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Al via il Convegno sul disegno ai tempi di Salvator Rosa

A latere della mostra Il Giovane Salvator Rosa il 26, 27 e 28 Maggio 2016 si celebreranno tre giornate di studi alla scoperta del disegno del ‘600. Il Convegno Internazionale, organizzato e curato da Viviana Farina, con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, si articolerà su tre sedi: Museo Correale di Terranova a Sorrento, Museo Civico Filangieri e Pio Monte della Misericordia

#iostoconRosa ma ci date una mano anche voi?

Se non l’avete ancora vista, il mese di Maggio è perfetto per fare un salto a Sorrento e visitare la Mostra Il Giovane Salvator Rosa al Museo Correale. Ma fate presto! L’esposizione sarà visitabile fino al 31 Maggio. Inaugurata il 7 Novembre 2015, il termine era previsto per il 31 gennaio 2016. Ma, a grande

#iostoconRosa ma ci date una mano anche voi?

L’associazione culturale,  impegnata da cinque anni in iniziative di valorizzazione  del Museo Correale di Sorrento, appoggia in pieno la campagna di crowdfunding  promossa per la Mostra “Il giovane Salvator Rosa”. Nel generale clima di consensi ed approvazioni che sta riscuotendo l’iniziativa di finanziare attraverso il crowdfunding l’imminente Mostra del Museo Correale di Sorrento, dedicata ai

#iostoconRosa ma ci date una mano anche voi?

mercoledì, 30 Settembre 2015 by
#iostoconRosa ma ci date una mano anche voi?

Sebbene Nadia Lazzarini dopo il suo video sul lancio dell’hashtag ‪#‎iostoconRosa‬ non si rassegni a cedermi il posto, fra un’intromissione e l’altra, cerco di spiegarvi come fare a sostenere la Mostra di Salvator Rosa al Museo Correale di Terranova… poi ditemi voi se ce la posso fare a lavorare in queste condizioni!?!

Camillo Paturzo chi?

venerdì, 21 Novembre 2014 by
Camillo Paturzo chi?

Camillo PaturzoLa domanda del titolo è la stessa che si è materializzata nella mente di Raffaele Mormile quando sente chiedere all’interno di un negozio di musica da un passante uno spartito musicale dal titolo ‘La grotta azzurra’ di Camillo Paturzo che, come gli spiega lo stesso, è compositore di origini metesi vissuto nell’Ottocento.

La voglia di approfondire la storia di questo personaggio originario del suo paese, musicista come lui, diventa irresistibile e così, cercando informazioni scopre che il legame tra Camillo Paturzo e la città di Meta nasce dal merito riconosciuto a questo grande compositore, poeta e musicista che fece respirare al paese aria di melodramma e di bel canto.

Decide quindi che è arrivato il momento di dare lustro e gloria ad questo suo importante concittadino dimenticato che ebbe l’onore di dirigere per la prima volta l’Ernani di Giuseppe Verdi a Napoli e con il quale  più volte Gaetano Donizetti si confrontò sulle sue opere.

Scopriamo l’Italia meridionale dell’Ottocento insieme a Teodoro Duclère: la Puglia

Duclere-Castel-MonteEd eccoci, come promesso nel precedente post, in Puglia, una regione magnifica tra terra e mare ricca di spunti e di paesaggi da ritrarre.

Ci troviamo nella prima metà dell’Ottocento e valicando l’Appennino meridionale, prima di passare dal tavoliere, arrivo a Bari dove non posso non disegnare il porto con le barche ormeggiate, poi raggiungo Barletta con la bella chiesa del Santo Sepolcro, Brindisi. A Lecce mi soffermo davanti alla veduta dai Santi Nicolò e Cataldo per fare un bel disegno dell’intera città, poi raggiungo Otranto, Gallipoli e Santa Maria di Leuca come documentato dai miei studi a matita tra il 1831 e il 1834.

Mi voglio invece soffermare sul disegno di Castel del Monte datato 1859 (3 maggio). 

Scopriamo l’Italia meridionale dell’Ottocento insieme a Teodoro Duclère

Duclere-Napoli-PosillipoPrima di tutto mi presento (che mi sembra cortese e anche necessario): mi chiamo Teodoro Duclère e sono nato a Napoli il 24 maggio del 1812, sono di origine francese, infatti mio padre nacque a Seine-et-Marne nel 1788, e la mia casa si trova nella zona di Chiaia a Napoli, molto frequentata da visitatori stranieri e da pittori di paesaggio.

Probabilmente fu proprio per l’ambiente che ho frequentato fin da giovanissimo che decisi di fare l’artista e uno dei miei maestri fu Antonio Pitloo, olandese, che insegnava a dipingere soprattutto paesaggi, forse perché questa zona è una delle più belle d’Italia, e fu il capostipite della così detta Scuola di Posillipo.

Ho avuto la fortuna, e forse anche la bravura, di riuscire a dedicare la mia vita all’arte e la curiosità e il desiderio di diventare sempre più bravo, mi hanno portato a visitare tante zone dell’Italia meridionale che, durante i miei viaggi, ho riportato in molti disegni.

Il Sole 24 Ore | I disegni di Duclère sulla Costiera | di Fernando Mazzocca

Il Sole 24 OreNel panorama delle cosiddette case museo italiane ha un rilievo davvero particolare, per lo splendore delle sue collezioni e la magnifica posizione per cui si affaccia su uno dei mari più belli del mondo, il Museo Correale di Terranova di Sorrento. Non noto quanto meriterebbe, ha appena tagliato il traguardo dei cent’anni, essendo stato aperto nel 1903 nella magnifica dimora della nobile famiglia Correale che, anche grazie a prestigiose parentele come quella con i Colonna di Stigliano, aveva raccolto nei secoli dipinti straordinari, in particolare del Sei e Settecento napoletano, e meravigliosi oggetti d’arte e mobili, ora esposti nelle sale sontuosamente arredate destinate a fare la gioia di chi avrà la voglia – spero che venga a molti – di visitare questo luogo incantato.

Tra i tesori racchiusi in questo scrigno di mediterraneo fulgore spicca un nucleo di un centinaio di dipinti e di oltre cinquecento disegni che documentano in maniera formidabile lo svolgimento della pittura da paesaggio a Napoli nella prima metà dell’Ottocento e nei due decenni successivi. Questa presenza si deve ad una circostanza abbastanza singolare. Uno dei membri della famiglia Correale, Pompeo, fu tra il 1861 e il 1869 allievo di uno dei più importanti paesaggisti dell’epoca Carlo Teodoro Giovanni Duclère.

Il Mattino | Il bello del Sud nelle opere di Duclère | di Antonino Siniscalchi

Il MattinoAmmettiamolo: gran parte dell’immagine internazionale di Napoli, della sua fama paradisiaca e ornamentale ci viene dalla grande e piccola pittura dell’Ottocento.
La Campania e il Sud erano un laboratorio e un terreno di caccia eccezionale per chi, armato di tavolozza (e non solo), colori e pennelli, catturava l’anima di una terra che univa natura e cultura, umanità e dolore, rovine e paesaggi.
Tutto si prestava al colpo d’occhio immediato che fotografava e poi completava con l’arte dei colori l’anima di un luogo.
Nella complessità e ricchezza di un secolo romantico e impressionista, spicca a Napoli la Scuola di Posillipo, definizione usata, inizialmente, con intenzione spregiativa dagli accademici per indicare artisti che usavano tecniche inusuali per la prima metà dell’Ottocento, stretta tra gli epigoni del Neoclassicismo e i furori del Romanticismo.
Sia come sia, il tempo ha dato ragione agli eretici, che sono diventati addirittura un paradigma dell’immagine di Napoli, imitati fino a oggi dalla pittura popolare più legata alla tradizione che attrae come una calamita soprattutto i forestieri.

Quasi come in libreria.

È tutto pronto ormai per la presentazione del nuovo libro Novella Sorrentina edizione anastatica e trascrizione del libro di Giuseppe Aurelio Lauria curato da Nella Pane e Maria Nives Reale. Il racconto ambientato a Meta è un affresco dei luoghi e dei personaggi che vivevano in Penisola sorrentina all’inizio dell’Ottocento e racchiude avventure, amori difficili,

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