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Lo stregone Gioele di Carlos Pambianchi

mercoledì, 30 Luglio 2014 by
In Limbo - Gennaro Chierchia

Illustrazione-gigante- Carlos-PambianchiCi fu un tempo in cui Gioele fu come tutti gli altri. Poi quel tempo finì, perché così doveva essere, a quanto pare. Gioele crebbe, crebbe tanto che tutti dovettero abituarsi a guardarlo a naso all’insù; e lui a chinarsi all’ingiù, fino a far della schiena una grande gobba. Lungo lungo ed inarcato se ne stava, e pensando che quei minuscoli compatrioti faticassero sempre più a sentirlo da quell’altezza, gridava e tanto forte che a quelli parevan le trombe della fine del mondo; quelle specie di formiche di cui un tempo faceva parte ora lo guardavano con gran meraviglia e soggezione. “Sono io, sono io, son sempre io” badava a dire, lungo e ritorto come un glicine staccatosi dal muro su cui era cresciuto; e quelli tra loro, guardando quell’uomo che pareva un laccio da scarpa svolto “certo che è proprio un gran stringone!”. E parlavano parlavano parlavano ed ancora parlavano di quel ‘Gioele Gran Stringone’; e parlando parlando parlando, sui passi di chi fuori se n’andava in terre lontane, di bocca in bocca la sua storia passò, e tanto masticata fu da tutti come neanche l’erba in bocca ad un bove.

Lo stregone Gioele di Marco Aragno

giovedì, 10 Luglio 2014 by
In Limbo - Gennaro Chierchia

Lo stregone Gioele di Marco AragnoDoveva essere stato un incantesimo. O qualcosa del genere. Fatto sta che viaggiava attraverso le frequenze tv. Perché un intero quartiere era finito da un giorno all’altro incollato al televisore. Tutti a guardare un canale privato che mandava in onda pubblicità di materassi, soap opera e show demenziali.

Una pandemia di imbecillità.

Lo stregone Gioele

martedì, 01 Luglio 2014 by
In Limbo - Gennaro Chierchia

RoulotteAndiamo verso una roulotte con gli pneumatici a terra inchiodata in una discarica a cielo aperto: bozzoli di ferro arrugginito e plastica bruciata, carcasse d’auto e cumuli di rifiuti.
Il mio amico sale la scaletta e batte il pugno sulla porta di alluminio. Io resto alle sue spalle.
Apre un uomo in vestaglia di flanella.
«Salve. Scusatemi se non ho aperto subito ma non potevo ignorare il richiamo della natura».
«Eri al bagno».
Il mio amico si volta e mi fa l’occhiolino.
«Sì ma non volevo dirlo esplicitamente davanti al tuo amico, che non ho il piacere di conoscere. A proposito: io sono Gioele».
Gli dico il mio nome e lui ci invita a entrare nella roulotte.

Una persona civile

martedì, 10 Dicembre 2013 by
Una persona civile

Gennaro Chierchia ci regala un altro racconto per la nostra rubrica Visioni mondaniche. Vi auguriamo, come sempre, buona lettura e vi chiediamo: per voi chi è una persona civile?

Una persona civile

Ho dormito coi barboni una notte, nella stazione centrale di Milano, mentre a una quindicina di metri al di sopra della mia testa un operaio ripuliva dalla fuliggine, dentro una maschera e una tuta bianca, le grandi volte di acciaio a difesa dei treni frecciarossa che, come siluri costosi, riposavano sui binari dopo avere fiancheggiato per ore la dorsale appenninica del Bel Paese a una media di 300 chilometri orari. Solo un sedile di ferro separava la vecchia conciata come una baldracca da me; emanava un fetore che non avrei sopportato a lungo se, magicamente, non fosse scomparso all’improvviso (o forse erano solo le mie narici che se n’erano presto assuefatte).

Tecniche di separazione

martedì, 29 Ottobre 2013 by
Tecniche di separazione - Visioni mondaniche | Gennaro Chierchia

Eccoci qua con un nuovo racconto di Gennaro Chierchia, il nostro infaticabile scrittore… buona lettura a tutti!

Visioni mondaniche | Gennaro Chierchia

È arrivata per me la stagione dell’isolamento e nel contempo della conoscenza di me stesso. Per questo ho messo via gli amici e i vecchi amori. Ho pensato che gli altri vivano meglio senza di me e che io viva meglio senza di loro. Ho rifiutato inviti di matrimonio. Ho ignorato telefonate e messaggi. Ho inviato e-mail in cui non sono stato sincero. Ho fatto terra bruciata intorno a me. Ho visto i fuochi del pastificio Garofalo esplodere nel cielo stellato, creare stelle nuove subito morte, appoggiato al muro sul balcone di casa dei miei.

La Spiaggia

mercoledì, 09 Ottobre 2013 by
La spiaggia di Gennaro Chierchia

Guardando fuori sembra proprio che l’estate non ci sia mai stata, nebbia pioggia e freddo ci aspettano ogni mattina, ed è proprio per questo che abbiamo conservato questo racconto che Gennaro Chierchia ci ha regalato quando ancora il sole ci scaldava… per volare con la mente verso quei giorni di mare e di luce che non sono ancora così lontani.

Ti invitiamo a rilassarti immaginandoti di essere tu il protagonista e… buona lettura!

La spiaggia di Gennaro Chierchia

Come due gemelli siamesi dalla nascita indivisi

Visioni mondaniche

Voi ci siete mai saliti sulla Circumvesuviana? Quel ‘trenino’ che collega Napoli a diversi paesi dell’entroterra e della costa campana. Gennaro Chierchia, che vive a  Gragnano (la città della pasta) in provincia di Napoli e lavora nel nord Italia, conosce bene questo mezzo di trasporto e ci racconta i personaggi incontrati durante uno dei suoi viaggi di ritorno al suo paese.

Buona lettura!


La Circumvesuviana è un serpentone tatuato da mani giovani e febbrili su una linea ferrata biforcuta che porta alla metropoli napoletana in una direzione e alle spiagge della costiera nell’altra.

In Limbo - Gennaro Chierchia

Della serie ‘come in libreria’ o quasi, vi proponiamo la lettura del primo capitolo di In Limbo, romanzo della collana Transfert scritto da Gennaro Chierchia.

In Limbo parla della ricerca dell’amore, dell’amicizia e di sé stessi attraverso un susseguirsi di eventi tra la commedia e la tragedia. Non mancano magia, alieni e avventura per una lettura mai scontata e, anzi, spesso sorprendente!

Scaricalo e divertiti!

Villa San Marco

giovedì, 04 Luglio 2013 by
Visioni mondaniche | Villa San Marco

Visioni mondaniche

Mi addentro tra le case dei contadini camminando su un sentiero che è il corpo di un serpente in movimento; casupole di pietra e terra battuta sotto i miei piedi. Al di là di reticolati di ferro una capra di pelo bianco-nero e marrone mastica in piedi indifferente al mio passaggio. Il monte Croce è una stella lontana che non brilla contro il cielo candido di questa giornata di sole.

La Villa di Arianna

martedì, 04 Giugno 2013 by
Villa Arianna di Gennaro Chierchia

Villa Arianna di Gennaro ChierchiaSulla collina il cui nome è un rettile-predatore, Varano, c’è una stradina laterale che conduce alla villa. Scrivo nome e cognome in un rigo sul librone degli ospiti, indicando la residenza. È un sondaggio sui visitatori del sito archeologico. L’uomo in divisa mi fa strada, ignoro che per un paio d’ore egli sarà il mio Virgilio. Lungo il margine del sentiero di pietrisco sono sistemati tre capitelli sequestrati a chi aveva provato a farne un tavolo, mozzati dalle rispettive colonne, probabilmente adornanti e sostenenti edifici romani originariamente siti nella punta dello Stivale. In uno il taglio di un flex interrotto prima dell’irreparabile disastro.

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