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Come ti disegno la cartina di Meta?

by / martedì, 13 Gennaio 2015 / Published in blog, luoghi
Cartina storica di Meta - il Casale

Particolare della Cartina storico-turistica di Meta – il Casale e dintorni

E’ un po’ di tempo, ormai, che stiamo lavorando ad un progetto molto impegnativo sia dal punto di vista tecnico che da quello editoriale: la cartina storico-turistica di Meta.

Carlos Pambianchi, ha avuto l’arduo compito di ‘riportare su carta’ strade, monumenti, chiese, parchi, di questo piccolo, ma interessante paese della Penisola sorrentina.

Al termine del suo lavoro, quindi, gli abbiamo chiesto di raccontarcelo per conoscere nel dettaglio come ha affrontato questa piccola ‘sfida’.

La tecnica utilizzata è quella del pastello ad olio e matita su carta. E’ stata scelta per la capacità di olio e grafite di fondersi ed impastare.

Ha iniziato riproducendo in scala tramite scanner e plotter la planimetria urbanistica del Comune; dopodiché l’ha riportata su un foglio ad elevata grammatura, stendendo subito dopo uno strato uniforme di bianco pastello che permettesse di far trasparire la pianta e di fare da fondo al disegno successivo, garantendo un impasto migliore dei colori e della matita.

E’ stato poi il turno del disegno tridimensionale dei volumi edilizi, dell’orografia e del reticolo stradale.

Una volta completato questo, a matita su fondo bianco pastello, ha proceduto con la colorazione della vegetazione di fondo e dei rilievi, delle strade, degli edifici comuni e poi di quelli di interesse storico con le coperture in evidenza tramite colori più appariscenti; quindi della vegetazione in primo piano, infine la zona costiera e marina.
Le maggiori difficoltà di questo genere di lavoro stanno, non solo nella dimensione ridottissima degli edifici, di cui bisogna comunque dare una rappresentazione ‘verosimile’ e sintetica allo stesso tempo (i pastelli ad olio sono stati usati in alcuni casi in schegge delle dimensioni della punta di un chiodo); ma anche nella necessità di realizzare a matita la stesura preliminare della rappresentazione tridimensionale – in modo che fosse ben visibile al fine di poter lasciare effettuare ad Andrea (che ha ideato, curato e coordinato tutto il lavoro) un controllo generale. Questo ha obbligato ad una colorazione successiva più difficoltosa ed attenta.
Ad Andrea poi il compito di portare a termine il lavoro, scrivando una breve storia di Meta, facendo le schede dei monumenti di maggior interesse e scegliendo il materiale iconografico che andrà a corredare il lavoro di Carlos.
Un bel gioco di squadra, faticoso ma riuscitissimo, di cui non vediamo l’ora di scoprirne il risultato… ma ci siamo quasi!

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