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Lo stregone Gioele di Marco Aragno

by / giovedì, 10 Luglio 2014 / Published in blog, Collana Transfert, Gennaro Chierchia

Lo stregone Gioele di Marco AragnoDoveva essere stato un incantesimo. O qualcosa del genere. Fatto sta che viaggiava attraverso le frequenze tv. Perché un intero quartiere era finito da un giorno all’altro incollato al televisore. Tutti a guardare un canale privato che mandava in onda pubblicità di materassi, soap opera e show demenziali.

Una pandemia di imbecillità.

E non parliamo mica dei Mondiali o della serata finale di Sanremo. Quanto piuttosto di un fenomeno strano, paranormale. Già, perché chi stava a guardare quel canale perdeva nel giro di pochi giorni tutta la materia cerebrale. Puff! Il cervello risucchiato!

I pochi scampati all’incantesimo giuravano che l’arrivo della malattia era coinciso con la visita di un mago con la bandana, sul metro e settanta e l’accento meneghino, che si era passato tutti i citofoni della zona. “Fatemi benedire il vostro televisore e vi renderò la testa leggera”, disse.

E la testa divenne davvero più leggera.

Non appena il mago entrò in casa di tutti e benedì con un mix di slogan ogni televisore, non ci fu vecchio, bimbo o massaia che non si facesse succhiare il cervello dal canale col biscione. In quattro e quattr’otto nel quartiere non rimase traccia di vita intelligente.

L’incantesimo, secondo i dati folli forniti dall’Auditel, dura tutt’ora.

Questo racconto inedito scritto da Marco Aragno è stato ispirato dal personaggio del libro di Gennaro Chierchia In Limbo: lo stregone Gioele.

Collana Transfert

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