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Salvador Dalì. La ricerca dell’immortalità attraverso i media.

by / mercoledì, 12 Settembre 2018 / Published in Diario Semiserio

È un periodo che il cinema sta sfornando diversi film che parlano d’arte e di artisti: nei prossimi giorni uscirà un film intitolato Salvador Dalì. La ricerca dell’immortalità, sarà nelle sale il 24, 25 e 26 settembre.

Di Salvador Dalì ne abbiamo parlato tante volte, personaggio incredibile e sempre più avanti di tutti per visionarietà e per furbizia. Nel film c’è un’intervista molto interessante e di un’attualità pazzesca. In pratica lui dice che considera la televisione, il cinema, la stampa, il giornalismo come il mezzo moderno più importante di degrado e di “cretinizzazione” delle masse; ma adorava utilizzarli perché dal punto di vista pratico, diceva: “più persone seguono Dalì, più salgono i prezzi dei miei quadri. Visto che è così, sarei un perfetto idiota se non li utilizzassi”.

Più persone ‘seguono’ Dalì… vi ricorda niente la parola ‘seguono’?  Cosa penserebbe Dalì oggi dei social network, di facebook, di youtube, di internet, ecc.? Probabilmente la stessa cosa, forse li definirebbe ancora di più mezzi di cretinizzazione di massa ma, secondo voi, non li utilizzerebbe???

Sicuramente sì. Dalì aveva capito benissimo il rapporto fra esposizione sui mezzi che aveva a disposizione allora e la crescita del suo brand, del brand Salvador Dalì, e di conseguenza delle quotazioni delle sue opere.

È stato in grado di costruire il personaggio Salvador Dalì con metodo e sfruttando tutti i canali che aveva a sua disposizione, pur non apprezzandoli ma, in qualche modo, il fine giustificava i mezzi… di massa!

Tornando ai giorni nostri e a tutti quegli artisti che disprezzano i vari social e li snobbano e/o pensano che se ne possa fare tranquillamente a meno perché loro sono Dio e quindi prima o poi il successo scenderà sul loro capo e li eleverà nel paradiso dell’arte contemporanea. Cosa direbbe a queste persone Dalì? Sicuramente una parola sola: idioti!

Dalì, che era Dalì e sicuramente si sentiva un Dio – e forse un po’ lo era anche – non si permetteva di fare così lo schizzinoso davanti alla potenza e alla portata che avevano i canali di comunicazione dei suoi tempi, ovvero la televisione, il cinema e la stampa. Coma avrebbe fatto, diversamente, a diffondere la sua immagine, le sue performance, le sue pazzie, a tutto il mondo? Se oggi possiamo vederlo all’opera è perché non ha disdegnato di “postare” i suoi video, i suoi filmati in ogni dove, ovunque gli era possibile. E non c’è alcun dubbio che gli artisti che hanno avuto più successo in vita sono stati anche dei grandi e degli abili comunicatori. Attenzione: non ho detto i più grandi artisti, ho detto gli artisti che hanno avuto più successo in vita.

Oggi la situazione credo sia anche peggiorata: neanche dopo la morte vi scopriranno se non siete riusciti, in vita, a ritagliarvi un vostro spazio sia online che offline. Un artista che sicuramente sta facendo un ottimo lavoro in questo senso è Federico Clapis, seguitelo sui suoi vari canali. Al di là che le sue opere ci piacciano o meno porta avanti un lavoro di comunicazione molto interessante e sicuramente può essere preso ad esempio su come si possa fare a crearsi un proprio pubblico in rete che poi ti segue in tutto ciò che fai e soprattutto compra quello che fai. Ovviamente non bisogna copiare, ma prendere spunto per poi crearsi un proprio stile è sicuramente un buon punto di partenza.

Ovvio che tutto ciò da solo non basta e bisogna anche essere veramente bravi nel proprio lavoro. Troppo spesso, invece, assistiamo al problema opposto: artisti che non valgono una cicca ci riempiono i feed di roba orripilante nella speranza di chissà che… manca molto la capacità di autocriticarsi e di capire che prima bisogna crescere, prima bisogna arrivare ad un livello minimo sindacale, poi uscire sulla pubblica piazza e farsi conoscere.

Quindi se avete del talento e volete fare gli artisti, imparate a raccontarvi, a raccontare il vostro lavoro e le vostre idee su tutti i canali che avete a disposizione, anche se non vi piacciono e se non lo fate, non vi stupite se un giorno vi appare Dalì in sogno e vi dice: idioti, la ricerca dell’immortalità parte anche da qui.

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