{"id":4717,"date":"2015-02-05T10:37:33","date_gmt":"2015-02-05T09:37:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/?p=4717"},"modified":"2016-05-09T19:49:23","modified_gmt":"2016-05-09T17:49:23","slug":"labitudine-della-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/labitudine-della-guerra\/","title":{"rendered":"L\u2019abitudine della guerra"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-4718 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Visioni9.jpg\" alt=\"Visioni9\" width=\"680\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Visioni9.jpg 680w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Visioni9-600x341.jpg 600w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Visioni9-300x171.jpg 300w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Visioni9-120x68.jpg 120w\" sizes=\"(max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La noia per le parole di chi catechizza e conosce la geopolitica come i risultati di una partita di calcio, senza considerare che nel mezzo ci sono pezzi di pelle, stralci di volti, curiosit\u00e0 negli occhi. Provo a ricordare le mie settimane nel freddo del conflitto nel Donbass, regione che era dell\u2019Ucraina e che in qualche pezzo lo \u00e8 ancora, ma una sua parte si \u00e8 dichiarata autonoma, staccandosi da Kiev e proclamando le Repubbliche di Donetsk e Lughansk. Sono flash, perch\u00e9 ricordi di giacche pesanti, maglie termiche e passi da direzionare con attenzione per non farli impattare nel gelo. <!--more--><br \/>\nEcco treni notturni lenti e sovraffollati, perch\u00e9 la guerra crea fuga e diminuzione dei servizi, poi tanti piccoli bus, a cui affidarsi per attraversare il Paese e raggiungere le aree del conflitto, quelle spaccate, che un tempo univano vicini di casa e che ora invece sono piene di barricate. Succede che pi\u00f9 si avvicina al Donbass e pi\u00f9 aumentano i posti di blocco, che vicini alle linee del fronte si riempiono di giovani volontari. Ucraini, che vogliono difendere l\u2019unit\u00e0 nazionale, convinti che dall\u2019altro lato vivano solo difensori dei terroristi.<br \/>\nDocumenti e rassicurazioni, perch\u00e9 dall\u2019altro lato non ci saranno loro, ma i separatisti: quindi peggio per noi. Siamo occidentali, quindi teoricamente pi\u00f9 vicini all\u2019Ucraina. Per saltare dall\u2019altro lato c\u2019\u00e8 bisogno di un permesso che giustifichi la nostra presenza in territorio controllato dai terroristi. Freddo e sole, questo che non scalda neanche l\u2019illusione del calore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I chilometri a cercare il riparo dal gelo contro finestrini solamente colorati dal sole, con aria tagliente da ogni lato, lo sguardo incuriosito ed infastidito degli altri passeggeri. Viaggiare con quei piccoli bus significa contatto ravvicinato con i propri ricordi sfaldati, perch\u00e9 le citt\u00e0 non conservano pi\u00f9 nulla di quello che era. La gente dentro queste carcasse ha sguardi vuoti e spaventati.<br \/>\nCheck point continui in cui subire controlli e sospetti da chi \u00e8 sempre stato vicino di casa, amico, collega o familiare. Ora sono dall\u2019altro lato, quindi retorica da nemico da ingoiare. L\u2019autonomia richiesta dalle regioni della Repubblica della Nova Rossia, costituitesi, per rigettare il potere centrale di Kiev, e l\u2019ostruzionismo dell\u2019Ucraina a tale richiesta hanno tirato su trincee.<br \/>\nSe i giovani volontari ucraini si preoccupano per occidentali in viaggio verso le zone che loro definiscono sotto occupazione dei terroristi, i miliziani \u201cseparatisti\u201d agli avamposti conquistati da loro, con bandiere blu e rosse e tanto di effige di San Giorgio, con tutte le diffidenze del caso, chiedono di raccontare la verit\u00e0 in questo conflitto. Uomini e donne con mimetiche improvvisate che combattono il freddo col calore della lotta e la fame col desiderio di vittoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le notti in trincea con i colpi forti a scandire la triste abitudine della guerra, da riconoscere tra quelli secchi e con i fischi, il sangue negli occhi per il sonno e le esplosioni troppo vicine, i pezzi di pane per cui accontentarsi e la vita smarrita in guerra, perch\u00e9 tanto non la si vuole mica pi\u00f9 preservare.<br \/>\nPoi le abitudini perse nel gelo, senza finestre, con ricordi sparsi sotto mortai. Ed \u00e8 cos\u00ec sia da un lato, che dall\u2019altro, ovvero tutti colpevoli e vinti. I corpi ammassati all\u2019obitorio, senza nome, senza uno straccio di documento per familiari alla ricerca perduta dei loro cari. Bombe. Abbandonare le case e cercare rifugi, come quelli sotterranei, in cui vivere in comunit\u00e0, per continuare a respirare le proprie esistenze in un\u2019emergenza banalmente chiamata guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Col ricordo di quei chilometri sugli stinchi \u00e8 davvero snervante assistere a sproloqui da geopolitica, sulle strategie, i disegni ed i giochi di potere da \u201csecondo me\u201d. Mi viene da scrivere solo dell\u2019abitudine della guerra.<\/p>\n<p><strong>L\u2019abitudine della guerra<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Mani sporche della lotta<br \/>\ndi chi sputa la vita respirando ideali.<br \/>\nSuoni, luridi, con il sangue che brucia come unica sicurezza,<br \/>\ngli occhi grigi di una paura dimenticata,<br \/>\ni denti fermi per non riconoscere il nemico,<br \/>\nche ha le tue stesse dita sporche di fuliggine.<\/p>\n<p>Foglie tese che nascondono mine,<br \/>\npassi per rischi,<br \/>\nriparo per ombre stanche.<\/p>\n<p>La maledetta abitudine della guerra,<br \/>\nsvuota l\u2019anima,<br \/>\nriempie i timpani di silenzio<br \/>\ne la stupida illusione d\u2019immortalit\u00e0:<br \/>\nanimali che solamente vogliono vivere<br \/>\nper ammazzare e dimenticare.<\/p>\n<p>Chi lotta pensa solamente alla vita.<br \/>\nTra un ultimo tiro di sigaretta,<br \/>\nil sangue negli occhi,<br \/>\nle pareti che tremano<br \/>\ne la morte che si pu\u00f2 solamente leggere<br \/>\nnel ricordo delle lacrime di amati lontani.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a title=\"Lorenzo Giroffi\" href=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/lorenzo-giroffi\/\">Lorenzo Giroffi<\/a><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: left;\">Il\u00a0racconto e la poesia inediti sono stati scritti da <a title=\"Lorenzo Giroffi\" href=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/lorenzo-giroffi\/\">Lorenzo Giroffi<\/a>, autore di <a title=\"Visioni Meccaniche.\" href=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/prodotto\/visioni-meccaniche\/\">Visioni Meccaniche<\/a>\u00a0per la nostra rubrica <a title=\"Rubrica | Visioni mondaniche\" href=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/visioni-mondaniche\/\">Visioni mondaniche<\/a>.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: left;\"><a title=\"Collana Transfert | Narrativa\" href=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/categoria-prodotto\/collana-transfert\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-3197 size-full\" src=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/BannerCollanaTransfert_OK.jpg\" alt=\"Collana Transfert\" width=\"610\" height=\"75\" srcset=\"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/BannerCollanaTransfert_OK.jpg 610w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/BannerCollanaTransfert_OK-600x73.jpg 600w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/BannerCollanaTransfert_OK-300x36.jpg 300w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/BannerCollanaTransfert_OK-598x75.jpg 598w\" sizes=\"(max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La noia per le parole di chi catechizza e conosce la geopolitica come i risultati di una partita di calcio, senza considerare che nel mezzo ci sono pezzi di pelle, stralci di volti, curiosit\u00e0 negli occhi. 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