Ho appena finito di leggere... Natale

Ho appena finito di leggere... NataleIn casa con-fine arrivano ogni giorno non vi dico quanti manoscritti.

Qualcuno manda il suo lavoro con una lettera di presentazione, qualcuno lo manda tipo newsletter a tutta una lista di case editrici che ovviamente non mette in copia nascosta ma lascia ben visibile (della serie: questa cosa interessa a qualcuno, chiunque sia?), c’è chi manda un’e-mail completamente vuota con il solo allegato, c’è chi manda la storia della sua vita… Insomma ce n’è per tutti i gusti!

Io mi sono fatta una promessa: leggerli tutti e rispondere a ognuno, perché un riscontro non si nega a nessuno, no?

Leggendo, leggendo, mi sono imbattuta in un romanzo che definirei ‘cupo’ al limite delle mie reali necessità di cupezza, ma, sì c’è un ma, è un testo da cui non ho saputo staccarmi e, pagina dopo pagina, mi ha tenuto imprigionata, non lasciandomi altra possibilità che continuare a leggere.

Questo romanzo inedito s’intitola ‘Dannazione’ e l’autore, Jacopo Bellagamba, mi ha dato il permesso di pubblicarne un estratto.

Gli ho chiesto di poter far leggere anche a voi lettori, che non siete editori, ma che potrete sicuramente darmi un giudizio, una parte della sua opera perché voglio coinvolgervi direttamente in un lavoro molto importante per una casa editrice e perché è quasi Natale e mi sembra proprio un bel regalo sia per me che per voi: collaborare per la scelta di un possibile libro da pubblicare.

Non vi voglio dire nient’altro. Cliccate sul PDF e salvate il documento.
Dopo averlo letto vi chiedo di lasciare un commento sotto questo articolo.
Sono sicura che mi darete consigli preziosi che mi aiuteranno a chiarirmi le idee.

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14 Responses

  1. Mi lascia molto perplessa. J.B.scrive con una certa agilità, ma sconcerta non tanto per i molti termini procaci usati, quanto per la lunga,eccessivamente particolareggiata descrizione di un inferno che ha una sua realtà ma in una visione troppo concentrata. Il suo atteggiamento è nell’insieme di rifiuto, disprezzo e accettazione. Ancora più in contrasto il suo intento di recuperare il ruolo di persona ‘per bene’ presso la vicina. Certo questa nebbiosità del personaggio è dovuto al fatto che non conosciamo niente altro di lui che lo stato anomalo in cui si trova in una notte. Ma 14 pagine così brutalmente espressive mi sembrano un po’ troppe.

    • Luciana anch’io sono rimasta un po’ turbata dal racconto, ma devo dire che nonostante il turbamento ho trovato nel suo modo di scrivere qualcosa che rapisce e che riesce a tenere l’attenzione e la curiosità di andare avanti nella lettura.

  2. Chi c’è in linea? Una specie di pronipote di Seymour Glass? O un seguace di Neve? Rivoltella sulla tempia o funamboli che precipitano? Voglio tra le mani questo romanzo; leggendo l’estratto ho realizzato che lo sto attendendo dal giorno in cui, mezza dozzina d’anni fa, ho dato il mio addio a Lulù Delacroix.

  3. Mi sembra decisamente crudo e schietto..ma la cosa che più mi colpisce è il modo di scrivere. Trovo che il suo sia un modo originale di comunicare con il lettore. Mi piacerebbe leggere ancora perché mi ha molto incuriosito.

  4. Se in così poche pagine riesce a catturarmi non mi voglio immaginare il resto.. classico libro che ti incolla fino all’ultima pagina e che solo alla fine forse darà gli strumenti per capire il testo e anche l’autore.. Ottima occasione per valutare e conoscere lo stile di J.B. e quindi per me vale!!!

  5. Solitamente il “confine” che separa un libro pubblicato da uno scartato è dettato quasi esclusivamente dal giudizio ultimo dell’editore.
    Ma non sembra questo il caso. Complimenti dunque per aver condiviso l’estratto di questo libro, ridefinendo in questo modo un “confine” che molto spesso limita o impedisce la scoperta, da parte dei lettori, di autori sconosciuti ma con enormi potenzialità, quasi sempre superiori a quelle di coloro che di libri ne scrivono uno ogni sei-dodici mesi, non so se mi spiego.

    Ho letto più volte questa anteprima di “Dannazione”.
    Bellagamba ha sicuramente del talento che lo include nell’insieme di quegli autori sconosciuti con enormi potenzialità.
    Si è destreggiato decisamente bene nella descrizione nuda, letteralmente, e cruda di un panorama cittadino alle prime luci dell’alba che preserva ancora la cupezza e le assurdità accumulate durante la notte.
    Sembra di essere lì, fianco a fianco a quell’omino senza alcun vestito (che fine hanno fatto?) che corre per quelle luride vie. Davvero coinvolgente e sconvolgente, e a mio parere anche plausibile e verosimile: sembra quasi che l’autore stia raccontando una cosa da lui realmente vissuta.
    Pare che il testo necessiti di una lettura attenta e di un forte senso deduttivo da parte del lettore per cogliere ogni sfumatura, concetto e pensiero dell’autore che si può annidare dietro qualsiasi termine. Sono molto curioso di capire come e perché il protagonista si sia ritrovato in quella condizione, oltre che approfondire la visione (sicuramente per niente acritica) che Bellagamba ha del mondo.

    Attendo con ansia eventuali sviluppi nella pubblicazione di questo libro.

    P.S. Chi ha commentato definendo il testo “troppo particolareggiato”, dovrebbe porre anche attenzione sul fatto che è il secondo capitolo, almeno così c’è scritto. Non si scappa da un’introduzione descrittiva nei romanzi. E comunque non mi pare eccessivamente tediosa come cosa, anzi, credo sia necessaria.

    • Grazie Davide per la tua attenta analisi, mi fa proprio piacere che ti sia piaciuta la nostra iniziativa di coinvolgere i lettori nell’analisi di un manoscritto. Vuol dire che andremo avanti per questa strada!

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