{"id":4094,"date":"2014-04-08T11:57:22","date_gmt":"2014-04-08T09:57:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/?p=4094"},"modified":"2016-02-11T10:38:39","modified_gmt":"2016-02-11T09:38:39","slug":"stringhe-fatte-a-brani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/stringhe-fatte-a-brani\/","title":{"rendered":"Stringhe fatte a brani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Spesso si legge nei testi critici riguardanti la poesia, che l&#8217;autore di quel testo \u00e8 &#8216;allievo&#8217; di un autore pi\u00f9 famoso e riconosciuto&#8230; <a title=\"Giuseppe Di Bella\" href=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/?page_id=1311\" target=\"_blank\">Giuseppe Di Bella<\/a> in questo post indaga su tali affermazioni chiedendosi se e come un giovane poeta pu\u00f2 distaccarsi e distinguersi dalla voce da cui \u00e8 stato influenzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un post dedicato ai lettori e agli autori di poesia, che, se vorranno, potranno interagire direttamente con Giuseppe per approfondire e discutere sull&#8217;argomento, buona lettura!<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4095 aligncenter\" alt=\"Visioni poetiche\" src=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/1_Banner.jpg\" width=\"620\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/1_Banner.jpg 620w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/1_Banner-600x241.jpg 600w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/1_Banner-300x120.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema delle filiazioni in poesia \u00e8 sempre una questione che afferisce pi\u00f9 al mondo della botanica che non a quello della critica letteraria. Laddove il criterio storico-artistico o della pura militanza del critico, vengono messi al muro dall\u2019evidenza cruda di una totale assimilazione dei figli coi padri e a un successivo ulteriore livello, che \u00e8 quello in cui il capogruppo o il creatore di una tendenza finisce per ripetersi in vista della possibilit\u00e0 di riconoscersi e riprodursi infinitamente come Narciso nel labirinto chiamato da Eco, nel mondo che i suoi epigoni hanno cristallizzato.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 parlato nella poesia contemporanea della \u201cscuola\u201d di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Milo_De_Angelis\" target=\"_blank\">Milo De Angelis<\/a>, o dei &#8220;portatori sani&#8221; di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giovanni_Giudici\" target=\"_blank\">Giovanni Giudici<\/a>, o ancora peggio degli imitatori di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Andrea_Zanzotto\" target=\"_blank\">Zanzotto<\/a> o della <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alda_Merini\" target=\"_blank\">Merini<\/a>, e del fatto che sostanzialmente, al di l\u00e0 della pi\u00f9 pura speculazione sul\u00a0 tipo di filiazione e di come essa non sia avvenuta per linea di sangue, ma per \u201cgemmazione\u201d, restava da riconoscere l\u2019elemento peggiore, e cio\u00e8 che nei termini e nel livello la poesia di questi allievi era una poesia\u00a0 di secondo ordine, o per non essere estremi, in ogni particolar caso separato dagli altri, tale poesia risultava una pallida eco, una eco non pi\u00f9 rifusa nel corpo sostanziale della voce, affinata e portata nello stretto condotto della contingenza e dell\u2019urgenza specifica del momento, ma solo ridotta in quanto alone o risonanza della voce originaria del poeta che l\u2019aveva determinata e che le aveva dato un timbro forte, unico e riconoscibile per autenticit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco che risulta necessario aprire una questione pi\u00f9 grande, che sfora anche dall\u2019Italia: in che senso un poeta giovane pu\u00f2 riprodursi e distinguersi dalla voce che ne segna l\u2019<i>imprinting<\/i> iniziale? Intanto va chiarito che un poeta che ha una discendenza di sangue da un altro, deve essere un lettore meditativo e creativo che ha attraversato una maturazione a gradi e che non ha nel proprio DNA i geni di un singolo autore, e tali geni non saranno mai determinanti n\u00e8 predominanti nella formazione di una propria voce, in quanto mitigati dall\u2019impurit\u00e0 del sangue che conduce il nostro patrimonio di tendenze e stilemi (assolutamente non di stili!). Mentre, in altro luogo, una poetica riprodotta per gemmazione \u00e8 chiaro che genera soltanto in s\u00e9 forme predeterminate e prive di filtro in cui la scrittura \u00e8 caratterizzata solo dal \u201cpercetto\u201d generale dell\u2019autore-albero e non ne possiede i requisiti di acquisizione ed esperienza che ne fanno un prospetto multiplo, con possibilit\u00e0 di stratigrafie infinite. Insomma i poeti di questa seconda categoria non sono altro che gemme che, o si ramificano o una volta cadute in terra non fanno che prolungare la memoria storica e la progenie della tendenza dominante nel periodo senza nulla aggiungere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Ma il problema centrale del momento poetico che stiamo vivendo \u00e8 di natura ancora diversa: si pu\u00f2 parlare infatti di un fenomeno in cui gli autori che emergono sembrano provenire da una terribile quanto amorfa <i>Koin\u00e8<\/i> a cavallo tra l\u2019assorbimento superficiale della tradizione recente e il travalicamento dei propri confini ristretti dalla civilt\u00e0 della comunicazione mediatica alla deriva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Autori che stanno al massimo sui trent\u2019anni, ma spesso al di sotto dei trenta, costituiscono la riprova, a livello qui decisamente globale e non specifico, di un mancato senso della sintesi e della crescita che solo una ricerca di anni incurante della struttura e dei canali accademici potrebbe produrre. Il conformismo a cui siamo ormai abituati come lettori critici, \u00e8 quello di chi ha mixato in una veloce e \u201cdolorosa\u201d originalit\u00e0 il debito coi padri e il confronto col proprio spazio di gioco, riuscendo perfino, con estrema naturalezza a costituire un cosmo, o una <b>territorialit\u00e0<\/b>. Il fatto \u00e8 che la territorialit\u00e0, di cui parlava <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gilles_Deleuze\" target=\"_blank\">Deleuze<\/a>, per esempio, dovrebbe sorgere da un \u201cdivenire animale\u201d in grado di mantenere l\u2019autore in uno stato di agguato costante, e permettergli di trovare la propria voce in un origine primeva, da infante, da &#8220;infanzia del mondo&#8221;, e non\u00a0 nell\u2019istruzione o nella cultura, cio\u00e8 nella grammatica del canone poetico pi\u00f9 o meno storicizzato e reale, poich\u00e8 sono anch\u2019esse, anzi soprattutto esse, la garanzia di un ordine marmoreo da cui \u00e8 difficile distaccarsi. Poesia come riflusso, anti o post-ideologico, nutrita e ipertrofica di una liquidit\u00e0 che o manca di competenze derivate dal sangue, o trova strade talmente capillari e specialistiche da risultare pretenziosa e disperdersi nella ricerca di lingua e di gesto di un fazzoletto di terra, legittimamente guadagnato, ma di portata quasi nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non una poesia del personale, ma una poesia da apparato strutturale e linguistico comp\u00ecto ed esaudito nel proprio vortice\/mulinello. E cos\u00ec a seguire tanti mulinelli in un affresco generale di questa piccola nuova generazione, in cui qualcuno si salva e riesce con molto sforzo a perseguire una ricerca scorretta e che vira anche verso lidi pi\u00f9 abusati forse, ma pi\u00f9 sinceri, pi\u00f9 vitali, in cui la misura fra lirica e onest\u00e0 \u00e8 meno squilibrata, e conferisce quindi di contro un maggiore squilibrio, una migliore pi\u00f9 credibile e viva disarmonia al nucleo del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019onest\u00e0 ritengo sia ancora da ricercarsi solo nel rapporto di vicinanza fra le proprie forme mentali, anche di abbandono e istinto, e l\u2019immediatezza di una voce anche coraggiosamente oscura, oscuramente nitida, trasparente, musicale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse il frutto acerbo della nostra cultura \u00e8 arenato da troppo tempo tra opposti privi di valore, e la poesia potr\u00e0 liberarsi solo quando le sue forme e il suo corpo saranno offerti in sacrificio a una sparizione, gemma per gemma, strato per strato, fino a librarsi e dissolversi nello spazio di una meta-comunicazione pi\u00f9 vicina all\u2019antropologia che al dettaglio, pi\u00f9 simile al racconto che alla narrazione, pi\u00f9 veloce del cinema e pi\u00f9 distante da qualsivoglia teatralit\u00e0, pi\u00f9 originaria e ricondotta al canto cieco di una condivisione per tagli e negazioni, come stringhe di tempo e spazio fatte a brani. Addio allora ai padri come scudo e retaggio, al muro di contenimento della perfetta filiazione deducibile per poveri critici e letterati.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a title=\"Giuseppe Di Bella\" href=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/?page_id=1311\" target=\"_blank\">Giuseppe Di Bella<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spesso si legge nei testi critici riguardanti la poesia, che l&#8217;autore di quel testo \u00e8 &#8216;allievo&#8217; di un autore pi\u00f9 famoso e riconosciuto&#8230; Giuseppe Di Bella in questo post indaga su tali affermazioni chiedendosi se e come un giovane poeta pu\u00f2 distaccarsi e distinguersi dalla voce da cui \u00e8 stato influenzato. Un post dedicato ai [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":4095,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[379,11,591],"tags":[861,141,644],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4094"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4094"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4094\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5342,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4094\/revisions\/5342"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4095"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4094"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4094"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4094"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}