{"id":8911,"date":"2019-02-06T10:49:34","date_gmt":"2019-02-06T09:49:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/?p=8911"},"modified":"2019-02-06T12:42:18","modified_gmt":"2019-02-06T11:42:18","slug":"la-mostra-di-thomas-struth-naturepolitics-al-mast-di-bologna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/la-mostra-di-thomas-struth-naturepolitics-al-mast-di-bologna\/","title":{"rendered":"La mostra di Thomas Struth: nature&#038;politics al Mast di Bologna"},"content":{"rendered":"\n<figure><iframe loading=\"lazy\" width=\"720\" height=\"405\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/NLPYnAXXYQ0\" allowfullscreen=\"\"><\/iframe><\/figure>\n\n\n\n<p>Non lo so. <a href=\"http:\/\/www.thomasstruth32.com\">Thomas Struth<\/a> \u00e8 un fotografo che non riesce ad appassionarmi. Ammiro la sua grande capacit\u00e0 compositiva e la sua grande tecnica fotografica, ma \u00e8 come se si creasse continuamente una distanza fra me e le sue immagini. Non mi rapisce, non mi coinvolge, \u00e8 come se rimanessi fuori da quelle <strong>scene troppo perfettamente composte<\/strong>: e forse \u00e8 proprio questo eccesso di perfezione che non mi permette di trovare il mio spazio l\u00ec dentro.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima sensazione che ho avuto\ndavanti alle sue immagini, selezionate da Urs Sthael per la nuova mostra del\nMAST, \u00e8 stata quella di fastidio. Io non sopporto il disordine e qui invece <strong>impera il caos<\/strong>, una sorta di caos\nasettico, ma pur sempre casino rimane. Sono lavori un po\u2019 distanti da quelli\nche forse conosciamo di questo fotografo (non so se avete mai visto le <a href=\"http:\/\/www.thomasstruth32.com\/smallsize\/photographs\/streets_of_new_york_city\/index.html\">foto\nurbane<\/a>, ad esempio,\nhanno sempre un rigore e un ordine impeccabile, anche se <strong>sembrano sempre delle citt\u00e0 fantasma<\/strong>: Struth \u00e8 capace di far\nsparire l\u2019elemento umano anche da una citt\u00e0 come Napoli in cui di solito questo\nelemento \u00e8 straripante).<\/p>\n\n\n\n<p>Invece in questa mostra \u00e8 tutto\ncaotico, le immagini,\nseppure tecnologiche, si avvicinano molto di pi\u00f9 alle sue foto di paesaggi, ad\nesempio alla serie intitolata <a href=\"http:\/\/www.thomasstruth32.com\/smallsize\/photographs\/new_pictures_from_paradise\/index.html\">Picture\nfrom Paradise<\/a> dove il\ngroviglio della natura regna sovrano, eppure &nbsp;Struth riesce ad inquadrare anche quello come\nse avesse detto ad ogni pianta dove mettersi e in che posizione. Un po\u2019 come\nsembra fare con le foto di famiglia, <strong>apparentemente\ninformali, ma sapientemente composte<\/strong>\u2026 forse pure troppo!<\/p>\n\n\n\n<p>Con la tecnologia, soprattutto quella\nmedico-chirurgica, \u00e8 come se un po\u2019 tutte queste \u2018problematiche\u2019 si ingigantissero\ne si concentrassero tutte insieme. La freddezza e l\u2019asetticit\u00e0 dei macchinari,\nla confusione degli oggetti, i grovigli di cavi, i rivestimenti di plastica\u2026\ndavvero un gran casino che <strong>non da la\npossibilit\u00e0 allo sguardo di riposarsi e di posarsi su qualcosa<\/strong>. \u00c8 come se\ndavanti a noi ci si parasse un muro di cose a estranee e lontane. <\/p>\n\n\n\n<p>Il problema non \u00e8 la tecnologia in s\u00e9,\nne abbiamo viste ormai a migliaia proprio qui al MAST di immagini tecnologiche,\ndi artisti molto diversi tra di loro e, anche se forse le mostre non le ho\nviste tutte, devo dire che questa \u00e8 la prima volta che ho questa sensazione di\ndistanza. A me piace la foto industriale, tecnologica, indipendentemente dalla\npresenza umana o meno, ma qui c\u2019\u00e8 qualcosa che \u00e8 proprio della poetica di\nStruth che rende la <strong>mostra un po\u2019\ninquietante<\/strong>. Ma forse \u00e8 proprio questo il suo scopo, restituire un senso di\ninquietudine davanti al potere della tecnologia e di tutto quello che si\nnasconde dietro: quindi politica, commercio, denaro e quindi ancora potere. E\nla sua grande capacit\u00e0 sta nel riuscire a <strong>dare\nal caos un\u2019armonia compositiva<\/strong>, un equilibrio incredibile apparentemente\ncon molta nonchalance. <\/p>\n\n\n\n<p>Mi \u00e8 sembrata invece abbastanza\nscollegata e inutile la video installazione fatta al piano -1 che parla del\nrapporto maestro-allievo. Boh?! Si sarebbe potuta anche evitare\u2026 <\/p>\n\n\n\n<p>Quindi non lo so, sono un po\u2019 perplesso. Questa volta la mostra al MAST vince &#8211; perch\u00e9 comunque propone un grande artista di livello internazionale e le immagini tutte di grandissimo formato sono di forte impatto e di livello tecnico molto elevato -; ma, sinceramente non convince pi\u00f9 di tanto.<\/p>\n\n\n\n<figure><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/episode\/3KEfaw1dVzq3CkJJKnAALR\" width=\"800\" height=\"80\"><\/iframe><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non lo so. Thomas Struth \u00e8 un fotografo che non riesce ad appassionarmi. Ammiro la sua grande capacit\u00e0 compositiva e la sua grande tecnica fotografica, ma \u00e8 come se si creasse continuamente una distanza fra me e le sue immagini. 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