|
[...] voglio
re-incantare e rimitologizzare.
Sono interessato a un’arte come via di conoscenza.
[...] Voglio impegnare la spiritualizzazione della
materia e la materializzazione dello spirito.
John Baldessari
Per tutto quest’anno
il rapporto fra arte e spiritualità sarà il filo
invisibile che terrà insieme le discussioni, gli
artisti, le immagini e tutto ciò che andremo ad
indagare in un ambito che si presenta vasto e
complesso, ma all’interno del quale cercheremo di
focalizzare quegli aspetti meno banali e meno ovvi.
Andremo alla ricerca di una divergenza dalla
materialità, un allontanamento dal quotidiano
approccio materialista nei confronti di ogni
problematica del vivere, per orientarci verso una
seria analisi su ciò che dall’origine avita è
rimasto ‘stampato’ nella nostra facoltà di avere
consapevolezza di quanto siamo uomini pragmatici e
scabri.
Questo, come sempre, attraverso l’approccio
dell’artista contemporaneo che, come lo ‘dipinge’
Donald Kuspit è, oggi, una sorta di avventuriero
prometeico, un individualista e una persona che
assume dei rischi in una società di pecore, un
“oltreuomo” che porta al timoroso gregge umano, per
usare l’espressione di Nietzsche, un nuovo tipo di
fuoco, che brucia le tenebre, e affronta nuove
intuizioni così come nuove visioni (Kuspit, 1993,
p.1).
Cercheremo di capire se è l’artista il vero filosofo
del nuovo millennio; se riesce ancora ad
oltrepassare i limiti della scienza e cogliere ‘il
tutto’, l’Infinito; se sperimentando quella fusione
tra conscio e inconscio, tra libertà e necessità ha
davvero la possibilità di intuire l’Assoluto.
Certo, finchè avrà la necessità di scoprire, di
andare oltre, di scavare sempre più a fondo questo
‘rapporto unitario’ fra spirito e materia, l’Arte
sarà sempre un veicolo di conoscenza e elemento di
raccordo nella relazione tra il cinismo dell’oggi e
la modernità dello spirito contemplativo di una
società che, tralasciando il fugace merito di
‘gesta’ insignificanti, dovrebbe porre sempre più
valore sulla ‘bellezza delle idee’.
GF
|