Personal Branding – Perchè raccontare la professionalità?

by / venerdì, 08 Febbraio 2019 / Published in Diario Semiserio

A che ci serve tutta questa storia del personale branding, in realtà come dicevamo prima è un po’ quella cosa che ci serve a far capire agli altri chi siamo, ma in realtà anche un po’ a noi stessi. Adesso non so quanto voi ragionate su voi stessi, su che cosa… un po’ prima ve l’ho chiesto, ovviamente era anche un po’ una provocazione, ma come vi vedete voi stessi nel futuro, come pensate che il vostro lavoro deve essere.

Insomma, il ragionare sul personal brand è ragionare su tutte queste questioni, è ragionare su quello che vogliamo portare avanti, su come noi vogliamo vederci e su come vogliamo che gli altri ci vedano e per far questo dobbiamo in qualche modo diventare un brand. Adesso sembrerà una cosa da alcuni forse eccessiva, perché poi quando si parla di brand comunemente si parla di grandi aziende, no?

In realtà oggi questa differenza non c’è più, si sta assottigliando sempre di più, ognuno di noi è un brand, il nostro brand è la nostra storia, è quello che ci portiamo dietro le nostre esperienze, allo stesso modo di come in realtà è un brand per le aziende.

Che cos’è un marchio? Un marchio è una cosa che oltre ovviamente a racchiudere, oltre ad essere un segno grafico di riconoscimento, questo segno grafico si porta dietro anni di storia, anni di cultura aziendale, anni di esperienza, prodotti, è tutta una serie di cose che se noi la ribaltiamo nel nostro mondo personale, in qualche modo possiamo comunque ritrovarle. Il nostro non si chiamerà prodotto, si chiamerà progetto, il nostro non si chiamerà cultura aziendale, si chiamerà cultura personale. Ma in realtà è la stessa cosa: perché se un’azienda è un brand, ognuno di noi non può essere un brand? Nel proprio piccolo, nel proprio settore, nella propria piccola audience; come facciamo a diventare un Brand?

Proprio cominciando e strutturando il racconto della nostra storia, il racconto della nostra storia ovviamente può essere di tutto, ma noi cerchiamo di racchiuderlo ovviamente per quanto riguarda la nostra storia professionale, voglio dire non gliene frega niente a nessuno di quello che abbiamo mangiato ieri sera al ristorante o di quanti gattini abbiamo o delle fotografie dei nostri selfie da sbronzi dopo un sabato sera… A livello professionale non gliene frega niente a nessuno, anzi è una cosa che in qualche modo può diventare controproducente, quindi raccontare la propria storia in realtà è una responsabilità che ognuno di noi si deve assumere e ovviamente qui entra un po’ in gioco una questione morale no? Ma perché la mia vita privata, il mio Facebook riguarda il tempo libero, non me ne frega niente e non c’entra niente col lavoro… ci possiamo sbattere all’infinito sulla privacy che magari i nostri clienti o le aziende con cui lavoriamo non devono andare a guardare i social network, ma in realtà però i fatti stanno così e ce ne dobbiamo fare una ragione, ma in realtà è anche un’opportunità; quindi non è come molti, adesso non so voi come la pensate, ma molti dicono è il male assoluto. Cioè tutto questo mare di informazioni e di cose che in continuazione buttiamo fuori, è una cosa che noi a livello professionale dobbiamo, possiamo in qualche modo cavalcare e raccontare la propria storia ovviamente vuol dire innanzitutto: essere sinceri, non bisogna inventarsi niente, non bisogna cercare di dimostrare di essere quello che non si è.

Questa è una cosa che nel personal branding è quasi un dovere di chi fa personal branding, non fingere, non raccontare cazzate, raccontare sé stessi, raccontare quello che veramente si è, e quello veramente si ha dentro, che cosa si vuole fare, a che cosa si vuole arrivare, perché non dobbiamo pensare a chi interessa la mia storia, ognuno di noi ha qualcosa di unico che può interessare a qualcuno, siamo sempre uno contro tanti, quando raccontiamo. Magari a una parte di questa aula non gliene frega niente, però magari c’è quello lì, laggiù in fondo che invece gli interessa la mia storia e magari quello è il mio cliente, il mio destinatario diciamo così del mio messaggio, non è necessario piacere a tutti o dover per forza fare i fenomeni nei confronti di un pubblico che alla fine spesso e volentieri non sappiamo neanche noi qual è, raccontare la propria storia vuol dire raccontare la verità, raccontare sé stessi sinceramente.

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