{"id":3057,"date":"2013-05-30T12:20:26","date_gmt":"2013-05-30T10:20:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/?p=3057"},"modified":"2013-06-08T11:04:00","modified_gmt":"2013-06-08T09:04:00","slug":"la-cappella-sansevero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/la-cappella-sansevero\/","title":{"rendered":"La Cappella Sansevero"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-3060 aligncenter\" style=\"margin-top: 7px; margin-bottom: 7px;\" alt=\"Visioni Mondaniche | Gennaro Chierchia\" src=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Gennaro2.jpg\" width=\"610\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Gennaro2.jpg 610w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Gennaro2-600x245.jpg 600w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Gennaro2-300x122.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><a href=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Gennaro1.jpg\"><br \/>\n<\/a>I palazzi mi si curvano addosso con il loro carico di panni appesi ad asciugare sui fili di ferro agganciati alle barre metalliche che sono i bracci delle finestre, interrotti in un abbraccio a met\u00e0 colla finestra omologa. Sono giganti lunghi come la strada di cui sono piantoni, che \u00e8 un vicolo a una corsia in cui mi figuro dall\u2019alto indifeso come un soldato sotto il tiro di un cecchino munito di fucile di precisione nascosto all\u2019interno di un campanile. La gente che mi passa accanto e che mi sfiora non mi protegge colla sua carne accaldata. Quelle pietre erte a difesa dei pedoni sono le lapidi che tutti noi ci meriteremmo.<!--more--> Napoli si ingarbuglia come un esaminando impreparato; si torce su se stessa mischiando chilometri su chilometri di viscere piene zeppe di materia organica di cui riesce ad espellere solo la minima parte.<!--more--> <!--more-->Che va a infettare altre zone del Bel Paese e ne \u00e8 infettata a sua volta, trasformandosi in un ibrido di cattivit\u00e0 e di estraneit\u00e0. Dio ce ne scampi. La gente che incrocio in questa giornata di sole magnifico che proprio non ce la fa a farmi appiccicare la camicia sulla schiena nonostante disegni chiazze di sudore sotto i pettorali e sulle costole ha la luce negli occhi e la musica nella voce di chi sta in pace con se stesso e non chiede null\u2019altro alla vita se non di viverla serenamente. Se il mondo intorno a essa brucia non \u00e8 un problema suo. La guerra \u00e8 comprensiva di partenze e di ritorni in un gioco che strema. La cappella \u00e8 situata in una stradina laterale alle spalle dell\u2019obelisco, dentro un portone tutt\u2019altro che appariscente a compensazione del tesoro che racchiude. Tanta belt\u00e0 che mi crolla addosso tutta assieme non \u00e8 sopportabile per i miei occhi abituati al buio; per sfuggirvi e riprendersi un minuto essi frugano nella borsa alla ricerca del telefonino da spegnere sotto l\u2019invito dello zelante custode. Che non \u00e8 solo: a guardia dei monumenti ce ne sono altri tre-quattro come lui, agghindati come lui, parlanti la medesima lingua gentile ma ferrea di chi sa con certezza da che parte sta e quale ruolo ricopre; per maschere di tal fatta non esistono appunti ai margini della gabbia; essi procedono coi paraocchi come muli che trainano carretti stracarichi di frutta. Il marmo bianco mi cola addosso come manna dal cielo; due occhi sono pochi per trattenere tanta magnificenza. Penetro la pietra, individuo linee e congiunture e sfumature; percorro le incisioni sulle lapidi come se fossi dentro un labirinto. Il silenzio che cade tra la statua che osservo e me \u00e8 la linea di congiunzione tra l\u2019appagamento dei miei sensi e la mia anima mortificata. Ci\u00f2 che sto compiendo \u00e8 un tuffo nel passato che mi rigenera le carni. Bisogna che mi concentri su una scultura per volta, che legga sul libretto che tengo spiegato sulla punta del naso come un prete curvo su un breviario per comprendere le intenzioni della mente e della mano che l\u2019hanno generata. Il <i>Cristo velato,<\/i> scolpito divinamente da Giuseppe Sanmartino, \u00e8 un mistero che mi fa gettare la spugna della ragione e l\u2019altare maggiore \u00e8 la mano invisibile che me lo offre in pasto per farmi vergognare della mia pochezza di essere fallibile e soggetto al giudizio finale. Al cospetto di tale ingegno mi sento miserrimo e scontato come i giorni che filano uno dietro l\u2019altro sul calendario offerto dal pastificio Garofalo appeso nella cucina dei miei. \u00c8 motivo di scoramento e invito alla conoscenza. In un angolo la rete del <i>Disinganno<\/i>, opera di Francesco Queirolo, che ingabbia il padre di Raimondo de Sangro, \u00e8 quella che so perpetua su di me; io per\u00f2 non sono cos\u00ec fortunato da meritarmi angeli tanto gentili che me la tolgono di dosso. <i>La Pudicizia<\/i><i> velata<\/i> di Antonio Corradini, dedicata alla prematura scomparsa della madre del principe, \u00e8 struggente come un neonato che respira attraverso il primo vagito. Sopra la mia testa la volta \u00e8 un abbraccio esplosivo di colori in cui non so dove far partire lo sguardo; vorrei essere risucchiato nel bianco dove \u00e8 diretta la colomba che tiene il triangolo nel becco. Raimondo de Sangro, ideatore e committente di questo tesoro, sta racchiuso in un mausoleo e mi guarda con una faccia mezzo cancellata dal tempo inclemente. Nei sotterranei gli scheletri di un uomo e di una donna aggrovigliati in vene che paiono fili elettrici restituiscono il familiare terrore ai miei occhi. Temo di andare in paranoia ma resto in piedi. Il settimo principe di Sansevero non mi sveler\u00e0 mai la reale utilit\u00e0 delle \u00abmacchine anatomiche\u00bb che ha commissionato al medico Giuseppe Salerno. In fondo \u00e8 giusto cos\u00ec. Una <i>Madonna con Bambino<\/i> mi ridona grazia e leggerezza mentre lo spezzone di pavimento labirintico, che mi ricorda quello di siepi dell\u2019Overlook Hotel nello <i>Shining<\/i> di Kubrick, mi fa ripiombare nell\u2019oblio che serbo gelosamente in me. Si pu\u00f2 alternare pace e angoscia in un battito di ciglia solo se si vive a braccetto con entrambi. Ho passato un paio d\u2019ore nella cappella reggendo alla pressione di punta di lama che mi premeva alla base della schiena male in arnese e ho imparato che l\u2019arte generata da mani umane \u00e8 quanto di pi\u00f9 si avvicini alla gloria di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><a title=\"Gennaro Chierchia\" href=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/?page_id=1116\">Gennaro Chierchia<\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a title=\"Collana Transfert\" href=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/?page_id=653\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-3197 aligncenter\" alt=\"Collana Transfert\" src=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/BannerCollanaTransfert_OK.jpg\" width=\"610\" height=\"75\" srcset=\"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/BannerCollanaTransfert_OK.jpg 610w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/BannerCollanaTransfert_OK-600x73.jpg 600w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/BannerCollanaTransfert_OK-300x36.jpg 300w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/BannerCollanaTransfert_OK-598x75.jpg 598w\" sizes=\"(max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I palazzi mi si curvano addosso con il loro carico di panni appesi ad asciugare sui fili di ferro agganciati alle barre metalliche che sono i bracci delle finestre, interrotti in un abbraccio a met\u00e0 colla finestra omologa. 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