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#chilegge vive milioni di vite

mercoledì, 12 Novembre 2014 by
I racconti a singhiozzi sul Kurdistan

Quali sono le novità di casa con-fine? Due di queste le troverai negli articoli sottostanti: la prima riguarda la nostra collana Sete dedicata alla poesia contemporanea che presto vedrà un nuovo ingresso con il libro di Domenico Segna e la seconda è il blog Ho appena finito di leggere…  che utilizzeremo per parlare della nostra

Terra dei fuochi? No, semplicemente non c’è più terra.

Visioni6

Sono cresciuto in un posto in cui essere veramente bambini vuol significare in qualche modo essere privilegiati. La scelta se bruciare la fanciullezza o restare legati ad essa per tutta la vita è condizione che subito si presenta.

Oggi è Terra dei Fuochi. Giusto per riempirla con qualcosa dopo averla svuotata e depredata per anni. Un’accezione ed una semplificazione che dovrebbero denotare qualcosa. Per molti è solo famiglia, odori nostalgici e ricordi di gioventù.

A chi ha pensato Londra in maniera diversa.

mercoledì, 18 Settembre 2013 by
A chi ha pensato Londra in maniera diversa.

Questo nuovo racconto di Lorenzo Giroffi ci era arrivato quando lui era già lontano dall’Italia, si trovava infatti in uno di quei posti che mettono apprensione solo a sentirli nominare, si trovava sulla Striscia di Gaza.

Ora è tornato in Italia, ma ben presto partirà, forse proprio per la Siria, perché Lorenzo vuole vedere le cose da vicino per poterle raccontare, e vuole vedere proprio quelle cose che la maggior parte delle persone cerca in qualche maniera di evitare. Come in questo racconto, dove ci parla di persone che per colpa della crisi, dei tagli, dei problemi sociali, si ritrovano senza niente, proprio in una delle città simbolo del potere finanziario mondiale: Londra.

L’apartheid ed il cibo elettronico

Visioni Mondaniche
Eccomi a fare i conti con i tempi bizzarri del sole londinese. Provo ad inseguirlo per un po’, illudendomi dei due minuti di raggi che mi hanno investito. Mi ritrovo così a Wood Green, un agglomerato della potenza che può essere questa città. Efficienza sulle strade, sequenza di alimentari di estrazioni etniche differenti:  odore di cibo turco e vodka russa; annunci immobiliari e di tutto fare nelle lingue più disparate; la cordialità imposta a tutti, ma la difficoltà evidente di restare per più di venti minuti con la stessa persona, in un medesimo posto, senza avere mete o appuntamenti. Sognando uno spazio morto dove poter non seguire il sole, m’imbuco in un pub ormai a me familiare.

Londra non è dei londinesi

martedì, 09 Aprile 2013 by
Londra non è dei londinesi


Visioni Mondaniche

Una di queste notti londinesi ho conosciuto l’efficienza: quella del sistema sanitario inglese. Una volta chiamato il pronto soccorso ci s’imbatte in una sorta di paramilitare della medicina, da solo, alla guida dell’auto di servizio, arriva sino alla porta di casa, con la sua borsa luminosa da Ghost Busters, degli anfibi, una velocità da far invidia a qualsiasi aggeggio automatizzato ed una prontezza di diagnosi. Dopo due minuti dal suo ingesso nell’abitazione del soccorso, arriva la chiamata dell’ospedale, per accertare l’avvenuta assistenza. Più che di parlare con la centralinista, mi è parso di interloquire con Marte. Un’overdose di civiltà ben oliata mi ha tramortito. Fu così che il mattino seguente iniziò la mia giornata con domande in merito ai possibili tagli che il welfare, qui dov’è nato, potrebbe subire.

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Ammazza i sogni di Londra.

martedì, 26 Febbraio 2013 by
©Neil Turner. July 1990, Angell Town Estate, Brixton
©Neil Turner. July 1990, Angell Town Estate, Brixton

©Neil Turner. July 1990, Angell Town Estate, Brixton

 

Cerco uno spiraglio dell’ultimo sole di giornata in quest’ammasso di nuvole grigie e lo trovo nei ragazzini di colore che scaldano il loro inizio di giornata passandosi la palla nel piccolo pezzo di strada su cui affaccio. Calciano tenendo le mani appese alle loro sciarpe, confondendo la nebbia col fiato.

M’imbatto in questo inizio di serata lasciando il rimbombo del pallone alle mie spalle, passando di fianco il silenzio inquietante di un’enorme fabbrica ed entrando dall’edicolante ormai di fiducia. Compro un quotidiano e poi mi porto sulla North Circular (una sorta di tangenziale che ho dietro casa). Sto per compiere il mio lavoro giornaliero: aspettare un pullman come una sentinella, perché se mantieni un atteggiamento disinteressato o ti fermi a leggere qualcosa, l’autista passa oltre: è necessario sbracciarsi quando si è in fermate desolate. Mi preparo alla mia solita media di ottanta minuti in traballamento, questa volta raddoppiati visto che ho deciso di andare a Brixton, per appunto capire nel girone delle periferie londinesi quale meglio possa calzarmi. Lascio il mio caro Nord per raggiungere Brixton, devo incontrare dei volontari di un’organizzazione colombiana, non governativa, ma fondata da chi qualche anno fa arrivò qui da quella terra per dare assistenza a tutti gli ispanici che s’imbattano nella capitale inglese. Visto il tempo impiegato, mi sembra di sbarcare a Brixton, in un epicentro di diversità che rispolvera la tensione che i passi nella notte sanno rendermi. In strade che finalmente non hanno più l’odore da confezione regali di un brillante meridiano geografico.

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Visioni Meccaniche

Lorenzo Giroffi è uno di quegli autori figli della bistrattata provincia di Caserta.

E’ uno scrittore ‘puro’ e convincente e credo che Visioni Meccaniche (con-fine edizioni – Collana di narrativa Transfert) sia uno di quei libri ‘necessari’ dove la vita e la letteratura si intrecciano in maniera imprescindibile e le urgenze non sono solo quelle di un giovane autore emergente, ma di un’intera generazione che cerca un’identità che la salvi da una realtà lontana da sogni e valori.

Visioni Meccaniche è una passeggiata notturna per una vita che non ha più nulla di personale. Il lavoro in fabbrica è il pretesto per dimenticare l’abuso di vizi incontrati nel rapporto con Napoli, che concede continui mutamenti geo-sonori.

La metodicità di una nuova vita strangola il fastidio d’inquietanti ricordi, diventati i reclami di una coscienza.

Il Mattino

“Visioni Meccaniche” oggi pomeriggio alle 18, alla Libreria Mondadori di Caserta. Il romanzo di Lorenzo Giroffi, alla sua seconda prova letteraria, edito da con-fine, nella collana di narrativa Transfert, sarà presentato da Pia Di Donato. Definito un testo naif, il lavoro dello scrittore casagiovese racconta di un uomo in lotta contro le ipocrisie del mondo; la vicenda si snoda intorno a storie di vite, di ingiustizie, di emigrazioni, impregnate di emozioni e di ricordi, in una vecchia capitale, Napoli, che non smette di presentarsi al mondo come un coacervo di problemi e armonie, inquietudini e sorprese. Le ipocrisie, le incongruenze, le storture vengono combattute dal protagonista, che nel romanzo non ha nome, in una sorta di vita parallela che egli riesce a creare durante lunghe passeggiate notturne. Qui incontra personaggi immaginari che incarnano “visioni meccaniche” di storie ingiuste, nati in luoghi di privazioni e di mortificazioni; il loro materializzarsi diventa stimolo per una vita che non ha più nulla di personale.

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