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La scrittura sconcertante di Arnaldo Pomodoro.
Mi succede, a volte, di ritrovare carte dimenticate, scritte anni addietro e di meravigliarmi non solo della loro ‘sostanza’, ma anche di quanta attualità si possa ancora ritrovare fra parole di così tanto tempo prima. Qualche sera fa, guardavo Arnaldo Pomodoro in mezzo alla folla che lo stringeva a se’ durante l’inaugurazione della sua mostra
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Una nuova sede per la Fondazione Arnaldo Pomodoro.
Abbiamo appreso la notizia con grande entusiasmo e vogliamo condividerla subito con i nostri lettori. Dopo le vicissitudini che vi abbiamo raccontato nel volume Vicolo dei Lavandai con Flaminio Gualdoni e Arnaldo Pomodoro, la Fondazione riaprirà i suoi spazi espositivi in una nuova sede, in via Vigevano 9, a Milano. Lo spazio è un
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ArteLab – Vicolo dei Lavandai – a cura della redazione
Con-fine edizioni presenta il libro ‘Vicolo dei Lavandai’, dialogo tra Arnaldo Pomodoro e Flaminio Gualdoni, realizzato in collaborazione con la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano. Un colloquio confidenziale che ripercorrere il cammino della Fondazione dedicata al grande protagonista della scultura italiana, giunto a Milano nel 1954 con il fratello Giò, e che racconta del suo futuro. La collana “oi
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Vicolo dei Lavandai. Dialogo con Arnaldo Pomodoro di Flaminio Gualdoni nei luoghi e nell’arte – di Antonietta Fulvio
Quarantotto pagine dense, con traduzione in lingua inglese a fronte, per raccontare un sogno. E se il sognatore è Arnaldo Pomodoro, impossibile non restare affascinati. Inserito nella collana oi dialogoi curata da Gino Fienga per con-fine edizioni, il volume Vicolo dei Lavandai. Dialogo con Arnaldo Pomodoro di Flaminio Gualdoni è il racconto accorato di un luogo,
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Il Giornale dell’Arte – Pomodoro e Gualdoni in Vicolo dei Lavandai – di Ada Masoero
Pare di sentirli conversare, i due amici: lo scultore ben noto, Arnaldo Pomodoro, e Flaminio Gualdoni, il critico, coltissimo ma mai pedante né borioso, seduti nelle poltrone dello studio di Arnaldo, in via Vigevano a Milano. Amici i due lo sono davvero e hanno anche lavorato per qualche tempo fianco a fianco, presidente l’uno, l’altro
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artedossier – Vicolo dei Lavandai – di Gloria Fossi
Quando un’istituzione culturale è costretta a ridimensionarsi è sempre un dolore, e di requiem come questi vorremmo non ascoltarne più, neppure in tempi di crisi nera. Questo è il caso della suggestiva sede della fondazione creata a Milano nel 1994 dallo scultore romagnolo Arnaldo Pomodoro (classe 1926), che con un laconico messaggio, allo scadere dello
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il venerdì di Repubblica – Vicolo dei Lavandai – di Mara Lo Sardo
Dal primo spazio espositivo Rozzano, al complesso delle ex officine Riva & Calzoni, alla sede storica di Vicolo dei Lavandai: Flaminio Gualdoni, critico d’arte, rende omaggio al grande scultore Arnaldo Pomodoro, attraverso un dialogo che ricostruisce l’esperienza della Fondazione da lui ideata a Milano, appena conclusa, insieme ai sogni e ai progetti che hanno preso
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Radio 3 Suite intervista Flaminio Gualdoni.
Radio3 Suite: Un luogo che riverbera verso il futuro ma soprattutto anche, in questo caso, guardando al passato, delle sue tante attività in particolare culturali e una storia intensissima. Sto parlando di Milano, e sto parlando di un luogo specifico di Milano: Vicolo dei Lavandai. Questo è il titolo di un piccolo (almeno nelle dimensioni)
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Intervista a Flaminio Gualdoni su radio 3 suite
Radio3 Suite: Un luogo che riverbera verso il futuro ma soprattutto anche, in questo caso, guardando al passato, delle sue tante attività in particolare culturali e una storia intensissima. Sto parlando di Milano, e sto parlando di un luogo specifico di Milano: Vicolo dei Lavandai. Questo è il titolo di un piccolo (almeno nelle dimensioni) librino, che per altro è in due lingue, in inglese e in italiano, edito con-fine contemporanea, e è un dialogo fra Arnaldo Pomodoro e Flaminio Gualdoni che racconta molte storie di Milano e una in particolare.










