Bologna. L'Arte all'ombra delle Torri.

di Chiara Presepi

 

 

 

….Tutte le strade portano a Bologna. Ci si arriva da nord e da sud. Da est e da ovest. Dai monti e dalla pianura. Dalle vie latine, dalle ferrovie pontifice o postmoderne, dalle autostrade repubblicane.
Si scende lungo la via Emilia lasciandosi alle spalle le brume già lombarde di Piacenza…
O si risale verso le pendici che ondulano la pianura di Cesena e Rimini annunciando in un tremolio continuo il mare, o dalla via della Futa che oggi ha conquistato il fascino storico dell'isolamento dei tornanti che da Fiorenzuola cullano il viaggiatore lungo il saliscendi silenzioso verso le conche vellutate di Monghidoro, Loiano fino a Pianoro, Rastignano, San Ruffillo fino a porta Santo Stefano…

(da Matteo Marchesini, Perdersi a Bologna, Ed. Interculturali, Roma 2006)

   

Sommario n.6

con-

Bologna. L'arte all'ombra delle Torri.

Chiara Presepi, pag.10

memoria

Leggere la città.
Luciana Ricci Aliotta, pag. 12

bolognacontro

Gianni Testoni.

Una voce fuori dal coro

Gino Fienga, pag.15

equilibri

Dal caos alla sintesi: la Bologna di Gilbert Kruft.

Matelda Buscaroli, pag.18

passeurs

Walter Materassi.

L’essenza riordinata del paesaggio.

Giuseppe Di Bella, pag.21

Massimo Fuligni.

La seconda possibilità dell’ispirazione.

Celeste Borraccino, pag. 27

- sinestetica -

quid

Bologna di ieri e di oggi: di sussurri e grida.

Pippo Lombardo, pag.32

correnti

Cultura e tendenze artistiche a Bologna
negli anni ’30-’40 del Novecento.

Mario Ricci, pag. 34

chiaroscuro

Giardini Margherita.

Francesca Conti, pag.36

exlibris

Libro d'Artista.

Intervista al Prof. Renato Barilli.

Manuela Gargiulo, pag.38

-fine

Labirinti di luci ed ombre.

Monica Mormone, pag.39

 
 
Le immagini presenti in questo numero sono dei seguenti artisti: Alessandro Giusberti, Niccolò dell'Arca, Gianni Testoni, Gilbert Kruft, Walter Materassi, Massimo Fuligni, Luciano Bertacchini, Umberto Tirelli, Ramiro Castro Xiques che ringraziamo per la loro disponibilità.
 
Si ringrazia inoltre per lo speciale contributo alla realizzazione di questo numero: Stefano Cusumano, Enzo Fabbiano, Svetlana Ostapovici, Maria Cristina Secci, Coral Torrents, Giuseppe Giannini, Renzo Mezzacapo, Paola Veronesi Testoni.

Nonchè:

 

 

Galleria Il Futurista - Crotone

 

 

Associazione Culturale per la promozione

dell'arte figurativa contemporanea

 

 

 

 

GALLERIA PROPOSTE

D'ARTE CONTEMPORANEA

 

 

Associazione Culturale

Mulini a Vento

 

 

 

 

ACCADEMIA DEI RAVVIVATI

Centro di promozione artistica

 

Comune di Pennabilli

 

 

 

 

 

E poi Bologna, la città dei portici delle stradine dissestate del centro, dei palazzi medievali e degli edifici color sabbia e mattone.

Da questo numero, a cadenza più o meno annuale, scopriremo lentamente le città italiane, gli artisti che le vivono, le immagini che le immortalano e le rendono icone eterne del percorso visivo della storia.
Non potevamo non partire dal luogo che ci ospita e che ha visto nascere la nostra rivista, per intraprendere questo viaggio che in maniera casuale ci farà scoprire i
percorsi nascosti del nostro belpaese.

La
mia Bologna è quella dell'Università, tra via Zamboni e San Giovanni in Monte, con la bici rosa a pedalare fino in fondo a via Toscana.
È la Bologna è dei vent'anni, quella di una studentessa fuorisede, entusiasta della città e dei ritmi che parevano eccitanti con lo sguardo rivoltole dal paesino di provincia: persone nuove, gruppi di studio, sinistra giovanile, cielle, incontri nelle o.n.g. per scoprire la cooperazione allo sviluppo internazionale; in sei in appartamento cercando di studiare e di immaginare cosa avremmo fatto; poi la neve dalla finestra di via Siepelunga che pareva cancellare l'identità cittadina, le feste improvvisate, l'aperitivo dopo le ultime lezioni di storia romana, vino e risate nelle osterie del Pratello, il ponte del primo maggio ai giardini Margherita con il primo sole d'estate, stesi sull'erba a suonare la chitarra. La Bologna soffocante e deserta nelle calure estive dell'ultima sessione di esami.

L'itinerario che abbiamo deciso di percorrere in questo numero, quindi, si muove sul filo dei ricordi, eco di chi la
metropoli contadina l'ha vissuta in tempi diversi e l'ha rappresentata creando un luogo delle emozioni e della mente.
Scorci reali raccontati, rielaborati sulla tela, nella materia.

Bologna di ieri, quella dell'
Alma Mater Studiorum più antica d'Europa, Bologna delle chiese, di una tradizione pittorica illustre che da Vitale da Bologna attraversa il Seicento d'oro dei Carracci, di Guido Reni, Guercino, il Settecento dei Gandolfi fino alle Avanguardie, al Novecento.
Reminiscenza storica che diventa via via ricordo di chi ha vissuto dall’interno il fermento artistico-culturale ed estetico dello scorso secolo.

Tra Accademia e goliardia, città vivace dove l'arte e la letteratura hanno lasciato segni leggibili e profondi, città
fatta di uomini e di idee, di studenti in piazza che si scontrano per il desiderio di un cambiamento sociale inevitabile che genererà opere come Piazza Maggiore di Kruft e le tavole medievali di Testoni, l'arte che racconta l'uomo del suo tempo attraverso la percezione.

Poi c'è la Bologna di oggi sicuramente più degradata e maleodorante, forse più spenta e assonnata, di un tempo; il giornalista Stefano Tassinari la racconta come
una città diventata fredda e modaiola, quasi del tutto priva di veri luoghi di aggregazione e di riflessione collettiva ma c'è chi invece dalla città trae di nuovo ispirazione per dare vita alle sue composizioni.

Ecco, allora, la Bologna degli oli di Materassi, oblò sulla metropoli, uno sguardo
allucinato che crea prospettive allungate, scorci artificiosi seppur riconoscibili, visti come da uno specchio convesso.
E ancora, gli scatti di Fuligni, che dall'obiettivo spia angoli della città per poi trasformarli grazie agli artifici della tecnologia, in uno spazio surreale, uno scenario del tutto personale.

Un viaggio breve insomma, tra parole e immagini attraverso la storia alla ricerca di una bellezza che a Bologna
non si pensa ma si respira e si fa commestibile (Guido Piovene).

C.P.