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Il Mattino | Marineria sorrentina tra storia e gloria | di Vincenzo Aiello
De Simone, un brigantino a palo alto in mare.

De Simone, un brigantino a palo alto in mare.

Dopo l’unità d’Italia la cantieristica navale del Piano raggiunse il suo apice. Furono varati centinaia di bastimenti per la navigazione di lungo corso.
Gli armatori sorrentini consolidarono le loro posizioni sulle rotte per il Nord America e accrebbero la dimensione dei bastimenti adottando il brigantino a palo.

Il Mattino | Marineria sorrentina tra storia e gloria | di Vincenzo Aiello
Il brigantino Armida, varato nel 1867 alla marina di Alimuri, Meta.

Il brigantino Armida, varato nel 1867 alla marina di Alimuri, Meta.

Le guerre napoleoniche e i mutamenti politici che ne derivano provocarono una crisi del commercio marittimo meridionale, anche se la riorganizzazione da parte dei francesi dell’arsenale di Castellammare con l’ammodernamento delle tecniche costruttive fu rilevante per la cantieristica sorrentina.

La ripresa dei traffici nel Mediterraneo e nel Nord Europa negli anni Trenta dell’Ottocento trovò i sorrentini pronti alla sfida.

Il Mattino | Marineria sorrentina tra storia e gloria | di Vincenzo Aiello
Navi-Baugean-Feluca

Baugean, feluca napoletana all’ormeggio

Le caratteristiche ‘insulari’ della penisola sorrentina fino alla apertura della strada rotabile nel 1834 hanno spinto i sorrentini verso il mare fin dall’antichità. Sulle spiagge delle marine si costruivano nei primi secoli dell’età moderna le imbarcazioni per il commercio di cabotaggio con Napoli, grande mercato di consumo delle produzioni locali, e con le località costiere del golfo di Salerno. Le barche erano saettie e feluche armate a vela latina

Nel corso del XVIII secolo la marineria sorrentina s’inserì nel commercio marittimo in tutto il Mediterraneo, specializzandosi in particolare nel commercio del grano. Le navi caricavano negli approdi  della Puglia e della Sicilia, ma anche del Mediterraneo orientale, per trasportare i cereali a Napoli e nei porti di Marsiglia, Tolone, Barcellona, Alicante, Cartagena, Cadice. Le imbarcazioni varate nei cantieri di Cassano e Alimuri diventarono sempre più grandi.

I nostri libri al Museo della marineria di Cesenatico

Come sapete un’ampia parte del nostro catalogo comprende libri sul mare, la marineria, storie di uomini di mare: La marineria della Penisola sorrentina, Il naufragio del Glorioso, Eduardo de Martino. Da ufficiale di marina a pittore di corte, Naufragi e scomparizioni in mare, questi i titoli dei libri che compongono la sezione, tutti ricchi di

TeleStreet Arcobaleno - Un bel libro da regalare - di Antonio Volpe

Articolo su TeleStreet Arcobaleno“La Marineria della penisola sorrentina” è l’ultima pubblicazione dell’ “Associazione di Studi,Ricerche e Documentazione sulla Marineria della Penisola sorrentina”.

Il volume, riccamente illustrato, giunge nelle librerie in un momento quanto mai opportuno, quando ancora sono in corso i vari convegni e festeggiamenti per ricordare i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Infatti ripercorre l’avventurosa storia delle principali società armatoriali nate e sviluppatesi nella penisola sorrentina a partire dal XVIII secolo, ma affermatesi soprattutto nel corso dell’800.  Nel 1833 Piano arma ben 42 brigantini sopra le 200 tonnellate, nel 1837 arrivano a 50. Le rotte vanno dal Mediterraneo al nord Europa e sono frequenti i viaggi oltre l’Atlantico.

Le attuali società, che si confrontanoa livello mondiale, sono in gran parte eredi di questa gloriosa tradizione marinara nata nel Golfo di Napoli e dintorni.

Il loro successo non è solo frutto di congiunture favorevoli ma il risultato di una preparazione professionale affinatasi nel tempo. Non dimentichiamo che moltissimi capitani si sono diplomati presso il locale Istituto tecnico nautico intitolato a “Nino Bixio”.

Corriere del Mezzogiorno

Dalla saga dell’aristocrazia delle famiglie di armatori, all’alacre produttività dei cantieri, all’audacia degli equipaggi.

Quella della marineria a vela della penisola sorrentina è una vera e propria epopea, un’epopea che avrebbe meritato un Omero chela raccontasse. E invece essa finora non è stata indagata, documentata e celebrata quanto sarebbe stato giusto. Né dai manuali scolastici e dai saggi degli storici né dalla narrativa o dal cinema. E infatti, almeno a quanto mi risulta (e, se sbaglio, fatemelo sapere), non è mai successo che un romanziere o un regista si sia dedicato a raccontare le straordinarie imprese dei velieri della nostra costiera, benché questi velieri (nel ‘700 tartane e feluche, nell’800 brigantini) per ben due secoli abbiano navigato su tutti i mari del mondo, competendo con le più accreditate marinerie forestiere, commerciando generi di ogni sorta e affrontando i pericoli più estremi. Ecco: a mio giudizio la loro epopea ha rappresentato una delle glorie del mezzogiorno e una vicenda esemplare che potremmo proporre ai giovani senza timore di valutazioni scettiche o polemiche, perché è stata vissuta in ogni suo aspetto all’insegna dell’intraprendenza, della tenacia e del coraggio. E allora consentitemi di dire che il volume curato da Massimo Maresca e Biagio Passaro, «La Marineria della Penisola Sorrentina e la cantieristica in legno da Marina d’Equa a Marina Grande» (volume che, nato come catalogo per la mostra che l’anno scorso si è tenuta a Sorrento, è stato presentato nei giorni scorsi alla Società di Storia Patria al Maschio Angioino) è una pubblicazione non solo piacevole e avvincente, ma utile, necessaria, anzi indispensabile.

Barche d'epoca e classiche.it - La Marineria della Penisola Sorrentina... - di Paolo Maccione

La Marineria della Penisola Sorrentina e la cantieristica in legno da Marina d’Equa a Marina Grande.

Massimo Maresca e Biagio Passaro hanno realizzato un volume piacevole da leggere, ricco di opere e documenti provenienti da collezioni private, musei, istituti e associazioni. Grazie a loro si può compiere un viaggio attraverso la storia della Penisola Sorrentina, ancora oggi terra di marinai e navigatori.

ARMATORI, CAPITANI E VELIERI OTTOCENTESCHI

Le principali società armatoriali italiane, le storie dei capitani di lungo corso, i velieri ottocenteschi, i cantieri e i costruttori navali del Golfo di Sorrento, la religiosità e gli ex voto marinari. Sono solo alcuni degli argomenti trattati nel libro “La Marineria della Penisola Sorrentina”, scritto da Massimo Maresca e Biagio Passaro.
Gli autori, senza pretesa di realizzare un trattato di storia navale,tratteggiano a larghe linee la storia della marineria di quei luoghi raggiungendo l’obiettivo di non annoiare mai il lettore.
Il libro, scritto in italiano e inglese, è ricco di immagini d’epoca e descrive in maniera semplice anche le caratteristiche di imbarcazioni come le feluche sorrentine, le feluche a motore e il gozzo sorrentino.

Il Mattino | Marineria sorrentina tra storia e gloria | di Vincenzo Aiello

Il Mattino«Imprenditori meridionali di successo: gli armatori sorrentini» è il tema della conferenza organizzata dall’associazione studi e ricerche e documentazione sulla marineria sorrentina che si svolgerà venerdì ore 17 alla Società napoletana di Storia Patria – al terzo piano di Castelnuovo e che vedrà gli interventi di Giovanna Mozzillo, Silvio de Majo, Amedeo Lepore. Nel corso dell’incontro sarà presentato il volume La marineria della penisola sorrentina, e la cantieristica in legno dalla Marina D’Aequa alla MarinaGrande (Con-fine, pagg. 136).

Il Mattino | Marineria e Cantieristica. Antiche arti della Costiera | di Vincenzo Aiello

Per il IV ciclo di conferenze “Una terra tra cielo e mare” sarà presentato sabato 8 giugno alle ore 19 presso il Centro comunale culturale di Via delle Rose a Piano di Sorrento, il testo La Marineria della Penisola Sorrentina e la cantieristica in legno da Marina d’Aequa a Marina Grande (pagg.136 illustrate a colori; con-fine edizioni).
Interverranno gli autori Massimo Maresca e Biagio Passaro dell’associazione studi, ricerche e documentazione sulla marineria sorrentina.

Nella Descrizione geografica e politica delle Sicilie (1786) si scriveva che la marineria mercantile del Regno era concentrata in gran parte a Napoli, Procida, Ischia, Torre del Greco, Castellammare, Sorrento, Vico Equense, Positano, Conca e Vietri. Net Settecento, infatti, sull’onda della generale ripresa degli scambi sul mediterraneo, gli abitanti delle zone costiere del napoletano ebbero un ruolo sempre maggiore nell’approvvigionamento della capitale e si inserirono saldamente sulle rotte che collegavano l’adriatico e lo Ionio al Tirreno. L’aumento della domanda aveva permesso loro di specializzarsi nel trasporto dei prodotti agricoli dal Sud Italia e dal Levante verso i porti di collegamento dell’Europa occidentale, soprattutto quello di Marsiglia.

agorà | Marineria in Penisola tra storia ed economia | di Nino Cuomo

Agorà della Penisola SorrentinaLa Sala Consiliare del Palazzo Municipale di Sorrento ha ospitato – con grandissima affluenza di qualificato pubblico – la presentazione del catalogo della Mostra sulla Marineria della Penisola Sorrentina e la cantieristica in legno da Marina d’Equa a Marina Grande, predisposto da Biagio Passaro, Massimo Mareasca e dall’Associazione di Studi Ricerche e Documentazione sulla Marineria della Penisola Sorrentina, presieduta da Gioacchino Lombardo, sostenuto dalla Fondazione e dal Comune di Sorrento, per l’allestimento a Villa Fiorentino (dove sarà esposta fino al 26 Giugno prossimo).

Trattasi di un evento eccezionale perché raccoglie e riunisce a testimonianza di quella Marineria che ha segnato la storia e l’economia di un comprensorio, emblema della sviluppo e della civiltà del Mezzogiorno d’Italia, dall’era borbonica a quella nazionale.

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