|
Prato, 8 maggio - 24 luglio 2010
A
distanza di dieci anni dalla prima grande rassegna monografica pubblica
italiana, ospitata a Vicenza nel 2000 alla Basilica Palladiana, l’americano Paul
Jenkins, uno dei maggiori pittori contemporanei viventi, torna in Italia con una
importante mostra personale curata da Mauro Stefanini con il patrocinio del
Comune di Prato.
Per la mostra, aperta dal 8 maggio 2010, è prevista una doppia sede: - Palazzo
Pacchiani , palazzo del XVIII secolo nel centro di Prato, cortesemente messo a
disposizione
dal Comune di Prato - Galleria Open Art
Dopo il fondamentale viaggio compiuto in Italia nel 1953, quando l’artista
rimase illuminato dalla conoscenza di Pompei, e di Taormina in Sicilia, Jenkins
ritorna nel nostro paese per questa mostra personale, con una selezione di
dipinti dagli anni ’50 fino alle opere più recenti.
Phenomena Heaven Shield 1966 acrylic on canvas 97x162 cm.
Nato a Kansas City, Missouri, nel 1923, Jenkins si è formato presso l’Art
Student League di New York, in particolare con il pittore Yasuo Kuniyoshi.
Accostatosi al fervore dell’espressionismo astratto americano, assiduo amico di
Jackson Pollock e attento all’opera di Mark Rothko, Jenkins maturò il suo stile,
unico e riconoscibile, in più di mezzo secolo di attività, dopo l’esperienza
europea. La prima mostra a Parigi fu nel 1954, allo studio Facchetti e quella a
New York, nel 1956, alla Galleria Martha Jackson.
Ispirato dalla forza primordiale del colore e al suo stendersi sulla tela
bianca, l’artista accosta la naturalezza del gesto espressionista alla misura
europea della storia e della tradizione, cercando una risoluzione all’interno di
una feconda e iniziale contraddizione di opposti.
Mediata dalla conoscenza e dalla continua frequentazione della cultura
orientale, la pittura di Jenkins si pone come unica e assoluta meditazione in
equilibrio tra natura e storia, presente e passato, istinto e ragione.
|