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Quel giorno

venerdì, 18 Ottobre 2013 by
Milena Nicosia | Scatola 39 | particolare

Questo è il quarto racconto che Sergio Saggese, l’autore di Codamozza, scrive per la rubrica Visioni mondaniche. Non aggiungiamo nulla perché noi non abbiamo avuto bisogno di sapere nulla per riuscire ad emozionarci ancora una volta con la sua scrittura. A voi i racconti che amiamo…

Milena Nicosia | Scatola 39 | particolare

 

È una diapositiva di quando stavamo al mare.

Quel giorno mi sono fatto scendere i tuoi capelli sulla testa.

Era l’estate del ’90. Scimmiottavamo come fanno in tanti scattandosi foto.

La Spiaggia

mercoledì, 09 Ottobre 2013 by
La spiaggia di Gennaro Chierchia

Guardando fuori sembra proprio che l’estate non ci sia mai stata, nebbia pioggia e freddo ci aspettano ogni mattina, ed è proprio per questo che abbiamo conservato questo racconto che Gennaro Chierchia ci ha regalato quando ancora il sole ci scaldava… per volare con la mente verso quei giorni di mare e di luce che non sono ancora così lontani.

Ti invitiamo a rilassarti immaginandoti di essere tu il protagonista e… buona lettura!

La spiaggia di Gennaro Chierchia

Come due gemelli siamesi dalla nascita indivisi

Visioni mondaniche

Voi ci siete mai saliti sulla Circumvesuviana? Quel ‘trenino’ che collega Napoli a diversi paesi dell’entroterra e della costa campana. Gennaro Chierchia, che vive a  Gragnano (la città della pasta) in provincia di Napoli e lavora nel nord Italia, conosce bene questo mezzo di trasporto e ci racconta i personaggi incontrati durante uno dei suoi viaggi di ritorno al suo paese.

Buona lettura!


La Circumvesuviana è un serpentone tatuato da mani giovani e febbrili su una linea ferrata biforcuta che porta alla metropoli napoletana in una direzione e alle spiagge della costiera nell’altra.

Una città fottuta

martedì, 16 Luglio 2013 by
Una città fottuta - Visioni Mondaniche | Sergio Saggese

Visioni Mondaniche | Sergio Saggese

Ho incontrato stamattina il mio vecchio amico Tettarella.

Non è il caso di spiegarvelo il significato del suo soprannome. Troppo volgare. Magari lo specificherò, questo sì, lo specificherò in uno dei miei prossimi romanzi; visto che ha abbastanza stoffa, credo, per divenire un personaggio.

Ci capita spesso di fare un tratto di strada assieme a me e a lui, e camminiamo a lungo quando succede, separandoci una volta arrivati sulla stazione, visto che prendiamo treni diversi.

Villa San Marco

giovedì, 04 Luglio 2013 by
Visioni mondaniche | Villa San Marco

Visioni mondaniche

Mi addentro tra le case dei contadini camminando su un sentiero che è il corpo di un serpente in movimento; casupole di pietra e terra battuta sotto i miei piedi. Al di là di reticolati di ferro una capra di pelo bianco-nero e marrone mastica in piedi indifferente al mio passaggio. Il monte Croce è una stella lontana che non brilla contro il cielo candido di questa giornata di sole.

Ci sono vite di una sola parola

lunedì, 24 Giugno 2013 by
Ci sono vite di una sola parola

Sergio Saggese

Mi ci vogliono solitamente dieci minuti buoni per arrivare sulla stazione dalla quale prendo tutte le mattine, da anni, il treno delle sette. Attraverso, per arrivare al mio binario, un sottopassaggio che puzza di piscio e ammoniaca, e sulle cui pareti ci sono scritte disperate, numeri telefonici e disegni di falli.

Una volta sulla banchina, non mi siedo, non m’è mai piaciuto, vado avanti e indietro a leggere le scritte sui muri. Mi affascinano.

La Villa di Arianna

martedì, 04 Giugno 2013 by
Villa Arianna di Gennaro Chierchia

Villa Arianna di Gennaro ChierchiaSulla collina il cui nome è un rettile-predatore, Varano, c’è una stradina laterale che conduce alla villa. Scrivo nome e cognome in un rigo sul librone degli ospiti, indicando la residenza. È un sondaggio sui visitatori del sito archeologico. L’uomo in divisa mi fa strada, ignoro che per un paio d’ore egli sarà il mio Virgilio. Lungo il margine del sentiero di pietrisco sono sistemati tre capitelli sequestrati a chi aveva provato a farne un tavolo, mozzati dalle rispettive colonne, probabilmente adornanti e sostenenti edifici romani originariamente siti nella punta dello Stivale. In uno il taglio di un flex interrotto prima dell’irreparabile disastro.

La Cappella Sansevero

giovedì, 30 Maggio 2013 by
La Cappella Sansevero | Visioni Mondaniche | Gennaro Chierchia

Visioni Mondaniche | Gennaro Chierchia
I palazzi mi si curvano addosso con il loro carico di panni appesi ad asciugare sui fili di ferro agganciati alle barre metalliche che sono i bracci delle finestre, interrotti in un abbraccio a metà colla finestra omologa. Sono giganti lunghi come la strada di cui sono piantoni, che è un vicolo a una corsia in cui mi figuro dall’alto indifeso come un soldato sotto il tiro di un cecchino munito di fucile di precisione nascosto all’interno di un campanile. La gente che mi passa accanto e che mi sfiora non mi protegge colla sua carne accaldata. Quelle pietre erte a difesa dei pedoni sono le lapidi che tutti noi ci meriteremmo.

Memorie

giovedì, 23 Maggio 2013 by
Memorie di Sergio Saggese

Memorie di Sergio SaggeseA Forcella c’è una pizzeria di sì e no sei tavoli.

Mi ci infilo per mangiare un boccone e m’assegnano un tavolo di appena due posti piazzato sotto a una finestra fioca. Ho gli occhi ‘che si avviano’ ormai, un modo per dire ‘non più efficienti’. Ho appresso sempre un libro, per speranza, ma temo proprio che stavolta non riuscirò a leggere. Guardo le pagine, adesso, e per mettere a fuoco li distanzio i miei libri, tendendo gli avambracci come a soppesare neonati. È presbiopia sì, ma anche assunto che la verità ha bisogno di distanza.

C’è poco spazio nel locale, e forte odore di fritto e di aliti.

L’apartheid ed il cibo elettronico

Visioni Mondaniche
Eccomi a fare i conti con i tempi bizzarri del sole londinese. Provo ad inseguirlo per un po’, illudendomi dei due minuti di raggi che mi hanno investito. Mi ritrovo così a Wood Green, un agglomerato della potenza che può essere questa città. Efficienza sulle strade, sequenza di alimentari di estrazioni etniche differenti:  odore di cibo turco e vodka russa; annunci immobiliari e di tutto fare nelle lingue più disparate; la cordialità imposta a tutti, ma la difficoltà evidente di restare per più di venti minuti con la stessa persona, in un medesimo posto, senza avere mete o appuntamenti. Sognando uno spazio morto dove poter non seguire il sole, m’imbuco in un pub ormai a me familiare.

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