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Per amore di Lisa Ginzburg

by / mercoledì, 20 Aprile 2016 / Published in Notturno italiano

Lisa-Ginzburg

Traduttrice, giornalista,  biografa rispettosa della sua famiglia, non certo qualsiasi, ritroviamo Lisa Ginzburg alla prova nel suo amore nascosto,  ma in cui aveva già dato prove convincenti, la narrazione. Ora in “Per amore (pagg.  216, euro 16.50; Marsilio editore)” una giovane documentarista italiana con radici pugliesi sceglie di vivere a Parigi come centro per la sua attività, che la porta in tutto il mondo per fare conoscere realtà degne di nota ad un occhio neutro.

In uno di questi girovagare conosce Ramos un ballerino brasiliano che interiorizzando un’esperienza adolescenziale in un Terreiro, ha fondato le sue coreografie su quel terreno mitico e sincretico.  Nasce l’amore che è fisico – seppure in una sessualità non sincrona- , ma che è fatto anche di ricerca personale di conoscere l’altro ed il suo background identitario.

Dopo una breve vacanza a Siviglia i due decidono di andare a stare assieme: la documentarista cerca in questo frangente di conoscere la famiglia di Ramos, che le appare nella luce e nei colori coloniali di un gruppo etnico povero ma indivisibile. Ma si è ancora nella fase della “costruzione dell’amore”. Dopo il matrimonio invece  nelle mancanze di Ramos – anche quando è nella loro chácara lui continua ad essere “il capoclan autorevole” per tutta quella familia communi iure immersa in un provincialismo sessista e pieno di empiti spiritualistici e sincretici.

Poi la divaricazione sentimentale, graduale ed inesorabile: figlia della divaricazione di scelte di vita, ma soprattutto del non potere trovare una forma di compromesso ad identità personali e di clan troppo dissimili.  L’epilogo tragico lo lasciamo al lettore curioso, perché al di là della tempistica di questo amore odierno,  globalmente distante ed appassionato, quello che emerge dal narrato è la terra brasiliana , “un Paese dove i sentimenti trovano i sensi per esprimersi, o consumarsi fino a dissolversi, o sabotarsi”. Poi c’è la lingua della Ginzburg che sa cogliere altri lessici di sentimenti familiari estranei che la fanno leggere con curiosità, assecondata dalla leggerezza profonda della sua attenta conoscenza di altri mondi.

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