con-fine n.16 - Dicembre 2009

Sommario

Arte e Ambiente.

Tra recupero e consumo..
 
 

Editoriale

 

Quando nel contesto artistico ci si imbatte in termini simili a quelli ‘chiave’ che abbiamo scelto come filo conduttore di questo ultimo numero dedicato all’ambiente, il pensiero del nostalgico dei movimenti del secolo scorso, non può che ritornare alle espressioni dell’arte povera ed ai lavori dei suoi più noti esponenti.
Credo che, bene o male, quello sia ormai un capitolo chiuso, nonostante le mostre che si continuano a riciclare (!) nei vari musei-contenitori italiani (per quanto interessanti dal punto di vista retrospettivo): pacchetti che girano le città col solo scopo di stuzzicare il mercato e consolidare gli investimenti dei collezionisti. Niente aggiungono alla ricerca di ciò che invece si muove in altre direzioni anche se spesso partendo da simili presupposti.

Il piatto della bilancia del rapporto idea-estetica non pende più, in questo nuovo millennio, sotto il peso dell’esclusivo predomi-nio del concetto. Tutt’altro. La ricerca estetica, per fortuna (figurativa o meno che sia, non fa differenza alcuna) sta ritrovando una sua vivacità, lontana dagli imbrigliamenti delle ideologie e degli -ismi che tanto piacciono a certa critica.

Il mondo è sempre più lontano dagli anni ‘60: le idee hanno la stessa forza, forse ne hanno di più per quella capacità che ha la rete globale che stiamo tessendo a far diventare uragano un venticello che si solleva chissà dove.

C’è bisogno di bellezza, e l’arte lo sa: se la grandezza di un’idea è accompagnata dal gesto estetico dell’artista che si riappropria della sua capacità compositiva, questo non fa altro che rendere quell’idea sublime in un rapporto sinergico assolutamente vincente. Non c’è motivo di doversi vergognare del piacere estetico come non c’è giustificazione alle brutture che spesso siamo stati costretti a subire in nome dell’importanza del concetto. L’equilibrio crea opere immortali.

Ben venga quindi un nuovo rapporto fra il recupero e la creazione, l’indipendenza da un sistema di regole ‘classicista’ ma nell’ambito di una nuova ricerca di quel meraviglioso capace di colpire e suscitare sentimenti.
I canoni sono cambiati, i materiali sono diversi e quindi anche i rifiuti della società. Ma tassello dopo tassello la bellezza di un tessuto di materiali imprevedibili può calare con i suoi drappeggi sui poveri orrori di qualche anno fa.

GF
 

 

con -

Arte e Ambiente.

Tra recupero e consumo.

Gino Fienga

percezioni

Ivana Spinelli.

Nessun segno particolare.

Matteo Bergamini

kaleidos

Brahim El Anatsui.
Tra recupero e tradizione.
Matelda Buscaroli  

passeurs

 

Shura Baggio.
Contro il duro assioma del sole.
Giuseppe Di Bella

 

Paredes.
Il
mio povero fiore.

Luciana Ricci Aliotta

 

Vicho.
La presentazione dell'assenza.
Gino Fienga 

in-camera

La rivoluzione della video arte.  

Nadia Lazzarini

details

Cambio d'abito.

Per una estetica del riuso.

Veronika Aguglia

exlibris 

Irene Catania.

L'irrevocabile mistero.

Giuseppe Di Bella

self-portrait 

Carol Rama.
Una regale treccia.
Lara Petricig
quid 

Alma Madre Natura.

Pippo Lombardo

- fine

Il riscatto della pittura.
Gino Fienga