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Ingresso nel Labirinto di Arnaldo Pomodoro - art mediaBook

L’ingresso nel labirinto di Arnaldo Pomodoro è un invito nei meandri di un percorso, dove il tempo è trasformato in spazio e lo spazio a sua volta diventa tempo. Una riflessione su tutto il lavoro di uno dei più grandi scultori del novecento, un gesto di riappropriazione e di recupero di un’attività artistica che ha attraversato i decenni della sua vita e ne costituisce una sorta di sintesi.

a cura di Aurora Donzelli, Federico Giani, Gino Fienga

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Gianni Otr - Through the Mirror

Through the Mirror è il secondo viaggio di con-fine attraverso l’opera di Gianni Otr che in questo volume cerca ancora di più di andare oltre il mezzo fotografico: ci si addentra sempre di più e sempre più naturalmente, in un mondo fatto solo di pura luce e immaginazione informale.

a cura di Gino Fienga

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scripta manent - art mediaBook

scripta manent è l’estratto di un grande archivio social di scritte sui muri fotografate sui muri delle nostre città: “superfici di sacrificio”, dove le scritte appaiono e scompaiono. E soltanto la fotografia e l’archivio senza memoria di internet sono in grado di fissarle eternamente nel tempo.

a cura di Gabriele Conta, Dario Giordanelli e Gina Risoleo

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L'arte libera - art mediaBook

L’arte libera di Lanfranco è una storia che è andata oltre alle epoche e alle correnti, alle mode, alle tendenze dei periodi storici e sociali, civili e religiosi che il novecento ha attraversato e che via via sono nati, scomparsi, consolidati e conformati. Con Lanfranco siamo oltre il tempo e lo spazio, oltre il novecento e i confini del mondo, alla ricerca di un sogno fantastico.

a cura di Vittorio Spampinato

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Illusiosns - art mediaBook

Illusions formalizza il definitivo distacco di Gianni Baggi dal mestiere di fotografo professionista, per ricondurre il fine del suo lavoro esclusivamente a quello della ricerca estetica.
Otr non ha alcun significato: è il suono che lo accompagna nel difficile cammino verso la poiesi, l’onda che diventa mantra impazzito e identità del suo essere artista.

a cura di Gino Fienga

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In occasione della mostra Manet – Incisioni ospitata dal Ca’ la Ghironda – ModernArtMusuem, Zola Predosa (B0), dal 17 marzo al 28 aprile 2019 è stato realizzato un catalogo dove sono presenti le 30 incisioni realizzate dall’artista francese tra il 1860 e il 1882 utilizzando le tecniche dell’acquaforte, dell’acquatinta e della puntasecca. Acquistate nel 1905 da Alfred Strölin per essere tirate in 100 esemplari, le 30 lastre rappresentano una raccolta esaustiva della produzione dell’artista. Furono, infatti, selezionate come le opere più indicative della sua ricerca sul mezzo per dar vita ad una delle tre maggiori edizioni postume dedicate all’esperienza grafica del Maestro. Nel caso di Manet, infatti, le pubblicazioni postume risultano indispensabili per lo studio della sua ricerca grafica, non essendo mai state realizzate da lui o dagli stampatori con cui all’epoca lavorava vere e proprie edizioni panoramiche della sua produzione.
In catalogo il testo critico “Édouard Manet, Istinto e libertà nelle lastre anti-virtuose dell’edizione Strölin” e scheda delle opere di Chiara Gatti e il testo di presentazione di Vittorio Spampinato e Walter Marchionni.

a cura di Vittorio Spampinato

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Sorprendente il percorso artistico ed espositivo che Roberta Diazzi ha fatto in pochi anni. Ma ancora più sorprendenti i traguardi che l’artista modenese ha raggiunto per meritocrazia con le proprie risorse. Notevole la coerenza con la quale ha perseguito uno stile personale nel tempo, pur variando i materiali e i temi dei soggetti raffigurati.

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Terry Atkinson: “Poiché all’epoca, nel 1973, il concettualismo era ancora, ma solo da poco, considerato come una delle ultime “audaci” mosse nella linea della pratica artistica avanzata, e questo modello aveva caratterizzato il modernismo durante tutto il ventesimo secolo, avevo cominciato a pensare che i problemi che iniziavano ad emergere all’interno del concettualismo erano solo un sintomo. Il problema generale era lo slancio ideologico del modernismo stesso. Nella pratica artistica, la particolare forma attraverso la quale il modernismo si è espresso era il modello d’avanguardia del soggetto artistico. Mi sono impegnato a tentare di pensare e provare a fare di un soggetto artistico, una critica al canone modernista, al modello d’avanguardia del soggetto artistico stesso.”

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