{"id":5900,"date":"2016-06-17T12:17:27","date_gmt":"2016-06-17T10:17:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/?p=5900"},"modified":"2020-04-27T19:18:09","modified_gmt":"2020-04-27T17:18:09","slug":"applausi-di-mariaelena-castellano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/applausi-di-mariaelena-castellano\/","title":{"rendered":"Applausi di Mariaelena Castellano"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"443\" height=\"279\" src=\"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Applausi-racconto.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9813\" srcset=\"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Applausi-racconto.jpg 443w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Applausi-racconto-300x189.jpg 300w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Applausi-racconto-280x176.jpg 280w\" sizes=\"(max-width: 443px) 100vw, 443px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Scrosciano nella sala, fino a fondersi con l&#8217;intonazione di \u201cBella ciao\u201d.<\/p>\n<p>Il filmato \u00e8 ancora in corso, le immagini finali scivolano insieme al sottofondo musicale del partigiano e ai primi titoli di coda, ma gli applausi del pubblico irrompono gi\u00e0, improvvisi e forti. Sono cos\u00ec entusiastici e calorosi, travolgono tutto il mio silenzioso riserbo, mi colpiscono come frecce scagliate senza preavviso.<\/p>\n<p>Guido mi ha appena menzionata in conclusione del suo discorso e per questa manciata di interminabili secondi, tutti gli occhi sono puntati su di me.<\/p>\n<p>Sento ardere il volto e il petto pare sbalzare in fuori, ma siedo in prima fila, non posso nemmeno eclissarmi tra il pubblico. Resto per un po\u2019 sulle mie; avverto il torpore dei muscoli tesi, vorrei applaudire anche io, ma le braccia rimangono conserte.<\/p>\n<p>Qualcuno mi d\u00e0 dei colpetti affettuosi sulle spalle. Fugaci carezze da persone non conosciute, desiderose di dare conforto alla vedova di un uomo valoroso.<\/p>\n<p>Alzo lo sguardo verso il grande schermo, dove adesso \u00e8 proiettato il nome di mio marito:\u00a0<em>Vincenzo Stuni<\/em>. Subito dopo, lapidari, i caratteri numerici:\u00a0<em>1962-2014<\/em>, \u00a0l\u2019anno di nascita e quello di morte.<\/p>\n<p>Una fine improvvisa, che ha inghiottito anche una parte di me nella voragine buia di un silenzio senza vita. Non ero affatto preparata. E chi pu\u00f2 mai esserlo? L\u2019uomo evolve, progredisce, ma davanti alla morte, china il capo in segno di resa.<\/p>\n<p><em>\u201cE se io muoio da partigiano, o bella ciao! Bella ciao! Bella ciao, ciao, ciao,<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0 E se io muoio da partigiano, tu mi devi seppellir\u201d. <\/em><\/p>\n<p>Era la sua canzone preferita. Diceva che era ritmica e orecchiabile e che con parole semplici esprimeva grandi valori: lo spirito di sacrificio, l\u2019amore per la libert\u00e0, il coraggio, il sentimento.<\/p>\n<p>Si sentiva un po\u2019 partigiano anche lui, quando lasciava tutto e tutti, per salpare alla volta di terre lontane e sconosciute. Coltivava l\u2019ideale di un mondo migliore, privo di ingiustizie sociali, e per ottenerlo doveva combattere la sua parte, nessuno avrebbe potuto impedirglielo.<\/p>\n<p>L\u2019immagine della schermata si dissolve; nome e cronologia lasciano posto a una \u00a0foto del mio Enzo. La ricordo: risale a cinque o sei anni fa.<\/p>\n<p>Era stata scattata all\u2019improvviso, non c\u2019\u00e8\u00a0 alcuna posa ricercata. Mio marito indossa il camice bianco da lavoro e sorride in modo bonario, come faceva sempre; sullo sfondo, tra sterpaglie e mucchi di terricci rocciosi, in uno scenario di desolazione e povert\u00e0, si intravede qualche capanna di un villaggio della Tanzania. Eppure, i bambini che si accalcano intorno a lui nella foto, sogghignano con aria divertita. A dispetto della magrezza scabrosa dei loro corpicini, hanno bocche grandi e carnose, che spalancano per prodigare larghi sorrisi, dove la bianchezza delle dentature stride con il nero delle iridi e dei volti.<\/p>\n<p>Guardavo queste immagini e mi veniva da pensare che per essere felici, a questi popoli, bastasse davvero poco.<\/p>\n<p>\u00abNon farti ingannare da quanto vedi nelle foto\u00bb, mi spiegava Enzo. \u00abSoffrono. Sorridono perch\u00e9 sono bambini.\u00bb<\/p>\n<p>Raccontava di schiere di ragazzini stremati dalla fame. Non appena arrivavano volontari e aiuti umanitari, si precipitavano come sciami di cavallette per arrancare un tozzo di pane. Circondati da mosche, seminudi, provati dalla miseria. Guardavano i grandi furgoni\u00a0carichi di pacchi. Nessuno aveva\u00a0 insegnato loro da dove e perch\u00e9 provenissero quelle\u00a0 camionette; ma sin da piccolissimi, avevano imparato a rincorrerle per sfamarsi e per accaparrare quanto bastasse a non morire di stenti. E davanti a tutte quelle persone dalla pelle chiara, vestite in modo strano, con quei grandi aggeggi che fanno \u201cclick\u201d, gli veniva da sorridere.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 cos\u00ec\u00bb mi diceva ancora Enzo. \u00abA vincere \u00e8 la curiosit\u00e0: i bambini si lasciano prendere dal nuovo in un attimo\u00bb. Quindi, mi raccontava di alcuni di quei ragazzini che sorridevano con lui nelle foto, e di quanti ne vedeva poi morire tra le sue braccia.<\/p>\n<p>Gli chiedevo se questi sventurati provassero rabbia per la ricchezza e per gli sprechi che abbondano nei paesi sviluppati. Lui non mi rispondeva, si limitava a tirar su le spalle e a storcere le labbra abbozzando una smorfia.<\/p>\n<p>Della fame nel mondo si sa da sempre: ricordo quando, da bambina, a scuola, leggevamo i toccanti scritti di Gianni Rodari. Ma se era mio marito a parlarmi di miseria e povert\u00e0, provavo un forte senso di sgomento; con le sue parole, riusciva a farmi percepire appieno il malessere di quelle terre cos\u00ec lontane da noi.<\/p>\n<p><em>\u201cE \u00a0seppellire lass\u00f9 in montagna, o bella, ciao! Bella, ciao! Bella ciao, ciao, ciao,<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0 E seppellire lass\u00f9 in montagna,\u00a0 sotto l\u2019ombra di un bel fior\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Uno scatto fotografico non pu\u00f2 esprimere l\u2019intensa fluorescenza che brilla negli occhi di chi prova un cos\u00ec forte amore per gli altri. Eppure, in questa foto, che ancora giganteggia nella proiezione, per un attimo lo sguardo di Enzo appare irradiato da luce vera.<\/p>\n<p>Quasi mi sembra di sentire la sua voce, di avvertirne in qualche modo la presenza.<\/p>\n<p>Saranno questi continui applausi a suggestionarmi, saranno le note di \u201cBella ciao\u201d, o il lungo discorso pronunciato con gran commozione da suo nipote.<\/p>\n<p>Guido ha parlato per almeno mezz\u2019ora, ma in sala non ha volato una mosca. Tutti zitti ad ascoltare la storia di quel suo zio valoroso e altruista, morto in Africa due anni fa. Una storia che gi\u00e0 si conosceva, qui in citt\u00e0. Se ne \u00e8 parlato anche al tg regionale, sul web, su quotidiani e settimanali.<\/p>\n<p>Soltanto oggi, per\u00f2, il dottor Vincenzo Stuni \u00a0ha ottenuto il suo giusto tributo; grazie alla caparbiet\u00e0 di suo nipote, ostinato pi\u00f9 che mai nel portare avanti questo dovuto riconoscimento. Alla fine, l\u2019ha avuta vinta. Con voce ferma, si \u00e8 rivolto a una platea variegata: emeriti medici, illustri scienziati,\u00a0 politici, giornalisti e professionisti venuti da ogni dove. Ha fatto le cose in grande, Guido, per mettere su questo evento.<\/p>\n<p>\u00abNon si \u00e8 detto abbastanza di zio Enzo e del suo grande impegno per la solidariet\u00e0. Non avr\u00f2 pace, finch\u00e9 non gli sar\u00e0 resa la giusta gloria\u00bb ha sentenziato, giusto un mesetto fa, quando, timorosa di rivivere dolori e rimpianti, tentavo di dissuaderlo da quest\u2019idea.<\/p>\n<p>\u201cMedico volontario muore in Africa per devastante malattia virale\u201d: cos\u00ec recitavano i trafiletti\u00a0 delle testate giornalistiche, alla notizia della morte di Enzo. Troppo poco: lui ci metteva l\u2019anima.<\/p>\n<p>Ogni anno, trascorreva lunghi periodi in sconosciuti villaggi \u00a0in Africa, in India, in Sud America; andava ovunque servisse aiuto.<\/p>\n<p>Inutili i miei tentativi di farlo restare a casa: doveva rendersi utile al prossimo, doveva combattere in prima linea.<\/p>\n<p><em>\u201cE se io muoio da partigiano, o bella ciao! Bella ciao! Bella ciao, ciao, ciao,<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0 E se io muoio da partigiano, tu mi devi seppellir\u201d. <\/em><\/p>\n<p>Quella sua luce negli occhi l\u2019aveva vinta su tutto. Partiva con lo stretto necessario, pronto ad affrontare disagi imprevedibili, a fare sue le sofferenze dilanianti di persone che morivano per stenti o per contagiose patologie virali. Finch\u00e9 uno di quei virus non l\u2019ha contratto lui.<\/p>\n<p>Se ne \u00e8 andato in pochi giorni, lasciandomi sgomenta.<\/p>\n<p>Se ne \u00e8 andato dopo una vita spesa a curare\u00a0 moribondi sopraffatti dalla fame e dalle malattie. Soccorreva feriti dalle mine antiuomo, portava medicinali ai bisognosi, aveva una buona parola e un sorriso per tutti, specie per i bambini.<\/p>\n<p>Noi non ne abbiamo mai avuti. Io ne ho fatto un dramma, forse non me ne sono mai fatta una ragione. Per lui, invece, i bimbi\u00a0 che curava erano un po\u2019 figli suoi, come pure suo nipote Guido, che sin da piccolo, gli diceva di voler diventare medico anche lui. E ci \u00e8 riuscito: oggi festeggia la laurea in medicina generale con questo encomio dedicato all\u2019amato zio, inserito in appendice alla sua discussione della tesi.<\/p>\n<p>Guido sorride compiaciuto sul palco, in tanti si avvicinano a lui per complimentarsi.<\/p>\n<p>\u00c8 emozionato, tutti questi applausi rimbombano cos\u00ec forti, la loro eco crea un\u2019atmosfera surreale, dove il tempo non scorre pi\u00f9, resta impigliato tra gli scrosci dei battiti di mani.<\/p>\n<p><em>E le genti che passeranno<\/em><br \/><em>o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!<\/em><br \/><em>E le genti che passeranno<\/em><br \/><em>Ti diranno \u00abChe bel fior!\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Non mi aspettavo cos\u00ec tante persone. Continuano ad applaudire con gran vigore, qualcuno inizia ad alzarsi; a uno a uno tutti gli altri. Io, invece, resto seduta ad asciugarmi le lacrime. Proprio io, sempre cos\u00ec sulle mie. Io, la moglie severa, che stempera le emozioni con atteggiamenti freddi e distanti.<\/p>\n<p>\u00c8 che per la prima volta, da quando Enzo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, avverto un senso di quiete. Il tributo di Guido mi ha liberata da tutto il vuoto di questi due difficili anni.<\/p>\n<p>Finalmente la mia rabbia si \u00e8 placata. S\u00ec, finalmente non provo pi\u00f9 quel gran senso di colpa per non essere riuscita a trattenerlo a casa.<\/p>\n<p>\u201cO bella ciao! Bella ciao! Bella ciao, ciao, ciao \u2026\u201d me la canticchiava prima di ogni sua partenza, quando teneva testa ai miei occhi severi indossando uno sguardo canzonatorio. Quante volte avrei voluto dirgli di lasciar perdere, di pensare agli ammalati della nostra citt\u00e0. Poi, scorgevo la luce radiosa del suo volto e me ne restavo zitta.<\/p>\n<p>Ho sempre pensato di aver sbagliato a non impormi, ma oggi \u00a0ho capito che il disegno della sua esistenza era questo: Enzo ha vissuto cos\u00ec come voleva,\u00a0 sacrificando la sua di vita, per salvarne tante altre.<\/p>\n<p>Adesso tutto sembra avere un senso.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 questo\u00a0 il fiore del partigiano, o bella ciao! Bella ciao! Bella ciao, ciao, ciao,<\/p>\n<p>E\u2019 questo il fiore del partigiano, morto per la libert\u00e0!\u201d<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/categoria-prodotto\/collana-transfert\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5928\" src=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/BannerCollanaTransfert-Narrativa.jpg\" alt=\"BannerCollanaTransfert-Narrativa\" width=\"870\" height=\"75\" srcset=\"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/BannerCollanaTransfert-Narrativa.jpg 870w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/BannerCollanaTransfert-Narrativa-600x52.jpg 600w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/BannerCollanaTransfert-Narrativa-300x26.jpg 300w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/BannerCollanaTransfert-Narrativa-768x66.jpg 768w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/BannerCollanaTransfert-Narrativa-280x24.jpg 280w\" sizes=\"(max-width: 870px) 100vw, 870px\" \/><\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrosciano nella sala, fino a fondersi con l&#8217;intonazione di \u201cBella ciao\u201d. 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