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Le Rubriche di con-fine
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L'Editoriale |
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Ricettore di risonanze, degli echi destati dalle tematiche, analizzate in cerca delle ramificazioni più suggestive presentate con un artista che possa essere esemplare rispetto alla trattazione. |
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Kaleidos è lo spazio della rivista dedicato principalmente all’arte non occidentale, quella che cerca di esplorare il mondo “altro”, al di là della visione eurocentrica che sovente pare dominare il panorama artistico italiano. È un luogo virtuale d’incontro, e a volte di scontro, fra più mondi ancora spesso fra loro contrapposti; è lo spazio dedicato ad un modo diverso, ma in realtà complementare a quello europeo, di concepire l’Arte. Gli artisti presentati, infatti, spesso famosi nel proprio paese, sono solitamente poco conosciuti in Italia. Un viaggio assolutamente visivo e mentale, ma non meno affascinante, da un continente all’altro.
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Questa
sezione della rivista è il nucleo centrale rispetto al tema
monografico, ed è lo spazio in cui le scelte critiche
prendono forma di proposizione artistica con articoli di
analisi approfondita sull’opera di autori appartati, meno in
luce all’interno del sistema dell’arte, ma che seguendo la
linea editoriale assumono un valore di raffinatezza e di
qualità molto ben delineate in un canone seppure aperto
rispetto a un certo tipo di immagini di matrice comunicativa
o coscientemente concettuale.
Passeurs Scultura
Passeurs Fotografia |
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Nell'attraversare il con-fine
fra il passato ed il futuro è necessario considerare i nuovi
media essenziali a restituire una visione più completa del
composito mondo dell'arte. |
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Alla scoperta del libro d'artista, dove la ricerca sui materiali si interseca con lo studio poetico di contenuti evocativi che si rifanno alla magia della parola scritta. In ogni numero di con-fine le pagine di questa rubrica rendono omaggio a questi preziosi oggetti che rendono sempre possibile e reale la trasformazione del mondo. |
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a cura di Pippo Lombardo Entra tra le pieghe del tessuto iconografico per trarne suggestioni che prendono forma di visoni nelle parole che così tentano di spiegare criticamente il rapporto che corre tra le comunicazioni che abbiano finalità artistiche in senso lato, con scambi di suggerimenti dalla parola alle arti visive, o anche dalla musica alle arti visive, per poi strutturarsi ancora in parole che suggeriscano osservazioni a volte poco ortodosse, ma che risultano di profondo significato. Si sperimenta così il tentativo di sottolineare che più una comunità ampia le sue possibilità di comunicazioni artistiche più essa accresce l’ambito artistico che quindi alimenta se stesso, arricchendo i fruitori tutti, dal più colto al più sprovveduto, dal più adulto al più giovane. |
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I nostri
discorsi non riuscirebbero a scavare a fondo e raggiungere
le pieghe più nascoste delle ragioni che sottendono la
ricerca estetica se non fossero supportati da uno sguardo
attento e critico alla letteratura che si va scrivendo in
background e che in un certo senso fa da voce della
coscienza critica contemporanea. |
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