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Quando nel contesto artistico ci si imbatte in
termini simili a quelli ‘chiave’ che abbiamo scelto
come filo conduttore di questo ultimo numero
dedicato all’ambiente, il pensiero del nostalgico
dei movimenti del secolo scorso, non può che
ritornare alle espressioni dell’arte povera ed ai
lavori dei suoi più noti esponenti.
Credo che, bene o male, quello sia ormai un capitolo
chiuso, nonostante le mostre che si continuano a
riciclare (!) nei vari musei-contenitori italiani
(per quanto interessanti dal punto di vista
retrospettivo): pacchetti che girano le città col
solo scopo di stuzzicare il mercato e consolidare
gli investimenti dei collezionisti. Niente
aggiungono alla ricerca di ciò che invece si muove
in altre direzioni anche se spesso partendo da
simili presupposti.
Il piatto della bilancia del rapporto idea-estetica
non pende più, in questo nuovo millennio, sotto il
peso dell’esclusivo predomi-nio del concetto.
Tutt’altro. La ricerca estetica, per fortuna
(figurativa o meno che sia, non fa differenza
alcuna) sta ritrovando una sua vivacità, lontana
dagli imbrigliamenti delle ideologie e degli -ismi
che tanto piacciono a certa critica.
Il mondo è sempre più lontano dagli anni ‘60: le
idee hanno la stessa forza, forse ne hanno di più
per quella capacità che ha la rete globale che
stiamo tessendo a far diventare uragano un
venticello che si solleva chissà dove.
C’è bisogno di bellezza, e l’arte lo sa: se la
grandezza di un’idea è accompagnata dal gesto
estetico dell’artista che si riappropria della sua
capacità compositiva, questo non fa altro che
rendere quell’idea sublime in un rapporto sinergico
assolutamente vincente. Non c’è motivo di doversi
vergognare del piacere estetico come non c’è
giustificazione alle brutture che spesso siamo stati
costretti a subire in nome dell’importanza del
concetto. L’equilibrio crea opere immortali.
Ben venga quindi un nuovo rapporto fra il recupero e
la creazione, l’indipendenza da un sistema di regole
‘classicista’ ma nell’ambito di una nuova ricerca di
quel meraviglioso capace di colpire e suscitare
sentimenti.
I canoni sono cambiati, i materiali sono diversi e
quindi anche i rifiuti della società. Ma tassello
dopo tassello la bellezza di un tessuto di materiali
imprevedibili può calare con i suoi drappeggi sui
poveri orrori di qualche anno fa.
GF
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