{"id":3934,"date":"2014-01-15T11:00:19","date_gmt":"2014-01-15T10:00:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/?p=3934"},"modified":"2016-02-11T11:30:13","modified_gmt":"2016-02-11T10:30:13","slug":"lespressionismo-composto-di-lorenzo-mari-recensione-a-nel-debito-di-affiliazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/lespressionismo-composto-di-lorenzo-mari-recensione-a-nel-debito-di-affiliazione\/","title":{"rendered":"L&#8217;espressionismo composto di Lorenzo Mari. Recensione a &#8216;Nel debito di affiliazione&#8217;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><a title=\"Vai al sito de l'Arcolaio\" href=\"http:\/\/arcolaio.ning.com\/profiles\/blogs\/la-prefazione-di-giacomo-cerrai-al-libro-nel-debito-di\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3935 alignleft\" style=\"margin: 7px\" alt=\"Lorenzo Mari\" src=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Mari-210x300.jpg\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Mari-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Mari.jpg 250w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a>La possibilit\u00e0 di un passaggio di testimone tra generazioni, di un\u2019eredit\u00e0 morale e culturale da ricevere, elaborare e attuare nel futuro \u00e8, nel Novecento italiano, un tema fortiniano. \u00abProteggete le nostre verit\u00e0\u00bb \u00e8 la \u201clapide\u201d conclusiva di <i>Composita Solvantur<\/i>.<br \/>\nMa la verit\u00e0, per il rigoroso autore di <i>Dieci inverni<\/i>, non pu\u00f2 essere offuscata dai bagliori di un fine astratto ed esterno, da un volontarismo ideologico che non faccia i conti davvero con le esigenze pratiche ed umane del presente. Si tratta poi, nello stesso tempo, di una verit\u00e0 non rimandabile ad un futuro che sembra continuamente sfuggire oltre.<br \/>\nQuesta lezione, dal punto di vista di chi resta, sembra ben chiara al giovane Lorenzo Mari (classe 1984). Il \u201cdebito\u201d del titolo \u00e8 un debito di figli, ma, come si lascia sfuggire lo stesso autore in una nota, pu\u00f2 essere anche un debito di \u201corfani\u201d. L\u2019assenza dei padri \u00e8 tuttavia un\u2019assenza da cui si emanano parole, gesti, esempi morali; e d\u2019altra parte, \u00e8 davvero orfano soltanto chi ha avuto (o trovato) un padre. Con questi padri lontani non \u00e8 infatti possibile avere un vero corpo a corpo, un cabotaggio continuato e costante dei loro limiti o virt\u00f9. Ma se i padri sono presenze lontane, punti sottratti al corso non lineare della Storia (linee e punti tornano come metafore geometriche in alcuni testi), altri interlocutori restano, <i>resistono<\/i>. <!--more--><br \/>\nSi tratta dei fratelli: compagni di viaggio, ma anche bersagli a cui indirizzare i propri strali polemicamente aggressivi (si veda il beffardo finale di <i>Vertebre<\/i>). La storia italiana d\u2019altra parte, come aveva intuito Saba, \u00e8 prima di tutto una storia <i>fratricida<\/i>. I fratelli, quelli reali e quelli mancati (una delle due epigrafi in esergo reca i versi vibranti di Simone Cattaneo), sono per Mari i compagni delle \u00abconversazioni vive\u00bb, coloro che, semplicemente, ci sono accanto nel quotidiano.<br \/>\nIn questo ordito compatto \u2013 un \u201cpathos freddo\u201d ha notato giustamente Matteo Marchesini \u2013 fatto di scivolamenti sintattici da un verso all\u2019altro, a far vibrare la sordina, a tratti meccanica, sono assonanze, parole usate fuori dal loro contesto, finali in cui con crudelt\u00e0 beffarda viene ricomposto un senso come si comporrebbe sul tavolo anatomico un cadavere mutilato.<br \/>\nL\u2019invettiva, qui tenuta a bada dall\u2019ironia, restituisce uno scenario squarciato di irrealt\u00e0, di frammenti scomposti associati tra loro per assonanza simbolica. Nelle cinque stanze del poemetto <i>Intermittens<\/i><b>, <\/b>spartiacque della raccolta, l\u2019orizzonte tracciato \u00e8 quello di una \u00abpietraia\u00bb, un deserto d\u2019attesa buzzattiano, senza eserciti e tartari minacciosi, in cui si cade \u00abcome nei cartoni animati: \/ alzando grida isteriche e nuvole gialle \/ di polvere\u00bb.<br \/>\n\u00c8 chiaro che, in un contesto simile, si avverte solo la parodia di una lotta. Sul tracciato di una possibile frontiera bellica (sociale, intellettuale, affettiva), qui esemplificata dalla Linea gotica, restano solo presenze intermittenti come le pasoliniane lucciole, metafora di una condizione umana di fragilit\u00e0 e di debolezza, anche nel resistere (si veda il finale).<br \/>\nL\u2019espressionismo di Mari \u00e8 tuttavia solo apparente se nasconde tra le maglie dei suoi versi tutta una serie precisa di dettagli topografici (<i>Topografie necessarie<\/i> \u00e8 il titolo di una bella poesia). Un espressionismo, se di questo si tratta, sempre composto o, meglio, <i>ri-composto<\/i>, in cui i frammenti (come quelli carnali: \u00abcostole\u00bb, \u00abfegato\u00bb, \u00abpiedi gonfi\u00bb, \u00abunghie dei morti\u00bb etc), si diceva, ritrovano unit\u00e0 nel ritmo serrato, di marcia, sostanziato dall\u2019ordito pi\u00f9 generale dei testi.<br \/>\nIl mondo degli animali, infine, in cui la favola (e dunque la morale) \u00e8 impressa nelle carni e non in astratte umanizzazioni, \u00e8 qui, ancora, metafora di una condizione di precariato esistenziale, d\u2019un guado che contempla come sponda d\u2019arrivo (questa volta s\u00ec, beffardamente e linearmente definitiva) la sola morte. In questo scenario, sembra dirci il poeta, ci\u00f2 che importa davvero \u00e8 \u00abdiscernere gli eguali\u00bb.<br \/>\nPer tornare, quindi, a quella <i>affiliazione<\/i> del titolo, e a quel <i>debito<\/i> di fratelli, il solo possibile per Lorenzo Mari, che prevede come unico dato irrazionale la fiducia in un possibile e giusto riconoscimento reciproco.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><a title=\"Alex Caselli\" href=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/?page_id=1172\" target=\"_blank\">Alex Caselli<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La possibilit\u00e0 di un passaggio di testimone tra generazioni, di un\u2019eredit\u00e0 morale e culturale da ricevere, elaborare e attuare nel futuro \u00e8, nel Novecento italiano, un tema fortiniano. \u00abProteggete le nostre verit\u00e0\u00bb \u00e8 la \u201clapide\u201d conclusiva di Composita Solvantur. Ma la verit\u00e0, per il rigoroso autore di Dieci inverni, non pu\u00f2 essere offuscata dai bagliori [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":3936,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[379,523,479],"tags":[210,839,141,82],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3934"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3934"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3934\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5347,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3934\/revisions\/5347"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3936"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3934"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3934"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3934"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}