{"id":8695,"date":"2018-12-19T09:21:44","date_gmt":"2018-12-19T08:21:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/?p=8695"},"modified":"2019-06-05T12:33:19","modified_gmt":"2019-06-05T10:33:19","slug":"la-mostra-su-alfons-mucha-a-palazzo-pallavicini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/la-mostra-su-alfons-mucha-a-palazzo-pallavicini\/","title":{"rendered":"La mostra su Alphonse Mucha a Palazzo Pallavicini"},"content":{"rendered":"\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"720\" height=\"405\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/fBHSTIX9OyI\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\"><\/iframe>\n\n\n\n<p>Bisogna\ndire che Palazzo Pallavicini a Bologna sta seguendo una strada espositiva\ndavvero interessante e originale. Si stanno distinguendo per una selezione di\nmostre molto raffinata e un po\u2019 al di fuori dei soliti polpettoni commerciali\nche siamo abituati a vedere. Riescono a proporre sempre artisti molto raffinati\ne progetti mai gi\u00e0 visti. <\/p>\n\n\n\n<p>In questo momento \u00e8 la volta di Alphonse Mucha, uno dei pi\u00f9 importanti artisti dell\u2019Art Nouveau.<\/p>\n\n\n\n<p>La mostra \u00e8\ndivisa in tre sezioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima \u00e8\ndedicata alle Donne &#8211; che, in qualche modo sono diventate delle vere e\nproprie icone della sua arte. Bisogna dire che \u00e8 stata proprio una donna a dare\nuna svolta alla carriera di Mucha. Quando si dice essere al posto giusto nel\nmomento giusto, gli capit\u00f2 di dover sostituire un illustratore che avrebbe\ndovuto fare il manifesto pubblicitario per la commedia Gismonda, la cui\ninterprete era l\u2019attrice Sarah Bernhardt una famosa attrice teatrale e\ncinematografica francese, soprannominata La voix d&#8217;or (&#8220;La voce\nd&#8217;oro&#8221;) o La divina: pensate che ancora oggi \u00e8 considerata una delle pi\u00f9\ngrandi attrici teatrali del XIX secolo. <\/p>\n\n\n\n<p>Lei fu\nraffigurata come una dea bizantina e il disegno era cos\u00ec raffinato e diverso\ndalle solite illustrazioni che andavano per la maggiore all\u2019epoca (pensate, uno\nsu tutti a Toulouse-Lautrec) che l\u2019attrice gli fece un contratto di 6 anni\ndurante i quali disegn\u00f2 i manifesti, le scenografie, i costumi e tutto quello\nche in qualche modo riguardasse la sua immagine.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Durante questo contratto, che and\u00f2 dal 1895 al\n1900, Mucha produsse altri sei manifesti per gli spettacoli della Bernhardt,\ntra cui La dama delle camelie (1896), Lorenzaccio (1896) e La Samaritana (1897)\nche troviamo in mostra.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo\nlavoro per Mucha fu davvero una svolta perch\u00e9 gli frutt\u00f2, oltre alla fama, anche\nmolte commissioni per disegnare manifesti pubblicitari per prodotti\ncommerciali.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8\nimportante dire che per Mucha il manifesto \u00e8 il modo di portare l\u2019arte, che\nsolitamente era (ma un po\u2019 ancora lo \u00e8) una cosa elitaria (o meglio per chi se\nla pu\u00f2 permettere) al grande pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p>Mucha\ncredeva molto nel concetto di bellezza come elevazione dello spirito per cui\nquesto mezzo che gli permetteva di arrivare un po\u2019 a tutti lo gratificava\nmoltissimo.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda\nsezione invece si concentra sul Linguaggio di Mucha.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo in un\nmomento storico in cui la rivoluzione dell\u2019arte e la distruzione dei canoni\ntradizionali di bellezza era qualcosa di irrefrenabile. In questo scenario\nMucha ipotizza un\u2019arte universale e immutabile il cui obiettivo fosse\nl\u2019equilibrio, l\u2019armonia e in definitiva la bellezza. Bellezza che pu\u00f2 esistere\nsolamente nel momento in cui si riesce a stabilire una consonanza tra le idee\ncontenute all\u2019interno dell\u2019opera e le forme che le rappresentano. Mucha quindi\nmaterializz\u00f2 questo suo pensiero in opere in cui la donna \u2013 simbolo della\nbellezza, appunto \u2013 \u00e8 sempre centrale ed \u00e8 contornata da eleganti disegni di\nfiori ed elementi decorativi, spesso esotici.<\/p>\n\n\n\n<p>Il\nmanifesto, quindi, come dicevamo prima diventa il mezzo ideale per realizzare l\u2019idea\ndi fare dell\u2019arte un mezzo di diffusione della bellezza. Quindi nel 1896 grazie\nalla fama che aveva acquisito grazie al lavoro con la Bernhardt riusc\u00ec a\nchiudere un contratto con il litografo Ferdinand Champenois, che gli procur\u00f2\nfinalmente anche una certa agiatezza economica. Quindi produssero una grande\nquantit\u00e0 di manifesti che diventarono una vera e propria forma d\u2019arte\nalternativa che poteva essere acquistata anche dalle famiglie meno ricche. Come\nlui stesso disse, quindi, \u201cUna forma d\u2019arte destinata alla gente e non ai soli\nsalotti eleganti.\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>Mucha era\nun personaggio fortemente legato alla sua patria e alle sue origini e mentre\nfaceva tutto questo e girava un po\u2019 fra l\u2019Europa e gli Stati Uniti dove\nperaltro era sempre accolto con grandi onori, nel frattempo continuava ad\naccarezzare il sogno di fare qualcosa di utile per il suo paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente,\nnel 1910 torna quindi a casa e comincia a lavorare al progetto chiamato\nl\u2019Epopea Slava, grazie anche agli aiuti finanziari del ricco imprenditore\namericano Charles Richard Crane, che spos\u00f2 questo impeto patriottico di Mucha e\nla sua voglia di \u201crealizzare qualcosa di veramente bello, non per la critica,\nbens\u00ec per il miglioramento dell&#8217;animo slavo\u201d come disse lui stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto\ncomprendeva venti dipinti di grandissime dimensioni che avrebbero dovuto\nripercorrere tutta la storia dei popoli slavi; pensate che per eseguire queste\ntele gigantesche l&#8217;artista affitt\u00f2 uno studio e un appartamento in un castello\ndella Boemia occidentale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultima\nsezione della mostra, quindi, mette in luce questo cambio di indirizzo\nnell\u2019arte di Mucha verso un contenuto sempre pi\u00f9 carico di significati e di\nmessaggi ben precisi. Dell\u2019Epopea Slava troviamo addirittura il manifesto per\nla mostra che si tenne a Praga nel decimo anniversario della nascita della\nCecoslovacchia.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma,\nuna mostra davvero particolarmente interessante e raffinata che ci riporta a\ndelle atmosfere e a delle storie di cui purtroppo non si sente parlare troppo\nspesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Da notare\nche Palazzo Pallavicini ha creato una app-audioguida davvero ben fatta. Ognuno\npu\u00f2 scaricarla sul proprio smartphone e ascoltare la descrizione delle sale e\ndelle opere semplicemente avvicinandosi. L\u2019applicazione riconosce il punto in\ncui ti trovi e ti spiega quello che stai vedendo. Molto ben fatta, se andate a\nvedere la mostra vi consiglio assolutamente di utilizzarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Per cui, Alphonse Mucha, Palazzo Pallavicini a Bologna fino al 20 Gennaio.<\/p>\n\n\n\n<figure><iframe loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"240\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/episode\/23jIbatg2pT2LqYw8ph7N7\"><\/iframe><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siete gi\u00e0 stati a vedere la mostra su Alphonse Mucha a Palazzo Pallavicini?<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":8698,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[998],"tags":[144],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8695"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8695"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8695\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9603,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8695\/revisions\/9603"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8698"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8695"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8695"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8695"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}