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Capri | Il segno di Picasso

by / domenica, 20 Luglio 2014 / Published in Rassegna Stampa

In un viaggio a ritroso dalla maturità alle radici della sua arte l’eclettismo del genio spagnolo. A Sorrento una grande rassegna della sua produzione grafica e scultorea.

Dopo il successo degli appuntamenti dedicati a Mimmo Paladino, Salvador Dalì e Mario Sironi, prosegue il ciclo dei grandi eventi d’arte firmato dalla Fondazione Sorrento con il sostengo del Comune. Fino al 12 ottobre l’estate sorrentina sarà illuminata da Picasso. Eclettismo di un genio. Gino Fienga, il curatore, in collaborazione in un comitato scientifico composto fra gli altri da Mariastella Margozzi, direttrice del Museo Boncompagni Ludovisi di Roma, e da Claudia Casali, direttrice del Museo Internazionale di Ceramica di Faenza, ha raccolto per l’occasione oltre 240 incisioni grafiche, una trentina di ceramiche e opere uniche da musei e collezioni private; un contributo alla riscoperta di una parte forse ancora troppo poco conosciuta dell’immensa produzione di Picasso. L’attività dell’artista spagnolo si è declinata in decine di stili e tecniche diverse; dal cubismo al classicismo, dalla pittura al disegno, dall’acquaforte alla puntasecca, dalla terracotta alla ceramica. L’allestimento conduce il visitatore in un viaggio a “ritroso” verso le radici dell’arte picassiana, dalle opere della maturità a quelle giovanili: un percorso senza soluzione di continuità, pur nell’incessante mutevolezza della sperimentazione, come sembra voler suggerire la cornice rossa che inquadra tutte le opere esposte. Dalla serie Le Cocu magnifique del 1968, passando per Barcelone Suite, Le sabbie mobili e La Celestine (1966), Balzac en Bas de Casse (1957), Venti Poemi di Gongora (1948), Storia Naturale (1942), Il tricorno (1920) fino alla celebre La suite des saltimbanques del 1913. Il segno è ovunque protagonista. Anche nelle ceramiche che campeggiano al centro di ogni sala, fra cui quelle donate al MIC di Faenza dopo le devastazioni subite durante i bombardamenti dell’ultima guerra.

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