|
Musei -
Museo Minimo
|
|
Napoli, 2 marzo - 2 aprile 2010
 |
|
Nuova tappa al Museo Minimo con gli artisti di Artbahnkreuz. Non una semplice partecipazione ma un punto di riferimento lungo l’autostrada dell’arte. E non poteva che essere così da quando Roberto Sanchez ha creato e animato il suo spazio dedicato agli artisti indipendenti di tutto il mondo. Una situazione museale aperta, viva, in chiara opposizione ad un concetto statico e manierista. Uniche regole sono la libertà creativa e la qualità che potrebbero non essere sempre immediatamente comprese ma questo è il destino obbligato di chi vuole essere artista nel più vero senso del termine. Noi siamo stati sin dagli inizi favorevoli al suo modo di essere e la nostra presenza ne è stata e continua ad essere testimonianza in una città che vede nonostante le problematiche economiche sociali un modo di creare vorticoso e affascinante. Un continuo terremoto nel distruggere e nel creare. Il coraggio dell’arte e nell’arte non deve lasciarsi vincere dal convenzionale.
GIANCARLO DA LIO
Tiziana Baracchi(Ita), Fiorenzo Barindelli(Ita), Horst Baur(Ger), Mariano Bellarosa(Ita), Lamberto Caravita(Ita), Yolaine Carlier(Fra), Bruno Cassaglia(Ita), Pino Conestabile(Ita), Carmela Corsitto(Ita), Francesco Cucci(Ita), Maurizio Follin(Ita), Mauro Gentile(Ita), Karl F. Hacker(Ger), Cesare Iezzi(Ita), Giosuè Marongiu(Ita), Henning Mittendorf(Ger), Lynn jr Palmiter(U.S.A.), Rémy Pénard(Fra), Walter Pennacchi(Ita), Paola Rivabene(Ita), Claudio Romeo(Ita), Roberto Sanchez(Ita), Renato Sclaunich(Ita), Pete Spence(Australia), Salvatore Starace(Ita), Reid Wood(U.S.A.).
|
|
|
Musei -
Museo Minimo
|
|
Napoli, 26 gennaio - 19 febbraio 2010
 |
|
Seppur tra mille difficoltà, la Napoli compresa tra la collina di Posillipo, Vomero, Centro Direzionale e mare ci fa sperare nel superamento del calo di immagine, determinato sia da eventi di cattiva amministrazione che di scarsissimo civismo. Oltre queste virtuali mura, pare che della periferia e della provincia a nessuno importi più niente. Il Museo Minimo, operando nella semi-periferia di Fuorigrotta, ha scelto di collocarsi in un territorio mediano di comprensione dell’una e dell’altra Napoli. Seppure l’area Flegrea sia diversa dall’entroterra, l’area Est da quella Vesuviana, il convivere della bellezza col degrado sono le caratteristiche costanti di questi territori. Se un tesoro è ricoperto di sporcizia chi lo riconosce come tale? Gli artisti, diamone atto, riconoscono l’oro dove gli altri non lo vedono. In questa mostra Stefano Borriello, Salvatore De Curtis, Paolo La Motta, Roberto Mantellini, Roberto Sanchez, Mario Sangiovanni e Lucio Statti interagiscono con luoghi altrimenti ‘di scarto’ riscattandoli almeno nelle loro personale visione di una realtà mai da buttare ma da ricreare. Non dimentichiamo, infine, che proprio le periferie sono state palestra di grandi talenti, come se un principio metafisico volesse colmare l’horror vacui del vuoto culturale.
Carolina Mantellini
|
|
|
Musei -
Museo Minimo
|
|
Napoli, 17 novembre - 12 dicembre 2009

 |
|
“Per noi l’Acropoli di Atene è l’esempio perfetto di uno dei più antichi film”
Sergej M. Ejzenstein
Nella seconda metà degli anni trenta Sergej M. Ejzenstein portò a termine “teoria generale del montaggio” uno dei suoi scritti più esaustivi sul linguaggio cinematografico e non solo; il testo infatti offre un’approfondita analisi del montaggio cinematografico rivelando una serie infinita di connessioni di questo con le forme di arte precedenti a partire dall’architettura degli antichi Greci.
La progettazione da parte degli architetti Greci del percorso, e dunque la previsione della successone di immagini cui il visitatore dell’antica Acropoli era soggetto costituiscono secondo il noto regista una delle più remote forme di film (montaggio cinematografico). Anche la pittura costituisce secondo Ejzenstain punto di partenza per un giusto approccio allo studio del montaggio, esemplare è l’analisi che egli compie del ritratto dell’attrice Russa M.N Ermolova di Serov…” il montaggio non consiste tanto nella successione di una serie di pezzi quanto nella loro contemporaneità”.
A distanza di tanti anni credo che il cinema possa in qualche modo essere “responsabile” di un processo inverso, e cioè di aver a sua volta influenzato altre forme di espressione tra cui la pittura.
Manuel Olivares
|
|
|
Musei -
Museo Minimo
|
|
Napoli, 6 ottobre - 9 novembre 2009
 |
|
Il progetto di Roberto Sanchez, nel 1993, era quello di aggiornare in chiave contemporanea la tradizionale gouaches napoletana. Questo (siamo poco prima del G7 a Napoli e quindi dell’amministrazione comunale di Bassolino) in un momento estremamente basso del livello di immagine della città. L’obiettivo era proporre delle vedute di Napoli da utilizzare nella pubblicità e nell’editoria di tipo turistico, in alternativa all’oleografia stantia che ancora imperava. Quindi furono prodotte stampe, cartoline, immagini di copertina per periodici, perfino magliette con le proposte di una diversa angolazione degli scorci della città. Un atto di amore per una Napoli che, diciamolo, non è mai stata prodiga di attenzioni nei confronti dei suoi artisti. Si badi bene che il lavoro di ricerca di Sanchez, sia allora che ancora oggi, si sviluppa prevalentemente in ambito non figurativo: la necessità e il desiderio di una immediata comunicazione lo spinsero a quest’ampia deroga. Infatti proprio nel ’93 l’artista compare con le sue illustrazioni nel libro “Il piccolo vagabondo” di Chiara Fontana per le edizioni Lectorium di Milano (collana per ragazzi ‘La scintilla’) inaugurando questa avventura in un ambito per lui nuovo.
A distanza di sedici anni Roberto Sanchez vuole ricordare con una mostra al Museo Minimo quell’esperienza, riprendendola con nuovi approcci figurativi studiati recentemente, in un momento non positivo della città che ha ripreso l’immagine sgualcita dopo una parentesi valida ma transitoria. Certamente ci vuole altro, con i problemi che ci sono, dell’opera di un artista che riproponga il mito della bellezza non soppressa di Napoli, ma i cittadini di buona volontà devono pur appigliarsi a qualcosa per ripartire, in una città che sa essere miserabile e ‘nobilissima’ nello stesso tempo.
Per rimarcare l’effetto ieri-oggi la mostra è corredata di un video che, oltre a riproporre un servizio ed una intervista di due televisioni private a Roberto Sanchez nel 1994, documenta le speranze della città all’epoca del G7 di quell’anno, quando nella personale a Palazzo Reale furono esposte appunto le opere della serie “Napoli Visionaria” con uno scritto di presentazione di Arcangelo Izzo.
Carolina Mantellini
|
|
|