{"id":3892,"date":"2013-12-10T11:45:32","date_gmt":"2013-12-10T10:45:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/?p=3892"},"modified":"2013-12-10T11:52:25","modified_gmt":"2013-12-10T10:52:25","slug":"una-persona-civile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/una-persona-civile\/","title":{"rendered":"Una persona civile"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"Gennaro Chierchia\" href=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/?page_id=1116\" target=\"_blank\">Gennaro Chierchia<\/a> ci regala un altro racconto per la nostra rubrica <a title=\"Rubrica | Visioni mondaniche\" href=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/?page_id=3718\" target=\"_blank\">Visioni mondaniche<\/a>. Vi auguriamo, come sempre, buona lettura e vi chiediamo: per voi chi \u00e8 una persona civile?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-3893 aligncenter\" alt=\"Una persona civile\" src=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Banner9.it_.jpg\" width=\"600\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Banner9.it_.jpg 600w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Banner9.it_-300x125.jpg 300w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Banner9.it_-598x250.jpg 598w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho dormito coi barboni una notte, nella stazione centrale di Milano, mentre a una quindicina di metri al di sopra della mia testa un operaio ripuliva dalla fuliggine, dentro una maschera e una tuta bianca, le grandi volte di acciaio a difesa dei treni frecciarossa che, come siluri costosi, riposavano sui binari dopo avere fiancheggiato per ore la dorsale appenninica del Bel Paese a una media di 300 chilometri orari. Solo un sedile di ferro separava la vecchia conciata come una baldracca da me; emanava un fetore che non avrei sopportato a lungo se, magicamente, non fosse scomparso all&#8217;improvviso (o forse erano solo le mie narici che se n&#8217;erano presto assuefatte). <!--more-->Se non avessi dormito una notte all&#8217;addiaccio non potrei immaginare come i barboni potessero farlo tutti i giorni; ora so che ci si pu\u00f2 abituare anche a questo e che questa societ\u00e0 \u00e8 davvero un&#8217;illusione; che uno pu\u00f2 campare con niente. Mi sono vaccinato contro la strada; casomai questa un giorno vorrebbe prendermi in seno io le dir\u00f2 che sono pronto. Sono stato uno scout ma non \u00e8 la stessa cosa; allora ero un ragazzo e avevo il conforto dell&#8217;incoscienza e del gioco. Ma quando sei un adulto e tutto quello che ti circonda \u00e8 uguale a se stesso e pretende di insegnarti a vivere come esso vive allora certe esperienze fuori della norma sono un tuffo nell&#8217;oblio che ti fa rimettere tutto in discussione. Avevo soldi per affittarmi una stanza ma non avevo voglia di farlo per poche ore e amici cui chiedere un giaciglio ma non sono uno cui piace scomodare gli altri e quando il mattino dopo l&#8217;hanno saputo sono rimasti esterrefatti; io sono rimasto pi\u00f9 sconcertato di loro nell&#8217;apprendere dalla loro reazione che siamo diventati cos\u00ec \u00abcivili\u00bb da esserci dimenticati le nostre origini animali. L&#8217;altro giorno ho visto un servizio in televisione su un tizio che, rimasto senza lavoro, aveva abbandonato la societ\u00e0 e si era ritirato in montagna dove viveva in una caverna. Quando doveva mangiare scendeva gi\u00f9 in paese e si recava alla Caritas, poi tornava nella sua caverna dove, guarda un po&#8217;, scriveva. Ovviamente il suo sogno era poter vivere di quello. Ci\u00f2 non succedeva in uno sperduto paese americano o chiss\u00e0 dove nel mondo ma qui, in Italia. Paradossalmente oggigiorno sognare di vivere come gli animali, provare a riappropriarsi dei propri istinti primordiali, anelare alla libert\u00e0 nel senso letterale del termine \u00e8 divenuto appannaggio esclusivo degli artisti, di coloro i quali sono gli individui pi\u00f9 astratti, meno concreti per definizione. Solo loro sono pronti a vivere di espedienti e a mandare a farsi fottere il consumismo che \u00abconsuma\u00bb la nostra bella societ\u00e0 civile. Io sono emigrato a Novara per un posto di lavoro; per la prima volta in sei anni da che sono andato via ho ottenuto un incarico\u00a0 fino al termine delle attivit\u00e0 didattiche dal Provveditorato. Ero cos\u00ec contento che avrei accennato qualche passo di danza davanti alla commissione ma sono una persona cos\u00ec perbene che non l&#8217;ho fatto. Tra qualche anno otterr\u00f2 il posto fisso, quello che mi far\u00e0 stare tranquillo per tutta la vita. Ma \u00e8 davvero questa la mia felicit\u00e0?, la felicit\u00e0 che anela un italiano?, un individuo della societ\u00e0? Eraclito, il famoso filosofo greco, diceva che solo gli stolti preferiscono la certezza all&#8217;incertezza perch\u00e9 mentre la prima implica il tedio la seconda invoglia a vivere. Per lo stesso motivo sono pi\u00f9 importanti le domande che le risposte: se avessimo una risposta a tutto non avremmo pi\u00f9 sorprese, non ci sarebbero pi\u00f9 scoperte. In definitiva l&#8217;uomo morrebbe perch\u00e9 non avrebbe pi\u00f9 stimoli per vivere. Cos\u00ec come ora desidero la stabilit\u00e0 cos\u00ec domani rimpianger\u00f2 la precariet\u00e0 e mi dir\u00f2 quanto era bello vivere alla giornata. Ho dormito coi barboni una notte nella stazione centrale di Milano; un vecchio colla barba incolta mi ha chiesto l&#8217;elemosina ma io, da bravo uomo civilizzato, ho mostrato la mano a pistola e l&#8217;ho scossa anche se i soldi ce li avevo. La ragazzina araba che mi stava seduta accanto ha depositato una moneta nel suo bicchiere; il vecchio l&#8217;ha esaminata e gliel&#8217;ha ridata perch\u00e9 la valuta era straniera. All&#8217;una i barboni sono arrivati a frotte come un branco di zombie e si sono sistemati sui cartoni sotto le mura portanti della stazione; la Polfer andava in pattuglia in gruppo come se temesse una sommossa. L&#8217;operaio a terra manovrava con un grande telecomando la gru a forma di ragno all&#8217;estremit\u00e0 del cui braccio meccanico era attaccato il cestello dove stava quello che puliva le volte. Gli sparuti passeggeri che ancora scendevano dai treni e transitavano per la stazione si ritrovavano i capelli impiastricciati della fuliggine che cascava loro in testa; guardavano in alto stupiti, si facevano una risata e correvano via. Io seduto sulla sedia di ferro, la borsa a tracolla per timore che me la portassero via, verso le due e mezzo mi sono appisolato, ho dormicchiato una mezzora, mi sono svegliato, mi sono accertato di avere ancora il portafoglio e il telefonino nuovo nelle tasche, ho cambiato posizione, mi sono appisolato, ho dormicchiato una mezzora, mi sono svegliato, mi sono accertato di avere ancora il portafoglio e il telefonino nuovo nelle tasche&#8230; Prima di prendere il treno regionale delle cinque e diciotto per Novara ho raggiunto i bagni a pagamento ma quelli sarebbero stati aperti solo alle sei. Non l&#8217;ho fatta a terra solo perch\u00e9 ero e resto una persona civile (nonostante il male che ci\u00f2 comporta).<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a title=\"Gennaro Chierchia\" href=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/?page_id=1116\" target=\"_blank\">Gennaro Chierchia<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a title=\"Collana Transfert | Narrativa\" href=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/?page_id=3402\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-3197 aligncenter\" alt=\"Collana Transfert\" src=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/BannerCollanaTransfert_OK.jpg\" width=\"610\" height=\"75\" srcset=\"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/BannerCollanaTransfert_OK.jpg 610w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/BannerCollanaTransfert_OK-600x73.jpg 600w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/BannerCollanaTransfert_OK-300x36.jpg 300w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/BannerCollanaTransfert_OK-598x75.jpg 598w\" sizes=\"(max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gennaro Chierchia ci regala un altro racconto per la nostra rubrica Visioni mondaniche. 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