordi, in una vecchia capitale, Napoli, che non smette di presentarsi al mondo come un coacervo di problemi e armonie, inquietudini e sorprese. Le ipocrisie, le incongruenze, le storture vengono combattute dal protagonista, che nel romanzo non ha nome, in una sorta di vita parallela che egli riesce a creare durante lunghe passeggiate notturne. Qui incontra personaggi immaginari che incarnano “visioni meccaniche” di storie ingiuste, nati in luoghi di privazioni e di mortificazioni; il loro materializzarsi diventa stimolo per una vita che non ha più nulla di personale.

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