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Visioni Meccaniche

Lorenzo Giroffi è uno di quegli autori figli della bistrattata provincia di Caserta.

E’ uno scrittore ‘puro’ e convincente e credo che Visioni Meccaniche (con-fine edizioni – Collana di narrativa Transfert) sia uno di quei libri ‘necessari’ dove la vita e la letteratura si intrecciano in maniera imprescindibile e le urgenze non sono solo quelle di un giovane autore emergente, ma di un’intera generazione che cerca un’identità che la salvi da una realtà lontana da sogni e valori.

Visioni Meccaniche è una passeggiata notturna per una vita che non ha più nulla di personale. Il lavoro in fabbrica è il pretesto per dimenticare l’abuso di vizi incontrati nel rapporto con Napoli, che concede continui mutamenti geo-sonori.

La metodicità di una nuova vita strangola il fastidio d’inquietanti ricordi, diventati i reclami di una coscienza.

Uno stile prosciugato, snello, filiforme, a volte sospeso nel vuoto, a volte abbracciato ad una coralità ricca di imprevisti e sorprese, dà corpo ad un racconto lungo che si distingue nettamente per la sua forza emotiva  e per la sua precisione nel dirsi.

Il gioco sontuoso degli episodi, che si sviluppano e si propongono con grande semplicità nella loro quotidianità rinnovata, fa si che la lettura scorra senza intoppi e l’unità del dettato rimanga integro nel suo sviluppo.

E’ qui la vita del  giovane “Tonino”, che si sciorina senza alcuna remora attraverso la  voce narrante, che potrebbe essere anche la sua stessa voce.

Tutto quel che accade in questa provincia multicolore, illuminata dal sole, dal banale vuoto esistenziale di una gioventù abbagliata all’impegno sociale della stessa gioventù, stanca di aggrapparsi al “muretto” delle illusioni, è qui proposto con la malinconia del distacco, rappresentata positivamente dal gioco dei giorni o dal sempre attento motivo della memoria.

Un’ esperienza umana nel ritmo caleidoscopico del mediterraneo.

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