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Milano, 25
giugno - 20 luglio 2010
Vernissage
24 Giugno ore 18.30 – Ingresso libero
Artisti: Veronica Bellei, Ivan Olita, Max
Papeschi, Francesco De Molfetta, Neda Kianmehr, Fratelli Scuotto, Matteo Basilè,
Christian Zanotto, Paolo Cassarà, Fabio Weik, Emiliano Rubinacci, Andrea
Martinucci, Luca Lillo, Fabrizio Bellomo, Davide Valenti, Sebastiano Zanetti,
Giuseppe Mastromatteo, Maurizio Galimberti, Ilaria Ferretti, Ruggero Rosfer,
Beijg Xu, Federica Gif, Eron, Moho, Eltjon Valle, Gabor Szoke, Exilentia Exiff,
Emanuele Benedetti, Alessandro Nassiri, Giuseppe Veneziano, Laboratorio Saccardi.
Famiglia Margini, in collaborazione con Fabbrica Borroni, presenta una crew di
artisti che raccontano il primo decennio del nuovo millennio.
Dalla caduta delle torri gemelle al primo presidente nero, da Berlusconi a
Ratzinger, dal boom economico della Cina alla crisi internazionale, da Osama
allo Tzunami, dalla precarietà del lavoro a quella dei rapporti, dal cellulare a
facebook!
Figli di una tecnologia violenta, Matrix premoniva oniricamente la non vita
attuale.
Catene fatte da fibre ottiche, sms come Rimbaud, lettere senza carta e immagini
che si consumano su cartelli roteanti.
Sono il ragazzo degli anni zero, quelli dell'inizio di un qualcosa senza nome...
Nuovo millennio, nuovo secolo iniziato con un decennio che ha ripercorso stili e
concetti di una vecchia Storia che deprediamo senz'analizzarla.
Sono il ragazzo del decennio irreale quello che non lascia tracce perché consuma
e brucia inquinando anima e atmosfere.
Sono l'uomo che non cresce poiché l'illusione di poter parlare mi fa sentir
libero dall'impegnarmi.
Ho troppi sessi senza più famiglia, sono l'occidente accidentato da assurde
ambizioni inculcate da illusioni irraggiungibili.
Sono l'animale umano senza consapevolezza del senso esistenziale, ho fottuto
ogni spontaneità per costruire una perfezione che non puzza più di sudore.
Sono reduce da anni di confusione, non so che cosa potrò costruire ora che tutto
è stato distrutto; vendiamo politiche, persino Dio.
Artisti, siam tutti diventati "artisti", le parole han perso valore inseguendo
stili di comunicazione mercificata, figli di progetti macchinosi c'inoltriamo
verso un grande cambiamento cercando di concretizzare quella presenza che
mancava all'appello. E l'Arte? la fanno ancora gli Artisti?
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