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Una città fottuta

martedì, 16 Luglio 2013 by
Una città fottuta - Visioni Mondaniche | Sergio Saggese

Visioni Mondaniche | Sergio Saggese

Ho incontrato stamattina il mio vecchio amico Tettarella.

Non è il caso di spiegarvelo il significato del suo soprannome. Troppo volgare. Magari lo specificherò, questo sì, lo specificherò in uno dei miei prossimi romanzi; visto che ha abbastanza stoffa, credo, per divenire un personaggio.

Ci capita spesso di fare un tratto di strada assieme a me e a lui, e camminiamo a lungo quando succede, separandoci una volta arrivati sulla stazione, visto che prendiamo treni diversi.

Ci sono vite di una sola parola

lunedì, 24 Giugno 2013 by
Ci sono vite di una sola parola

Sergio Saggese

Mi ci vogliono solitamente dieci minuti buoni per arrivare sulla stazione dalla quale prendo tutte le mattine, da anni, il treno delle sette. Attraverso, per arrivare al mio binario, un sottopassaggio che puzza di piscio e ammoniaca, e sulle cui pareti ci sono scritte disperate, numeri telefonici e disegni di falli.

Una volta sulla banchina, non mi siedo, non m’è mai piaciuto, vado avanti e indietro a leggere le scritte sui muri. Mi affascinano.

Memorie

giovedì, 23 Maggio 2013 by
Memorie di Sergio Saggese

Memorie di Sergio SaggeseA Forcella c’è una pizzeria di sì e no sei tavoli.

Mi ci infilo per mangiare un boccone e m’assegnano un tavolo di appena due posti piazzato sotto a una finestra fioca. Ho gli occhi ‘che si avviano’ ormai, un modo per dire ‘non più efficienti’. Ho appresso sempre un libro, per speranza, ma temo proprio che stavolta non riuscirò a leggere. Guardo le pagine, adesso, e per mettere a fuoco li distanzio i miei libri, tendendo gli avambracci come a soppesare neonati. È presbiopia sì, ma anche assunto che la verità ha bisogno di distanza.

C’è poco spazio nel locale, e forte odore di fritto e di aliti.

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