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Blockchain e arte. Quali connessioni?

by / venerdì, 30 Novembre 2018 / Published in Diario Semiserio

Ma che cos’è la blockchain? E cosa c’entra con l’arte?

La blockchain è una nuova – o relativamente nuova – piattaforma tecnologica che in qualche modo ridefinisce il sistema attraverso il quale creiamo e scambiamo ‘valore’.

“Fisicamente”- se così si può dire di una cosa digitale – la blockchain è una struttura di dati, un database, immutabile, che non può mai cambiare: cioè, una volta che il suo contenuto è stato scritto nessuno lo può modificare; quindi i dati al suo interno diventano permanenti e soprattutto sicuri e verificabili.

E questo da chi è garantito? Perché non si possono modificare?

L’immutabilità è garantita da tutta la catena, che ogni volta deve ‘validare’ quello che succede. Immaginatevi che i membri di questa catena sono migliaia sparsi in giro per il mondo e, ognuno di essi ha una sua copia dell’intera catena e quindi per farla semplice non è possibile che uno dall’esterno o uno solo dei membri decida autonomamente di modificare qualcosa senza l’approvazione di tutti gli altri; ed è altrettanto impensabile che possa andare a modificare ogni singola copia nei computer di tutti i membri e quindi, di fatto non può modificare niente.

Per visualizzare questa cosa, immaginatevi una serie di scatole collegate tra di loro in maniera sequenziale, quindi proprio come gli anelli di una catena, ogni anello della catena è una scatola. E come sono incatenati, come stanno insieme, perché non si possono scollegare? In pratica è come se ognuna di queste scatole avesse un timbro, un’etichetta indelebile su cui è scritto qual è la scatola precedente e su cui è stampata una marca temporale che certifica quando è stato creato. Tutto ovviamente, nella realtà informatica, con dei sistemi di crittografia molto complessi di cui non stiamo qui a parlare.

Se volete approfondire l’argomento in rete, ovviamente, c’è di tutto. Vi segnalo ad esempio un articolo abbastanza chiaro e interessante su Wired che si intitola “Tutto quello che faremo con la blockchain” che spiega bene cos’è e quali potrebbero essere i campi di utilizzo.

Quindi all’interno di queste scatole, di questi blocchi, cosa c’è?

In realtà ci può essere di tutto. Al momento la blockchain è utilizzata soprattutto per lo scambio di cripto valute, ma in realtà il suo impiego potenziale è davvero immenso e qui veniamo a noi.

Quindi, cosa c’entra tutto questo con l’arte?
Come può essere sfruttata questa tecnologia in questo settore?

Al momento vedo principalmente tre modi – questi sono quelli che vengono in mente a me, sene individuate altri scrivetelo pure nei commenti:

  • Il primo è quello delle certificazioni e documentazioni delle opere d’arte.
    Questo risolverebbe uno degli annosi problemi legati a questo settore, la trasparenza: le transazioni, i documenti, i passaggi di proprietà, le autentiche… una volta messi nel blocco non sono più alterabili e rimangono legati per sempre all’opera. Questo ci permetterebbe di avere sempre a disposizione tutta la sua storia, i vari proprietari, i viaggi e le mostre che ha fatto, i restauri ecc. ecc. E si risolverebbero veramente molti problemi, non ultimo quello degli artisti con il loro famoso diritto di seguito, ovvero quella percentuale su ogni vendita e passaggio di proprietà di una propria opera che dovrebbero percepire e che forse quasi mai riescono a prendere perché oggi, di fatto la cosa è pressoché incontrollabile; con l’opera e tutte le sue transazioni all’interno della blockchain, invece, automaticamente lui si vedrebbe corrisposto quello che gli è dovuto. Mica male, no?
    Rimane forse un po’ il problema di come collegare definitivamente un’oggetto reale ad un mondo esclusivamente digitale, ma si stanno studiando vari sistemi,come i QR code, tags o cose del genere.
    Al momento ci sono già diverse società che hanno cominciato a fare più o meno questo: per citarne solo alcune Artory, Verisart, Codex, e altre.
  • La seconda modalità di utilizzo è quella del frazionamento della proprietà delle opere e qui stiamo parlando, ovviamente, di investimenti in opere d’arte. In pratica questo consente a chi vuole investire in arte ma non può permettersi di acquistare un’opera importante per milioni di euro, di acquistarne solo una piccola parte e commercializzare solo quella. Anche qui, molti stanno provando a farlo e forse quelli più in vista in questo momento sono Maecenas o Look Lateral,che utilizzano poi ognuno le sue cripto valute.
  • Il terzo e forse più importante – ma forse al momento più sottovalutato – utilizzo della blockchain per l’arte è quello che vede coinvolta la digital art e, finalmente, qui il cerchio si chiude. In questo caso tutto nasce e muore, anzi,vive per sempre in ambito digitale.
    Che cos’è la digital art?
    Il vocabolario Treccani la definisce: “arte sperimentale, che si avvale delle tecnologie informatiche”.

In un articolo molto interessante che usci sul Corriere della Sera nel 2007, Maria Grazia Mattei, la definiva:“un fenomeno dilagante, giovane e inarrestabile. […] un termometro del nostro tempo che indica attraverso proposte originali e un linguaggio innovativo, la trasformazione della società nell’impatto con i nuovi processi creativi e comunicativi.”
E quindi quale migliore ecosistema della blockchain per poter proliferare…?!
Il rapporto con la digital art sta già cominciando a stringersi sia perché comunque la blockchain permette di garantire una volta e per tutte l’unicità dell’opera digitale e quindi eviterà l’annoso problema di infinite riproduzioni non autorizzate garantendo l’unicità dell’opera e quindi certificandola una volta e per tutte. Ma anche perché molti artisti si stanno avvicinando a questo mondo; anche artisti importanti e non necessariamente ‘nativi digitali’ come Kevin Abosche Ai Weiweiche, per esempio, di recente hanno realizzato insieme un progetto di cripto arte intitolato “What is priceless?” di cui poi magari parleremo in un altro video.

Insomma, come vedete, si sta sviluppando, anche abbastanza rapidamente, un nuovo scenario, per certi versi ancora imprevedibile, ma sicuramente pieno di opportunità e di stimoli. Anche perché sembra anche risolvere quel problema di democratizzazione che la rete forse ormai sta neanche tanto lentamente perdendo.

Voi che ne pensate?
La blockchain cambierà davvero il mondo dell’arte?

Sarà davvero la prossima rivoluzione che ci cambierà la vita come è stata quella dell’avvento di internet?

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