|
Nel viaggio di
con-fine fra i luoghi dell’arte, dopo Bologna,
Napoli e Venezia, ancora una volta come ogni mese di
Giugno entriamo nel perimetro di una città e ne
indaghiamo, senza guide o schemi preconcetti, gli
umori e le relazioni che intercorrono fra il
contemporaneo e i luoghi senza tempo.
Nell’anno che la rivista ha dedicato alla
spiritualità non si poteva non avvicinarsi a Roma,
che in Italia (e, dopo Gerusalemme, forse nel
mondo), più di ogni metropoli ha un forte legame con
il trascendente.
Oggi più niente sembra meravigliarci e sorprenderci
nelle nostre città, abituati come siamo a vederle
nelle pubblicità, sui libri illustrati, nei
documentari televisivi e quando le visitiamo ci
prepariamo spesso ad un viaggio già vissuto. Per
altro proprio l’Urbs è uno dei luoghi più
raffigurati di tutti i tempi.
Ma ancora una volta abbiamo cercato, come nell’opera
a fianco di Maria Elisabetta Novello, di mettere
insieme, tassello dopo tassello, il mosaico di ciò
che, partendo dalle ceneri del passato, diventa
opera d’arte contemporanea, lontana dalla banalità e
dall’oleografia.
Per questo cerchiamo sempre negli artisti che
scegliamo i passeurs, i passatori che ci traghettano
verso visioni altre, punti di vista differenti,
rappresentazioni inedite e assolutamente originali
che ci permettano di non rassegnarci al declino
della meraviglia.
con-fine, attraverso il suo incessante lavoro di
studio e di ricerca critica nelle pieghe più
nascoste della complicata mappa del mondo dell’arte,
vuole dimostrare che è possibile ancora stupirsi del
nuovo, lasciandosi guidare lontano dai facili
percorsi convenzionali, alla scoperta di visioni
sempre diverse, con scelte sempre di alto profilo
artistico e culturale.
Continuiamo il viaggio, dunque, in quel paese che ci
assomiglia tanto...
GF
|