{"id":3733,"date":"2013-10-15T12:01:36","date_gmt":"2013-10-15T10:01:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/?p=3733"},"modified":"2013-10-15T12:48:29","modified_gmt":"2013-10-15T10:48:29","slug":"chi-era-teodoro-duclere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/chi-era-teodoro-duclere\/","title":{"rendered":"Chi era Teodoro Ducl\u00e8re?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"Teodoro Ducl\u00e8re 1812-1869 disegni e dipinti dell\u2019Italia meridionale nelle collezioni Correale\" href=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/?wpsc-product=teodoro-duclere-1812-1869-disegni-e-dipinti-dellitalia-meridionale-nelle-collezioni-correale\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3685 alignleft\" style=\"margin: 7px;\" alt=\"Teodoro Ducl\u00e8re | Il catalogo\" src=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Duclere_cover-229x300.jpg\" width=\"229\" height=\"300\" \/><\/a>Nato il 24 maggio 1812 a Napoli in una famiglia borghese di origine francese, rimasta a Napoli anche dopo la caduta del Murat.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non abbiamo notizie sui primi anni di vita di Teodoro che abit\u00f2 sempre nella zona di Chiaia, frequentata dai forestieri e da quei pittori di paesaggio che campavano la vita vendendo loro le pi\u00f9 celebrate vedute della citt\u00e0. Fra i tanti Antonio Pitloo, l\u2019olandese che avrebbe dato nuovo impulso alla rappresentazione del paesaggio napoletano, capostipite della cosiddetta Scuola di Posillipo, che abitava al vicolo del Vasto 15 dove verso il 1820 aveva aperto una libera scuola di paesaggio, frequentata fra gli altri da Giacinto Gigante e dal Vianelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1824 l\u2019olandese insegnava alla Scuola di Paesaggio presso il Real Istituto di Belle Arti e qui il Ducl\u00e8re fu suo alunno, se gi\u00e0 non lo era stato nello studio privato. Nei documenti dell\u2019Archivio dell\u2019Accademia si registra la costante partecipazione di Teodoro ai concorsi mensili fra il 1829 ed il 1831, con una serie di primi posti che ci mostrano i suoi progressi artistici dal giugno del 1829, quando in seconda classe risulta primo con un disegno dal vero di un albero di noce, al dicembre del 1830, quando in prima classe, passato dalla tecnica del disegno alla pittura, vince con uno studio di barche, dipinte dal vero alla Marinella col Vesuvio sullo sfondo.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il luglio del 1831 non si trovano pi\u00f9 tracce della presenza del pittore nel Real Istituto fino al 1861. Nel frattempo entra a far parte di quel gruppo di paesaggisti gravitanti nella zona fra Chiaia e Posillipo, viaggia attraverso le varie province del Regno e si reca pi\u00f9 volte in Sicilia, come documentano molti disegni firmati e datati, conservati nel Museo Correale di Sorrento. I pi\u00f9 antichi, con luoghi di Puglia, Sicilia e Campania, attestano uno o pi\u00f9 viaggi compiuti nel 1831 e si possono meglio giudicare alla luce della vera data di nascita del pittore. Intanto non si interrompono i rapporti con Pitloo tanto che, oltre un anno dopo la sua morte, avvenuta il 22 giugno 1837, Ducl\u00e8re ne sposa la figlia Sofia.<\/p>\n<div id=\"attachment_3734\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-3734\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3734 \" style=\"margin: 7px;\" alt=\"Veduta di Ischia | Teodoro Ducl\u00e8re\" src=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Veduta_di_Ischia-300x219.jpg\" width=\"300\" height=\"219\" srcset=\"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Veduta_di_Ischia-300x219.jpg 300w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Veduta_di_Ischia.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-3734\" class=\"wp-caption-text\">Veduta di Ischia, olio su carta incollata su tela | Teodoro Ducl\u00e8re<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 7 settembre del 1838 la vedova di Pitloo, Giulia Mori, di anni 44, abitante al vico Dattilo, ed i signori Ducl\u00e8re, domiciliati alla Riviera di Chiaia, al civico 250, diedero il loro consenso alle nozze di Sofia e di Teodoro. I due promessi, il 3 ottobre, si impegnarono a celebrare il matrimonio in chiesa e lo fecero il 18 di ottobre. In quest\u2019occasione Carlo Teodoro si dichiar\u00f2 pittore paesista, di anni ventisei, e, come anche gli altri protagonisti degli atti citati, si avvalse di testimoni che ci fanno immaginare una comunit\u00e0 di artisti legati da amicizia ed attivi nella stessa zona e per una clientela affine. Ricordiamo innanzitutto don Gaetano Gigante, del fu Francesco, che si dichiar\u00f2 \u201cpittore figurista\u201d e si attribu\u00ec 60 anni, essendo quindi nato verso il 1778 e non nel 1770 circa come si ritiene (vanit\u00e0 del dichiarante o errore delle fonti ?). Con lui Achille Vianelli, \u201cdel Piemonte\u201d, infatti era nato a Porto Maurizio nello stato sabaudo, pittore paesista; Andrea De Crescenzo, di anni 26, pittore quasi dimenticato come pure Alfonso Dun, di Napoli, di anni 29, pittore ritrattista, forse fratello di quell\u2019Augusto, paesista legato a Giacinto Gigante. E\u2019 probabile che in uno dei testimoni alle nozze si possa riconoscere il ritrattista Carlo De Falco, il cui nome viene trascritto come Carlo di Falco. Non solo artisti, per\u00f2, ma anche uno di quei personaggi indispensabili a supporto del loro lavoro, spesso in credito presso di loro, un \u201ccolorista\u201d svizzero, Giacomo Hottinger.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Teodoro continu\u00f2 a svolgere la libera attivit\u00e0 di pittore paesaggista, recandosi spesso in vari luoghi del Regno, come attestano le date apposte ai suoi disegni. Numerose le sue presenze in Sicilia, scaglionate fra il 1831 ed il 1860.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1848 Ducl\u00e8re doveva godere di un buon prestigio tanto che nel marzo 1849, lo ritroviamo inserito fra i membri della Commissione per le riforme dell\u2019Istituto di Belle Arti, non conosciamo il ruolo svolto dal pittore nell\u2019ambito della commissione che, comunque, approd\u00f2 a pochi risultati, finendo soppressa il 28 agosto del 1849.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 tardi merito e motivi politici dovettero giocare un ruolo importante nel determinare l\u2019assunzione dell\u2019artista come docente, dunque Ducl\u00e8re entr\u00f2 a far parte dell\u2019organico del Real Istituto di Belle Arti come assistente, con lo stipendio annuo di lire 1275.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche per l\u2019ultimo decennio della vita di Carlo Teodoro la documentazione \u00e8 scarsa. Quella presente nelle carte dell\u2019Accademia ci indica la sua partecipazione alle riunioni ed alle lezioni, il suo contributo a qualche colletta promossa per aiutare colleghi bisognosi e non altro. Egli veniva considerato un buon acquerellista e gi\u00e0 nel 1855 il Napier aveva scritto: \u201cdipinge ad olio con fedelt\u00e0 e nitidezza ma disegna ad acquerelli ed a matita con maggiore indiscutibile eccellenza\u201d. Proprio un suo acquerello, \u201cVeduta di edifizi-Amalfi\u201d, di cm 80 x 108, fu scelto, con altri di Gigante, a rappresentare la scuola napoletana di paesaggio all\u2019Esposizione Internazionale di Londra del 1862. Per l\u2019organizzazione di questa esposizione erano stati creati vari sottocomitati speciali; uno di questi, che doveva selezionare opere di artisti meridionali, nominato nell\u2019agosto del 1861, fu composto da nove professori del Real Istituto di Belle Arti, fra i quali Ducl\u00e8re.<\/p>\n<div id=\"attachment_3735\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-3735\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3735 \" style=\"margin: 7px;\" alt=\"Napoli: chiesa dello Spirito Santo, pastello e inchiostro acquerellato su carta | Teodoro Ducl\u00e8re\" src=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/3803-10Album_Napoli-300x230.jpg\" width=\"300\" height=\"230\" srcset=\"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/3803-10Album_Napoli-300x230.jpg 300w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/3803-10Album_Napoli.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-3735\" class=\"wp-caption-text\">Napoli: chiesa dello Spirito Santo, pastello e inchiostro acquerellato su carta | Teodoro Ducl\u00e8re<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019entrata nel Reale Istituto ufficializz\u00f2 di certo il prestigio acquisito dal pittore con la sua attivit\u00e0 privata, rivolta non soltanto agli acquirenti dei paesaggi ma anche a ricchi dilettanti che volevano studiare la pittura sotto la sua guida. In tal senso \u00e8 documentato il rapporto col conte sorrentino Pompeo Correale, iniziatosi forse nel 1858, quando il nobile ha un suo non meglio identificato maestro di disegno, ma accertato tramite pagamenti dal 1861 al 1869 (anno della morte di Teodoro Ducl\u00e8re), oltre che dai riscontri stilistici evidenti nei dipinti di Pompeo che, dopo la morte di Ducl\u00e8re, si fece allievo di Giacinto Gigante. Per quanto le carte dell\u2019archivio dei Correale tacciano in merito, dobbiamo supporre che proprio grazie al rapporto con l\u2019artista il collezionista riusc\u00ec ad acquisire, in vita o dalla sua vedova, non soltanto diversi suoi quadri ma anche moltissimi disegni che ci mostrano le grandi qualit\u00e0 grafiche dell\u2019opera di Ducl\u00e8re e che si conservano tuttora nel Museo Correale di Sorrento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nato il 24 maggio 1812 a Napoli in una famiglia borghese di origine francese, rimasta a Napoli anche dopo la caduta del Murat. 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