{"id":4797,"date":"2015-06-16T10:10:29","date_gmt":"2015-06-16T08:10:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/?p=4797"},"modified":"2016-03-23T11:22:13","modified_gmt":"2016-03-23T10:22:13","slug":"a-proposito-di-absolute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/a-proposito-di-absolute\/","title":{"rendered":"A proposito di Absolute"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_4799\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4799\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-4799\" src=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Sergio-190x300.jpg\" alt=\"Sergio Saggese e Absolute\" width=\"300\" height=\"473\" srcset=\"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Sergio-190x300.jpg 190w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Sergio-600x945.jpg 600w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Sergio-650x1024.jpg 650w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Sergio-120x189.jpg 120w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Sergio-300x473.jpg 300w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Sergio.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-4799\" class=\"wp-caption-text\">Sergio Saggese e Absolute<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sono un tipo da scrivania. Leggo sul tavolo da cucina e mi circondo di quanto occorre per la lettura come se apparecchiassi: occhiali, matita, post-it, penna e segnalibro al posto delle posate, il romanzo \u201c<a href=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/products-page-2\/transfert\/absolute\/\">Absolute<\/a>\u201d di <a href=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/marco-aragno\/\">Marco Aragno<\/a> al centro come un piatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Faccio un primo assaggio. S\u2019un totale di centocinquant\u2019uno pagine ne butto gi\u00f9 cinquanta d\u2019un fiato. Mi sono gi\u00e0 fatto il palato con la recensione di Antonio Menna presente sulla bandella, ho annusato il libro prima di scorrere il risvolto di copertina. Alla fine l\u2019ho scostata, la bandella, come una tenda, per entrare nel frontespizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggo come andassi a pesca. Manco a farlo apposta sto a tema con Menna che parla di \u201cpesci fuor d\u2019acqua\u201d. Sottolineo come i pescatori sondano le parti di mare guaste o fertili. Pi\u00f9 il libro \u00e8 fertile pi\u00f9 pesco. Uso l\u2019amo della sottolineatura. La prima parola catturata \u00e8 \u201ccambiamenti\u201d. La trovo nella citazione di Darwin di pagina 8. Una citazione sulla forza, sull\u2019intelligenza, sui cambiamenti e sulla sopravvivenza. Quanto ai cambiamenti necessari per sopravvivere, un lettore come me cambia cambiando pagine e sopravvive soltanto se trova di che nutrirsi nelle parole. Questo romanzo ne \u00e8 ricco. Non cerca fronzoli. Le pi\u00f9 nutrienti sono quelle intrise di follia. Pesco la parola \u201cnormale\u201d, la pi\u00f9 folle di tutte. Sta a pagina 9. <strong>Mi chiedo cosa sia la normalit\u00e0<\/strong>. L\u2019illusione ch\u2019esistano cose \u201cnormali\u201d \u00e8 forse il primo segno che siamo tutti fuori di testa. Un buon libro \u2013 e questo lo \u00e8 \u2013 ti fa prudere la mente di domande.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il protagonista del romanzo si chiama <a href=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/ecco-chi-e-marco-cicala\/\" target=\"_blank\">Marco Cicala<\/a>. Uno che divide con l\u2019Autore un nome guerresco ma anche evangelico; cosa che anticipa il carattere schizofrenico della storia, per il continuo altalenarsi della tentazione di realizzarsi del protagonista e quella di doversi omologare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come tutti quelli che nascono in piccoli paesi, Marco Cicala soggiace alla condanna dei contranomi. Qui Aragno mi piace, ne fa coincidere l\u2019affibbiatura con la perdita dell\u2019identit\u00e0 anagrafica. Marco ne ha una sfilza, per lui i contranomi sono paletti che gl\u2019impediscono di procedere a suo modo\u00a0 ma ai quali tuttavia s\u2019appoggia perch\u00e9 tracciano una sorta d\u2019ineluttabile percorso della sua sfiga e nello stesso tempo anche della sua necessaria pseudoidentit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda cosa che sottolineo non \u00e8 una parola ma uno spezzone di frase: \u201cFilippo Cicala, mio padre\u2026\u201d. Al nome del protagonista c\u2019ho gi\u00e0 fatto un cerchio attorno. A quello di suo padre faccio un fr\u00e9go obliquo come a intaccare una caldarrosta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 uno spezzone di frase anche la terza cosa segnata: \u201csociet\u00e0 mezza contadina e mezza non si sa che\u201d. Penso che usandola Aragno abbia trovato un buon modo per dire quanto le scarse connotazioni del presente arrivino a compromettere quelle del futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto la storia m\u2019ha preso, mi piace! Aragno scrive davvero bene! Ha talento. Una scrittura agile, matura. Finalmente un libro sincero, frizzante. Uno spaccato sociale della giovent\u00f9. Ero stufo delle troppe strombazzate editoriali sulla camorristica. A Napoli c\u2019\u00e8 anche altro. <strong>l\u2019Autore, grazie a dio, \u00e8 uno che non vuole omologarsi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sottolineo \u201canima\u201d e \u201ccompagnia\u201d. Una volta sottolineavo le parole che non conoscevo per cercarne il significato nel vocabolario. Oggi \u2013 acchiappato un buon libro come questo \u2013 amo sottolineare le parole che mi significhino. Accostate tra loro, \u201canima\u201d e \u201ccompagnia\u201d mi significano l\u2019invisibile ponte che le unisce e la speranza che qualcuno possa un giorno transitarci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Col sapore acre di questa accezione ancora fresco in bocca, mi compiaccio di pronunciarle una dopo l\u2019altra, \u201canima\u201d e \u201ccompagnia\u201d, come schioccando la lingua dopo un assaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo romanzo mi piace davvero. Mi ci voleva. \u00c8 anche divertente. A inizio capitolo 2 mi scappa la prima risata. Aragno \u00e8 capace di grandi sprazzi malinconici appuntiti d\u2019ironia. Ironia che d\u00e0 di pirotecnico in cima a pagina 15, quando parla il padre del protagonista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Filippo Cicala vuole togliere a tutti i costi il figlio dai casini. Ha un piano penoso. \u00c8 una figura tragicomica come tanti genitori vecchia maniera del Sud. Aragno descrive la situazione con maestria. Filippo \u00e8 disperatamente ridicolo e io rido pensando alla sua faccia quando si gasa per aver messo a punto i suoi progetti salvifici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra risata mi scappa quando leggo il finale del terzo capitolo. Poi scorro come sull\u2019acqua fino a pagina 28. A pagina 28 pesco la frase \u201cle raffiche spazzano via le parole\u201d. Sa di poesia. Oltre che bella, \u00e8 una frase caparbia sotto l\u2019amo della sottolineatura, s\u2019agita dandomi una caterva di spunti. <strong>Penso alle possibili metafore<\/strong>, all\u2019immagine che evoca ma anche, per rimando, alle raffiche dei tanti mitra che nel nostro tragico presente spazzano via le dissidenze. Saper scrivere \u00e8 anche saper spargere metonimie. <strong>Aragno \u00e8 uno scrittore che dissemina bene<\/strong>. A pagina 29 sottolineo la parola \u201cpensieri\u201d. Non \u00e8 messa l\u00ec a caso. I giovani d\u2019oggi attaccano i propri fuori alle discoteche come facevano i cowboy col cavallo. Non li vogliono tra i piedi. N\u00e9 comunque glieli farebbero portare. Ma c\u2019\u00e8 differenza tra il non averli e non volerli, e prima o poi lo scopriranno sulla propria pelle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immediatamente dopo sottolineo la parola \u201cassieme\u201d. Assieme nessuno ci vuole stare se stare assieme significa interferire col divertimento individuale. Specie col sesso. L\u2019acceleratore della sessualit\u00e0 ha un pedale solo. A pelo di pagina 30 becco una frase che non ho come catturare o forse non voglio. Decido per una sottolineatura in verticale che la evidenzi senza intaccarne le parole. Penso sia giusto che abbia uno sbocco per sgusciare. Dice: \u201c invidio a morte il suo spirito di indipendenza.\u201d Una frase che lascia intravedere forti esigenze di riscatto. \u00c8 il protagonista che parla del cugino. \u00c8 una scena che d\u00e0 il magone. I due si sono separati all\u2019ingresso della discoteca. \u201cPer lui tutto s\u2019aggiusta. \u2013 continua, sempre riferito al cugino, Marco \u2013 Mentre per me ogni cosa deve essere pianificata e calcolata nei minimi dettagli. Pena il crollo di tutte le certezze interiori\u201d. \u00c8 una frase che incanta e intristisce. Capir\u00e0 col tempo, come tutti i giovani, che quel temuto crollo sar\u00e0 in fondo un positivo dissolversi di cataratte. Pi\u00f9 avanti di pagine c\u2019\u00e8 il sogno della rivalsa, sogno che comincia quando lo \u201csfigato\u201d e \u201cspernacchiato\u201d protagonista del romanzo prova un sfrigolio di rivincita nei pantaloni entrando nel \u201cregno della movida\u201d. Mi viene da restargli io accanto quando, per vivere da solo il proprio piacere, il cugino gli si stacca come un angelo custode renitente. Sono pronto a sostenerlo io al suo posto. Aragno \u00e8 riuscito a farmici affezionare! Ne sono capaci pochi scrittori. Il suo \u201cangelo custode\u201d s\u2019\u00e8 rivelato un \u201cdiavolo tentatore\u201d, mi affianco al povero Marco Cicala per solidariet\u00e0, condividendone smarrimento e disagio. Sono sentimenti, questi ultimi, comuni a tanti purtroppo di questa nuova generazione. Lungo tutto il percorso che Marco compie per entrare in discoteca, Aragno mi fa abilmente sentire gli \u201cunz-unz pompati dai woofer\u201d, \u00e8 bravissimo a spargerli lungo la sequenza di azioni, fa un ottimo lavoro di drammatizzazione, al punto che continui a sentirli in sottofondo quegli \u201cunz\u201d anche quando non li nomina. Perch\u00e9 li si deve sentire dentro per capire l\u2019ingannevole intontimento dell\u2019ubriacatura e dello sballo. Sei pure tu l\u00ec ad attraversare la pista, sali in pedana e scansi cazzotti e calci che sbucano dalla rissa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi accorgo che mi sono portato dentro \u2013 dopo averla sottolineata \u2013 il sapore della parola \u201cordine\u201d. Con tutto il marasma che trova entrando nel club, Marco ne \u00e8 candidamente in cerca, \u00e8 in cerca di un ordine che gli manca, troppo abituato che \u00e8 ad appigliarvisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aragno parla di \u201cordine sconosciuto\u201d nel momento in cui Cicala ha paura d\u2019infrangere le presunte regole del locale. Ma come sempre per i giovani sembra che debbano paradossalmente saltare tutti gli schemi affinch\u00e9 tutto vada a posto. Marco non sa ancora se starci o meno, salpa liscio coi suoi pensieri, se li \u00e8 portati lo stesso dietro, da clandestini. L\u2019ha appena conosciuta e traversa il suo mare di desideri sbilenchi con una bella ragazza bruna come polena. Con lei viaggia finalmente facile anche se, raggiunta la prima meta, gli resta l\u2019amaro in bocca perch\u00e9 le sue speranze sono troppo abituate a vestirsi di \u201cpornografia virtuale\u201d. Per la realt\u00e0 non c\u2019\u00e8 quasi pi\u00f9 gusto. \u00c8 il pericolo che corrono i giovani d\u2019oggi. Anche se vissute in prima persona, nelle loro vicissitudini sopravvive il vizio del virtuale e in quel virtuale l\u2019illusione che esso valga anche nella realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltrepasso la centesima pagina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A pagina 102 pesco la parola \u201cbilancio\u201d. Bello trovarla che sto quasi alla fine perch\u00e9 mi d\u00e0 lo spunto per pensare a quanto \u00e8 stata utile questa lettura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A pagina 141 afferro all\u2019amo della sottolineatura la parola \u201ccoraggio\u201d. Ce n\u2019\u00e8 voluto, penso, per scrivere come opera d\u2019esordio un romanzo come questo che non si omologasse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A pagina 124 pesco la parola \u201cdeciso\u201d. Marco ha deciso, ha la tentazione all\u2019ennesimo invito a sballarsi di rinunciarvi, cos\u00ec palpito nella speranza che ne abbia veramente la forza. Ma \u00e8 una decisione blanda, si ritorna alla ricerca dello sballo utile a \u201csbollire le tristezze\u201d. Ci sono momenti di bilancio in cui la disillusione sobbarca il sogno, hai voglia a buttarci alcol nel cranio pensando di allagarlo per stanarlo, il desiderio non sbuca. La capata non arriva. La delusione non si stacca dalla seduta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A pagina 127 pesco la frase \u201cAndare via, guagli\u00f2. Al Nord Italia\u201d. Ritrovo <strong>il penoso dilemma se restare a Napoli o andarsene<\/strong>, il \u201cFujtevenne\u201d eduardiano. \u00c8 il caso di restare in una citt\u00e0 condannata o andarsene con tutte le frustrazioni e i rischi che l\u2019avventura porta con s\u00e9? Chi resta \u00e8 perch\u00e9 s\u2019\u00e8 perso a guardare le oleografie e si \u00e8 lasciato infinocchiare dagli imbroglioni che propongono, nelle sue innumerevoli varianti, il gioco delle tre carte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono alle ultime pagine. Ho letto, riso, riflettuto, sottolineato, mi sono commosso, tutto in piacevole alternanza, fino alla fine. Una lettura leggera, ma che m\u2019ha fatto riflettere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di primo acchito verrebbe da dire che l\u2019amore non ha mai trovato spazio, invece c\u2019\u00e8 stato per tutto il tempo e ha solo evitato di mostrarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea d\u2019innamorarsi sbuca alla fine del libro. Fa tenerezza quando tenta l\u2019approccio con un bacio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A pagina 147 pesco la parola \u201corizzonte\u201d. \u00c8 una parola che rincuora sempre. Arrivo alla fine del libro sazio. Lo chiudo, ma spalanco il sorriso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho il cuore colmo di parole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stata un\u2019ottima pesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">di <a href=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/autori\/sergio-saggese\/\" target=\"_blank\">Sergio Saggese<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: left;\">Se ti \u00e8 piaciuta questa recensione ti invitiamo a leggere il libro e ad inviarci la tua!<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Absolute-Aragno_Cover.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-4755 size-medium\" src=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Absolute-Aragno_Cover-193x300.jpg\" alt=\"Absolute-Aragno_Cover\" width=\"193\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Absolute-Aragno_Cover-193x300.jpg 193w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Absolute-Aragno_Cover-600x931.jpg 600w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Absolute-Aragno_Cover-660x1024.jpg 660w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Absolute-Aragno_Cover-120x186.jpg 120w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Absolute-Aragno_Cover-300x465.jpg 300w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Absolute-Aragno_Cover.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sergio Saggese, scrittore e lettore appassionato, ha letto Absolute di Marco Aragno e ci ha scritto cosa ne pensa con una bellissima recensione.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":5033,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[983,379,129,871],"tags":[81,50,82,565],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4797"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4797"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4797\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5156,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4797\/revisions\/5156"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5033"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4797"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4797"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4797"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}