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Corso Italia News | Pablo Picasso approda a Sorrento: intervista a Gino Fienga, direttore editoriale ed esperto d’arte | Di Cristina Gargiulo

by / lunedì, 19 Maggio 2014 / Published in blog

Il pasto frugale di Pablo PicassoIl 30 maggio, a Villa Fiorentino, verrà inaugurata la mostra “Picasso. Eclettismo di un genio”. Un evento dalla portata straordinaria, che conferma il grande impegno della Fondazione Sorrento e del Comune di Sorrento nel difficile percorso intrapreso, per dare alla città la possibilità di affermarsi come punto di riferimento artistico-culturale in tutto il centro sud. La mostra si caratterizza per la presenza di 8 collezioni grafiche complete, 25 ceramiche provenienti da una collezione privata e dal Museo Internazionale della Ceramica di Faenza, oli ed opere uniche, come: “Le cocu magnifique”, “Venti poemi di Gongora”, “La Célestine”, “Sable Mouvant”, “Suite des Saltimbanques”, “Il Tricorno”, “Storia Naturale”, “Balzac en Bas de Casse” e “Barcelona Suite”, predisposte in ordine cronologico “a ritroso” per permettere al visitatore di ripercorrere l’evoluzione stilistica di questo grande genio spagnolo, dagli anni giovanili, fino alla maturità. L’evento è supportato dal comitato scientifico composto da Mariastella Margozzi, direttrice del Museo Boncompagni Ludovisi di Roma e da Claudia Casali, direttrice del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza. Il catalogo, edito da con-fine, conterrà testi critici di Mariastella Margozzi, Claudia Casali e Gino Fienga e le fotografie dell’allestimento, oltre alle immagini delle opere esposte. L’evento, inoltre, non trascura l’aspetto 2.0. Infatti, oltre alla pagina Facebook, “Picasso, Eclettismo di un genio.” costantemente aggiornata, è stato creato un apposito hashtag #PicassoSorrento che permetterà di raggruppare i vari scatti dei visitatori in un unico canale. Per saperne di più, abbiamo posto qualche domanda a Gino Fienga, direttore editoriale di con-fine, nonché esperto e critico d’arte. 

D. L’anno scorso Dalì quest’anno Pablo Picasso, due geni dall’anima molto simile, come mai questa scelta?

R. La scelta dei due artisti è assolutamente funzionale a raggiungere – principalmente – l’obiettivo che si è posto la Fondazione Sorrento, coniugando perfettamente bellezza territoriale, ospitalità e arte di un certo livello. E’ ovvio che ‘sotto sotto’ c’è anche un ‘filo conduttore’ che è quello di seguire la grande arte del ‘900 attraverso delle mostre monografiche e, in questo filone, è rientrata anche la mostra di Mario Sironi da poco conclusasi. Picasso, poi, è un personaggio che aveva la capacità di anticipare i tempi e le esigenze della società, moderno nelle forme, ma al tempo stesso, rispettoso del mondo classico. Questo profilo si unisce in maniera perfetta con Sorrento, regina dell’ospitalità e sempre pronta ad evolversi e a sperimentare.

D. Quali sono le sue aspettative per questa mostra?

R. Questa di Picasso è una mostra a cui abbiamo voluto dare un taglio molto particolare, mettendo in luce un aspetto di Picasso, forse, meno noto, ovvero la sua capacità di muoversi fra le diverse tecniche artistiche: quindi soprattutto Picasso incisore e Picasso ceramista. In Italia queste tecniche sono ancora un po’ sottovalutate, forse perché assimilate più all’artigianato che all’arte. Niente di più sbagliato e Picasso stesso lo dimostra. Mi aspetto quindi, che questo messaggio riesca a passare come deve e che i visitatori apprezzino questa scelta poco “ruffiana”, ma sicuramente molto interessante e poco inflazionata.

D. Sorrento ha risposto bene alla mostra di Dalì, crede sia pronta ad accogliere Pablo Picasso?

R. Sorrento è sempre divisa fra l’entusiasmo di chi segue queste iniziative e le accoglie come meritano e coloro che le osteggiano e/o se ne disinteressano addirittura. Questo perché noi italiani, in generale, siamo sempre un po’ autolesionisti e non siamo ancora pronti a capire che in certi momenti e in certe situazioni dovremmo andare tutti nella stessa direzione, ovvero verso la valorizzazione dei nostri luoghi e della nostra offerta turistica. Quindi diciamo che una parte è pronta e un’altra no. Chi, invece, risponde benissimo è il turista, che trova in queste iniziative un valore aggiunto e un motivo di ritorno in più rispetto ad altre destinazioni.

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