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Sorrentum | The Dalì Universe Sorrento


Sorrentum
Più di 100 opere del Maestro del Surrealismo in un’esposizione unica, in programma dal 14 di giugno al 29 settembre 2013 a Villa Fiorentino, “The Dalì Universe Sorrento’: la mostra interamente dedicata a Salvador Dalì è un’occasione davvero speciale, che permette al pubblico di avvicinarsi agli aspetti meno noti del lavoro del grande artista, scoprendo opere ancora poco conosciute, come la scultura monumentale “Omaggio a Tersicore” mai esposta fino ad oggi. Un’ampia selezione di diverse opere tra cui sculture in bronzo, oggetti in vetro, oro, collages e raccolte grafiche di Dalì illustratore verranno posizionate all’interno ed all’esterno di Villa Fiorentino con l’intenzione esplicita di rivelare la fonte di ispirazione del genio di Salvador Dalì, per promuovere la comprensione della vita e dell’arte del Maestro.

Questo percorso espositivo, consentirà ai visitatori di Immergersi nel labirinto della mente del Maestro e di ammirare i risultati creativi della sua infinita immaginazione.

Gli artisti interessati ad essere inseriti nella Collana Passeurs possono incontrare oggi e domani Nadia Lazzarini a Vernice Art Fair per conoscere tutte le modalità per la pubblicazione della propria monografia.

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Articolo Agorà

Articolo AgoràIl libro “Eduardo de Martino. Da ufficiale di marina a pittore di corte” promosso dal Centro Culturale “Bartolomeo Capasso” ed edito dalla “con-fine”, nell’ambito dell’iniziativa “Piano di Sorrento: una storia di terra e di mare”, è stato presentato da Mario Russo, venerdì 8 febbraio, nella Sala Consigliare del Palazzo Municipale di Sorrento, affollatissima.

L’autrice, Luigina de Vito Puglia, non è nuova a questi lavori che si presentano di approfondita e attenta ricerca, da ottenerle la proclamazione di socia onoraria, nella “organizzazione di progetti e manifestazioni per la conoscenza e divulgazione della cultura sorrentina”.

Sue particolari ed eccellenti pubblicazioni sono: “Martino Cafiero giornalista della Napoli postunitaria (1994 con N. Pane Circelli), “La Cocumella. Da insediamento gesuitico a grande albergo” (2003) e “Il Santo e il mare. Gli ex voto marinari di S. Antonino” (2009).

La precisione con la quale l’autrice di questo libro consente di pervenire ai minimi dettagli ed alle notizie più particolareggiate necessari per poter scoprire tutti i segreti del personaggio o dell’evento che si pone come tema del suo impegno.

E tale meticolosità è pari alla modestia con la quale si presenta, sostiene le sue tesi ed interpretazioni dei personaggi e descrive quanto utile, e necessario, per destare l’interesse del lettore, che per la classificazione dei libri di Luigina de Vito, nella maggioranza appartiene a quanti sono interessati della storia della Penisola Sorrentina in generale e di Sorrento ed il suo Piano, in particolare.

Il silenzio della Gioconda di Pippo Lombardo
Roma 2 (Basilica di San Paolo) di Yorgo Manis

Roma 2 (Basilica di San Paolo) di Yorgo Manis

La comprensibilità fenomenica, prerogativa storica di un approccio figurativo ancora valido, ci può aiutare a riflettere sul valore atavico della rappresentazione.

Hans-Georg Gadamer accosta la lettura di una poesia, quando è riuscita, allo sciogliersi di un canto. Da un insieme di momenti distinti, da una molteplicità di tentativi, l’esecuzione irripetibile fa risuonare la sua unicità in una nuova forma. Questa considerazione sulla pratica estetica chiude Il Silenzio della Gioconda, il testo di Pippo Lombardo pubblicato dall’editore Con-fine. Oltre a essere chiave di lettura del denso e coinvolgente dettato dell’autore, il pensiero finale ci aiuta a ricostruire una rete di corrispondenze tra le varie suggestioni presentate nel volume. Muovendosi liberamente nell’immaginario artistico classico occidentale, la trattazione mira al delineamento di una particolare visione della contemporaneità. L’intento è giungere ad esperienze recenti attraverso una prospettiva costruita nella piena coscienza dei contenuti dei capolavori del passato. L’attenzione si focalizza sulle varie stratificazioni filosofiche che sopravvivono nelle profondità delle scelte di segno e colore. Cercando di trasporre nel presente ogni istanza, l’autore suggerisce un punto di vista assolutamente attuale. In questo senso, ogni assunto si accompagna ad una spontanea rivalutazione della comprensibilità fenomenica. Prerogativa di un approccio figurativo ancora valido, questa particolare concezione della storia ci può aiutare a riflettere sul valore atavico della rappresentazione.

Cristina Fiore e Andrea Penzo si raccontano nella Collana Passeurs

Sarà pronto verso la metà di ottobre il nuovo libro di Cristina Fiore e Andrea Penzo che – questa volta – li vedrà raccontare se stessi attraverso un ricco percorso iconografico che ripercorre i loro anni di lavoro artistico indagato – per l’occasione – dalla penna e dal raffinato senso critico di Matteo Bergamini. Racconteremo

In libreria Risonanze Classiche di Lucia Schiavone

Il quinto volume della Collana Passeurs dedicata agli artisti contemporanei.

L’eco di una cultura lontana, dove l’equilibrio formale e il rapporto con la tecnica, con la conoscenza dei materiali e la confidenza con la teoria, emerge con forza dalle pagine di questo libro.

Quello di Lucia Schiavone è un percorso che parte da molto lontano e facendo tappa nel mondo del restauro, si dirige verso una continua scoperta di soluzioni compositive, attraversando tematiche e istanze che suonano come versi di piccole poesie da guardare e da portarsi dentro.

Poesie ora forti come la terra da cui traggono ispirazione, ora leggere come l’aria che muove le foglie degli ulivi che da quella terra traggono vitalità.

Poesie rivestite d’oro leggero, foglie che si posano sapienti a ricordo di antichi fasti, ma calati nel contemporaneo sentire dell’artista.

Inaugurata la collana 'effimera' con "Il silenzio della Gioconda" di Pippo Lombardo.

Attraverso l’analisi dell’artista contemporaneo, sempre più divo e sempre più schiavo del mercato e delle lusinghe del sistema arte, Lombardo lascia emergere un abbozzo di progetto che riporta – da un lato – l’artista ad una nuova consapevolezza libera dalle regole del sistema stesso; dall’altro – quello della critica verso un rinnovato ruolo speculativo, in grado di arginare l’esuberanza dell’impeto creativo (non certo per mortificarlo, ma per “educarlo”) ridando importanza all’opera attraverso la misurazione degli effettivi valori estetici, ma anche sociali storici psicologici…. 

Un continuo scambio dialettico: unica cura possibile per lenire le ferite di un’asfittica arte contemporanea e per spingere l’artista verso una ri-presa di coscienza che possa finalmente renderlo libero di fare della sua opera ciò che davvero sente. 

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