{"id":1460,"date":"2012-10-23T09:30:51","date_gmt":"2012-10-23T07:30:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/?p=1460"},"modified":"2013-02-14T11:19:21","modified_gmt":"2013-02-14T10:19:21","slug":"ottobre-2012-il-giornale-dellarte-pomodoro-e-gualdoni-in-vicolo-dei-lavandai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/ottobre-2012-il-giornale-dellarte-pomodoro-e-gualdoni-in-vicolo-dei-lavandai\/","title":{"rendered":"Il Giornale dell&#8217;Arte &#8211; Pomodoro e Gualdoni in Vicolo dei Lavandai &#8211; di Ada Masoero"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"Vai al sito de Il Giornale dell'Arte\" href=\"http:\/\/ilgiornaledellarte.com\/\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1462\" style=\"margin: 7px;\" title=\"121000_CopertinaGiornaleArte\" src=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/121000_CopertinaGiornaleArte-215x300.jpeg\" alt=\"Il Giornale dell'Arte di ottobre 2012\" width=\"215\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/121000_CopertinaGiornaleArte-215x300.jpeg 215w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/121000_CopertinaGiornaleArte.jpeg 600w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/121000_CopertinaGiornaleArte-120x167.jpeg 120w, https:\/\/www.con-fine.com\/home\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/121000_CopertinaGiornaleArte-300x418.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 215px) 100vw, 215px\" \/><\/a>Pare di sentirli conversare, i due amici: lo scultore ben noto, <a title=\"Vai alla pagina di Wikipedia\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Arnaldo_Pomodoro\" target=\"_blank\">Arnaldo Pomodoro<\/a>, e <a title=\"Vai al sito\" href=\"http:\/\/flaminiogualdoni.com\/\" target=\"_blank\">Flaminio Gualdoni<\/a>, il critico, coltissimo ma mai pedante n\u00e9 borioso, seduti nelle poltrone dello studio di Arnaldo, in via Vigevano a Milano. Amici i due lo sono davvero e hanno anche lavorato per qualche tempo fianco a fianco, presidente l&#8217;uno, l&#8217;altro direttore artistico della <a title=\"Vai al sito\" href=\"http:\/\/www.fondazionearnaldopomodoro.it\/\" target=\"_blank\">Fondazione<\/a> voluta da Pomodoro in via Solari. La collana in cui esce il piccolo <em>Dialogo con Arnaldo Pomodoro <\/em>di Gualdoni nasce del resto, per\u00a0volont\u00e0 del curatore <a title=\"Vai alla pagina FB\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/gino.fienga\" target=\"_blank\">Gino Fienga<\/a>, proprio per pubblicare <em>&#8220;non fredde interviste <\/em>ma <em>dialoghi intimi <\/em>e <em>colloquiali&#8221; <\/em>fra <strong>protagonisti della cultura contemporanea<\/strong>: per restituire <em>&#8220;l&#8217;umanit\u00e0 che <\/em>sta <em>dietro le loro idee&#8221;. <\/em>E <strong>la storia della Fondazione Arnaldo Pomodoro<\/strong>, oggetto della conversazione, \u00e8 intessuta di ricordi, incontri con amici, difficili decisioni, ma soprattutto si\u00a0nutre della generosit\u00e0, umana e intellettuale, dell&#8217;artista, che ha voluto dar vita a un&#8217;istituzione non pensata a propria futura gloria e memoria ma concepita come un<strong> luogo propulsivo<\/strong> di studio e di proposte culturali (secondo i suggerimenti dell&#8217;amico <a title=\"Vai alla pagina Wikipedia\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giulio_Carlo_Argan\" target=\"_blank\">Giulio Carlo Argan<\/a>), <!--more-->tanto che nei suoi intendimenti essa avrebbe dovuto <em>&#8220;da subito riguardare anche gli amici <\/em>e <em>gli artisti pi\u00f9 giovani <\/em>e <em>in generale la scultura tutta: una fondazione in cui si <\/em>[parli] <em>compiutamente d&#8217;arte, non solo della mia&#8221;. <\/em>Dopo i due primi\u00a0studi in Porta Romana, Arnaldo (che a Milano era arrivato nel 1954 dal Montefeltro, con il fratello Gi\u00e0) alla fine degli anni Sessanta installa il suo studio in vicolo dei Lavandai, in uno spicchio della vecchia citt\u00e0 artigiana tra Porta Ticinese e Porta Genova, per poi allargarlo nel tempo, acquistando i laboratori dei vicini che chiudono: <em>&#8220;Arrivato <\/em>a <em>Milano, <\/em>racconta , <em>il mio sogno <\/em>\u00e8 stato <em>di radicarmi in questa zona, tra le pi\u00f9 belle della citt\u00e0 , dove ancora si possono vedere le pietre antiche su cui si\u00a0<\/em><em>lavava <\/em>e <em>gli attracchi dei barconi&#8221;. <\/em>E da studio che era, lo spazio diventa ben presto luogo dell&#8217;archivio delle opere pi\u00f9 importanti, di cui Pomodoro conserva la prova d&#8217;artista o che riacquista sul mercato. La Fondazione nascer\u00e0 nel 1995, con sede negli spazi di vicolo dei Lavandai, riletti da Vittorio Gregotti. Nella conversazione scorre tutta la sua storia, con lo spazio espositivo aperto nel 1999 a Rozzano, in una fabbrica di bulloni restaurata da Pierluigi Cerri, e poi, dal 2005, nella sede in via Solari: una porzione della vecchia Riva Calzoni rimodellata anch&#8217;essa da Cerri che ne fa uno degli spazi espositivi pi\u00f9 belli della citt\u00e0, dove si organizzeranno mostre memorabili. Nel 2011, la chiusura: <em>&#8220;i costi delle mostre assorbivano quasi tutte le nostre energie, <\/em>e <em>non era questa la vocazione primaria che avevo immaginato&#8221; <\/em>(anche perch\u00e9 gli enti pubblici latitavano, aggiungiamo noi). Ma chi pensasse che Arnaldo Pomodoro, a 85 anni, si sarebbe arreso di fronte a queste difficolt\u00e0, non lo conosceva. Ora tutte le funzioni della Fondazione sono riunite in vicolo dei Lavandai, diventato studio, archivio, spazio espositivo e (futuro) museo. Lo spiega lui stesso: &#8220;\u00e8 <em>stato visitando lo <a title=\"Vai alla pagina dell'enciclopedia Traccani\" href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/noguchi_res-bc6530de-87e9-11dc-8e9d-0016357eee51_(Enciclopedia-Italiana)\/\" target=\"_blank\">studio-museo di Noguchi <\/a><\/em>a <em>New York che la soluzione mi si <\/em>\u00e8 <em>chiarita <\/em>[. ..}, <em>l&#8217;ho trovato cos\u00ec umano che mi ha tolto qualsiasi perplessit\u00e0. <\/em>[. ..} Ma <em>non mi piace parlare di studio-museo. Sar\u00e0 la Fondazione Arnaldo Pomodoro. E basta&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Ada Masoero<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00a9\u00a0Tutti i diritti riservati. Il Giornale dell&#8217;Arte<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">il volume\u00a0<a href=\"http:\/\/www.con-fine.com\/home\/?wpsc-product=vicolo-dei-lavandai-dialogo-con-arnaldo-pomodoro\"><strong>Vicolo dei Lavandai. Dialogo con Arnaldo Pomodoro<\/strong><\/a>\u00a0di Flaminio Gualdoni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pare di sentirli conversare, i due amici: lo scultore ben noto, Arnaldo Pomodoro, e Flaminio Gualdoni, il critico, coltissimo ma mai pedante n\u00e9 borioso, seduti nelle poltrone dello studio di Arnaldo, in via Vigevano a Milano. 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